Punizioni fisiche: cosa dice la Legge a riguardo?

L’uso  delle punizioni fisiche, anche se mosso da fini educativi, non è giustificabile. A dirlo sono la Legge italiana e la Cassazione, stabilendo che il genitore che adotta un comportamento eccessivamente severo nei confronti della prole, deve essere punito per il reato di maltrattamenti.

Negli anni il concetto di mezzi di correzione e di disciplina ha subito un’evoluzione storica. Un tempo era collegato allo ius corrigendi riconosciuto in capo ai genitori ed a coloro che, in posizione di autorità, potevano impiegare l’uso della violenza fisica o morale nei confronti dei figli, ecc. Di conseguenza il reato si aveva qualora fossero travalicati i limiti di tale violenza.

Punizioni fisiche: cosa dice oggi la Legge?

Attualmente, invece, la Legge nega che si possa ricorrere all’uso di mezzi correttivi nell’ambito di alcune relazioni. Per tale motivo si parla di abuso. Qualora, dunque, vengano usati mezzi illeciti come le percosse, le ingiurie, le minacce entra in gioco il reato penale.

Va inoltre chiarito che il codice penale si riferisce non solo ad episodi che comportano lesione di una persona, ma anche umiliazioni, indifferenza e trascuratezza verso gli elementari bisogni affettivi ed esistenziali della persona più debole da tutelare.

Si tratta di comportamenti che sottopongono i figli ad atti di vessazione tali da provocare sofferenza, prevaricazione ed umiliazioni,  comportamenti che fanno vivere uno stato di disagio continuo ed incompatibile con le normali condizioni di vita di un bambino.
Non possiamo parlare, perciò, solo di percosse,  lesioni,   ingiurie,   minacce,   privazioni ed umiliazioni  al bambino, ma anche di atti di disprezzo e di offesa arrecati alla sua dignità, che comportano vere e proprie sofferenze morali.

Infliggere ai figli, quindi, punizioni umilianti può costituire reato ogniqualvolta non si rispetti la dignità dei bambini.  La Suprema Corte di Cassazione ha chiarito in proposito che, per configurare il reato di “abuso dei mezzi di correzione e di disciplina” previsto dal codice penale non sono richiesti solo abusi fisici, ma anche gli abusi psichici, cioè quelli che possono causare disturbi allo sviluppo del bambino.

Punizioni fisiche: il reato di maltrattamento nel Codice Penale

La Corte di Cassazione ha più volte ritenuto che il genitore (e coloro ai quali i bambini sono affidati in custodia) che eccede con le maniere forti nei confronti dei figli commette il reato di maltrattamenti e di abuso dei mezzi di correzione.

Inoltre, l’art. 571 c.p. stabilisce:

“Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi. Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni”.

Mentre l’art. 572 c.p. individua  i maltrattamenti contro i familiari ed i conviventi:

“Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da due a sei anni. Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni.”

Sono un avvocato, ma sono anche una mamma e so che, molto spesso, i figli mettono a dura prova la pazienza di noi genitori. Ognuno di noi reagisce alle “provocazioni” dei propri bambini in maniera diversa, ma bisogna sempre saper contare fino a 100 prima di far partire una sberla.

“I bambini sono quello che vivono”, ha scritto Dorothy Law Nolte, un mantra che ripeto spesso….

Se i bambini vengono criticati, imparano a condannare.

Se vivono nell’ostilità, imparano ad aggredire.

Se vivono nella derisione, imparano la timidezza.

Se vivono nella vergogna, imparano a sentirsi colpevoli…

Voi cosa ne pensate?

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Mamma&avvocato civilista, laureata alla Federico II di Napoli, esperta di diritto di famiglia e dei minori...innamorata della vita, di mia figlia e del mio lavoro...sempre di corsa tra Tribunali-uffici-studio-casa seguendo istinto, desideri ed i valori in cui credo...su tacco 12 of course...