Stitichezza del neonato: cosa fare e quali rimedi?

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Uno dei temi che più preoccupano le neo mamme è niente meno che… la cacca! Sì, perché è così che si valuta la salute del neonato nei primi mesi di vita: avrà mangiato abbastanza? I neonati soffrono spesso di stitichezza e così ci chiediamo: starà prendendo peso? Starà bene?

Quando il piccolo si scarica regolarmente la mamma è tranquilla. E ci mettiamo a studiare consistenza, frequenza, colore, qualità, che poi, a posteriori, ripensandoci quando i bambini sono più grandi ci sembriamo matte! Niente di più normale.

Il dramma è quando il bambino non si scarica. L’incubo peggiore per la mamma: la stitichezza del neonato. Se è difficile che accada nel neonato allattato al seno, è più frequente invece nei bimbi nutriti con il latte artificiale, più predisposti infatti alla stipsi a causa della mancanza di lattuolosio, uno zucchero presente nel latte materno che ha effetti lassativi.

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Quando un bambino è definito stitico?

Si parla di stitichezza del bambino quando il piccolo non va di corpo per più di 48 ore, oppure se, anche scaricandosi un poco più spesso, produce feci dure. È quindi importante pensare sia alla frequenza che alla consistenza. Difficilmente nei primi mesi il bimbo soffre di stitichezza, ma le motivazioni per cui fatica a scaricarsi sono altre. Scopriamole.

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Possibili cause di stitichezza del neonato

In molti casi la stitichezza del neonato è dovuta semplicemente al fatto che il piccolo ancora non è in grado di riconoscere lo stimolo che gli arriva dall’addome e quindi di utilizzare al meglio il proprio sfintere anale. L’intestino dei neonati potrebbe anche non essere ancora completamente formato dando dischezia, ovvero stitichezza dovuta all’incapacità di liberarsi. Accade facilmente quindi che i bebè possano stare due o tre giorni senza scaricarsi ma, man mano che crescono, vedrete che sarà per loro più facile regolarizzarsi.

Sicuramente se il bimbo è allattato artificialmente la causa della stitichezza può essere anche il tipo di formula che gli viene somministrata: meglio quindi chiedere al pediatra e valutare un cambio di latte, fino a trovare quello più adatto a lui. Importante è anche, in caso di stitichezza, valutare il tipo di feci: sono dure o a palline? Il bimbo piange quando deve scaricarsi? In questo periodo è particolarmente irritabile?

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Neonato stitico: come fare?

Valutare lo stato di salute generale del bambino è importante anche in caso di stitichezza: in caso di episodi di febbre acuta ad esempio, l’innalzamento di temperatura crea una disidratazione e una dispersione di liquidi tali per cui il bambino fatica a scaricarsi, anche perché difficilmente reintegra subito mangiando o bevendo se lamenta un disagio.

Quando il bambino è più grande invece, ad esempio nel momento del passaggio dal pannolino al vasino, può nascere un altro tipo di stitichezza, quella dovuta alla difficoltà di accettare le nuove abitudini e l’inibizione da vasino. Il rischio di entrare in una sorta di circolo vizioso c’è: fare la cacca provoca dolore o disagio, per cui si rimanda più possibile, ma facendolo il dolore aumenta, anche a causa della consistenza dura delle feci.

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Rimedi per la stitichezza del neonato

Vi ricordate cosa dicevano le nonne? In caso di stitichezza consigliavano si stimolare il bimbo con il gambo di prezzemolo! I tempi sono cambiati, consultare il pediatra è sempre fondamentale quando si hanno dei dubbi: il medico infatti saprà sicuramente aiutarvi a valutare meglio i motivi della stitichezza del vostro bambino.

Intanto, ecco alcuni consigli semplici per i bambini che soffrono di stitichezza.

Stitichezza neonato e allattamento al seno

Se la mamma allatta al seno, può cercare di migliorare la regolarità intestinale del suo bambino con un apporto maggiore di fibre: come durante la gravidanza è importante avere un’alimentazione sana, lo è anche nell’allattamento, sia per il piccolo che per sé in quanto si tratta di un’attività molto dispendiosa a livello di energie e la mamma ha bisogno di prendersi cura di se stessa e tenersi in forze. Anche bere molto ha conseguenze positive sulla qualità del latte.

Stitichezza neonato e allattamento artificiale

Se il bimbo è allattato artificialmente chiedete al pediatra di cambiare il tipo di latte: in alcuni casi basta poco per aiutare il bebè a fare la cacca senza fatica. Il latte arricchito con prebiotici o particolari formulazioni di grassi sono utili per facilitare l’evacuazione.

Cosa fare per la stitichezza del neonato

  • Se il piccolo non si scarica da giorni, potete provare ad eseguire una leggera stimolazione del retto con un sondino in silicone (li trovate in farmacia) bagnato con una goccina di olio di mandorla. In questo modo lo aiuterete anche a capire il meccanismo di defecazione.
  • Dopo il bagnetto, versate dell’olio naturale come quello di mandorla sulle vostre mani e scaldatelo sfregandole. Applicatelo sul pancino del bambino massaggiando circolarmente e alternando. Avvicinate poi le gambe del piccolo al suo petto piegandole e, anche in questo caso, muovendole fino a disegnare dei piccoli cerchi.

Stitichezza nel bambino già svezzato

Se il bambino è già svezzato, per cui segue un’alimentazione che si basa su cibi solidi, è importante rendere la sua dieta più varia ed equilibrata possibile, ricca di fibre, frutta e verdura (soprattutto che aiutano la regolarità, come prugne e kiwi), e idratandolo molto spesso.

Quando anche regolando l’alimentazione il bambino continua a soffrire di stitichezza (esistono anche fattori genetici), si può passare alla somministrazione di rammollitori fecali, a base di Macrogol o Politilenglicole. Come funzionano? Inglobano l’acqua e aumentano il volume delle feci. Non hanno particolari effetti collaterali e sono efficaci: chiedete comunque sempre un consiglio al vostro pediatra prima di acquistarli.

Una buona abitudine: la routine del bagno

La routine del bagno: alcuni bambini, sin da piccoli (già intorno all’anno), hanno bisogno di stabilire un ritmo e una regolarità nei momenti di evacuazione. Portarli in bagno, fare assumere loro una posizione accovacciata, sia sul vasino che sul water grazie agli appositi riduttori, stabilire un momento della giornata, magari dopo la cena o il pranzo, durante il quale provare a fare la cacca è utile per chi fatica a scaricarsi. Renderà il tutto il più normale e fisiologico possibile.

 

Diritto d’autore: oksun70 / 123RF Archivio Fotografico
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Autore del post

Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.