Come educare i figli maschi al rispetto delle donne?

Educare i figli maschi alle pari opportunità: come fare? –  Ho due maschi: il seienne trova le femmine per lo più fastidiose, non le invita ai compleanni, non dà baci a nessuno e dice che lui non si sposerà mai; il quasi cinquenne fa complimenti alle bimbe che gli piacciono, dice che anche le “cose da femmina” sono belle, è un coccolone e mi riempie di baci.

Sono molto diversi e va bene così. C’è una caratteristica, però, che vorrei sviluppassero entrambi: il rispetto per gli altri, e per le donne in particolare.

Come educare i figli maschi al rispetto delle donne?

Come fare? Secondo me ci sono quattro ambiti su cui concentrarsi, a partire  da questo:

1. Insegnare ai maschi a riconoscere e a esprimere i sentimenti

C’è un luogo comune, un pregiudizio culturale secondo cui i maschi “non piangono”, e dimostrare i sentimenti è “roba da donne”. Un perfetto sconosciuto l’ha appena detto a mio figlio, che dalla parrucchiera piangeva all’idea di tagliare i capelli… “Ma dai, sei una femminuccia? I maschi non piangono!”

Gli ho risposto con una certa decisione, ma il punto è che fino a che ci saranno uomini, e padri, che la pensano così, i maschi ne resteranno convinti. Come possiamo invertire questa tendenza?

Parlando molto con i maschi, comunicando con loro con vero interesse, trattandoli con gentilezza, dolcezza e comprensione, doti che ci auguriamo potranno mettere in pratica a loro volta con le donne della loro vita. Possiamo leggergli storie che parlano di sentimenti ed emozioni, per condurli a riconoscerle e nominarle, senza averne paura o vergogna.

Uomini e donne provano gli stessi sentimenti, ma il modo di esprimerli può essere molto diverso.

Credo che i maschi debbano essere accompagnati a entrare in sintonia e in empatia con le donne, trattandole come loro pari, e chi meglio di una mamma può aiutarli a farlo? Coraggiosi e determinati sì, ma anche generosi e sensibili.

Con le ragazze, per esempio, è necessario che i maschi coltivino l’amicizia, prima dell’amore. Se non hanno chance di parlare e socializzare con le ragazze reali, i maschi sono portati  a sviluppare sempre più fantasie di controllo e di dominio, che possono concretizzarsi in comportamenti malsani.

2. I padri devono essere presenti, non ci sono scuse

I maschi hanno bisogno di papà interessati e coinvolti nelle loro vite, a prescindere dal fatto che lavorino molto e che siano stanchi. Lo sono anche le mamme, o no?

I padri assenti, è stato dimostrato, hanno figli più violenti, che si mettono nei guai o che subiscono offese, che vanno male a scuola, che si rifugiano nelle “gang”. Con i papà spesso i maschi giocano “alla lotta” e questo è un bene: un gioco movimentato in cui ci si diverte, ci si arrabbia ma soprattutto si sa quando fermarsi, quindi s’impara a esercitare l’autocontrollo, che permette di essere padroni di se stessi e del proprio comportamento. Questo aspetto si collega al terzo punto…

3. Imparare a gestire i conflitti in modo positivo

Arrabbiarsi è naturale e non posso dire a un bambino “Non devi arrabbiarti”, perché tutti i sentimenti sono ammissibili; quello su cui c’è da lavorare, invece, è il modo di affrontare e gestire questo sentimento. In questo, i papà per i figli maschi sono un modello importante, che può insegnare a sfogarsi in modo sano: se sento che mi sto arrabbiando posso scegliere, per esempio, di allontanarmi dalla situazione; se ho voglia di picchiare qualcuno, posso decidere di prendermela con un cuscino. Ci sono diversi modi di risolvere un problema, non violenti, e i maschi hanno il diritto e il dovere di apprenderli.

In primis, naturalmente, ogni maschio ha bisogno di un papà che rispetta la mamma con parole e fatti, che la sostiene e che collabora con lei, anche in casa.

4. Insegnare ai maschi a collaborare in casa 

Sai perché? Avranno una vita più indipendente, sapranno badare a se stessi e condividere i compiti le loro future compagne di vita, che ne saranno ben contente. Rafforzeranno la loro autostima, perché sentiranno di essere capaci di rendersi utili alla propria famiglia e di rendere felici le persone che amano; anche i bambini piccoli possono dare una mano, a modo loro, se glielo permettiamo.

Inoltre, chiedere ai maschi di aiutare in casa può essere un buon modo per creare un momento d’intimità e complicità con loro. Spesso i ragazzini maschi fanno più fatica a comunicare con i genitori, a confidarsi e a esprimere quello che provano; durante le faccende domestiche possiamo cogliere l’occasione di iniziare a parlare con loro senza farli sentire sotto pressione, incoraggiandoli a raccontarsi senza paura.

Educare i figli maschi al rispetto delle donne, crescere maschi migliori, decisi e ambiziosi ma anche amorevoli ed empatici, lontani dagli orrendi casi di violenza a cui purtroppo spesso assistiamo, è un dovere di tutti i genitori e degli educatori in genere, ed è un atteggiamento che, ne sono certa, porterà i suoi frutti e renderà più felici le donne di domani!

photo credit: blickpixel – pixabay

Author

Insegnante, autrice e blogger fondatrice di mammeimperfette.com, mamma entusiasta, e a tratti ancora incredula, di Fabio e Marco. Appassionata e avida studiosa di autostima per bambini, ne scrivo spesso sul mio blog e ho raccolto i consigli pratici più efficaci per svilupparla nell'ebook “Mamma, io valgo!” e nei video del Percorso Aiedi. “Aiedi” è l'approccio che seguo per accompagnare i miei figli nella crescita, in cui autostima, intelligenza emotiva e autodisciplina sono le tre risorse indispensabili da favorire nei bambini per aiutarli a crescere sicuri di sé, autonomi e capaci di essere felici. Due maternità nel giro di 18 mesi mi hanno cambiato la vita, in meglio, e mi hanno portato a riflettere su chi volevo davvero diventare “da grande”. Decisamente imperfetta e con tanta voglia di migliorare, sono convinta che se vuoi che le cose cambino, tu devi cambiare.