Padri in sala parto: come prepararli alla nascita?

Sicuramente negli ultimi decenni molto è cambiato nel ruolo dei padri al momento della nascita dei loro figli: dall’immagine stereotipata dell’uomo con i capelli arruffati che cammina su e giù in sala d’attesa fumando una sigaretta dietro l’altra, in attesa che il dottore uscisse per annunciare se era nato un maschio o una femmina, siamo passati a uomini che vivono in prima persona il travaglio ed il parto, accompagnando le loro compagne fin dai primi momenti della gravidanza in un modo completamente diverso rispetto al passato.

Padri in sala parto: l’attesa “dall’esterno”

È sempre più frequente che la coppia in attesa di un bimbo condivida momenti importanti come l’ecografia, la visita alla sala parto nelle ultime settimane di gravidanza, gli incontri con l’ostetrica, fino al momento della nascita. È tuttavia necessario ricordare che gli uomini, vivendo l’attesa da “esterni” rispetto alla donna (che sente su di sé e dentro di sé il progredire della gestazione, i cambiamenti ed i segnali che il suo corpo le invia passo dopo passo), hanno bisogno di essere accompagnati al momento del parto quanto le future mamme, per non vivere il momento della nascita con una sensazione di impotenza e di inadeguatezza.

È vero, infatti, che mentre in passato era impensabile immaginare che gli uomini entrassero in sala parto, adesso ci si aspetta che tutti gli uomini partecipino all’evento senza chiederci se siano veramente pronti e come possano vivere un momento così intenso ed emozionante. Aiutare gli uomini a sapere cosa succederà durante il travaglio, cosa aspettarsi, quali figure ruoteranno intorno alla partoriente, e soprattutto come aiutare la propria compagna ad affrontare il travaglio, la fase espulsiva e le ore successive alla nascita è fondamentale perché possano vivere questa esperienza in prima persona e non come semplici spettatori con la sensazione di essere di intralcio al personale medico e di nessun aiuto alla propria compagna.

Come arrivare preparati al momento della nascita?

Durante la gravidanza è importante che:

la futura mamma condivida con il proprio compagno informazioni e letture che raccoglie sull’argomento gravidanza e parto;

i futuri padri partecipino agli incontri di gruppo di accompagnamento alla nascita. Durante gli incontri, infatti, l’ostetrica spiegherà la dinamica del travaglio e del parto, insegnerà posizioni che aiutano ad affrontare le contrazioni consigliando ai padri come accompagnare la propria compagna in quella fase del parto, ad esempio con massaggi specifici nella zona lombo-sacrale;

si informino sul maternity blues e sulla depressione post-partum, sia per dare il corretto sostegno alla propria compagna in caso di fisiologici sbalzi di umore dovuti all’assestamento ormonale post-partum sia per imparare a riconoscere i segnali di depressione post partum e attivare quindi aiuti professionali specifici in maniera tempestiva. Spesso infatti le mamme che vivono una situazione di disagio più o meno profonda dopo il parto si sentono incomprese e inascoltate dai propri partner.

siano a conoscenza di come funziona a grandi linee l’allattamento, per evitare di aggiungersi al coro di domande e giudizi non richiesti del tipo “ma hai latte abbastanza?”, “ma lo tieni sempre attaccato?”, che possono diventare un fattore di grande stress per le neomamme.

Il ruolo dei padri infatti è fondamentale!

devono dare senso di sicurezza e protezione alla compagna durante il parto, facendo da intermediario, se necessario, tra la donna e la struttura ospedaliera, soprattutto in caso di parti che richiedano un intervento attivo da parte dell’ostetrica o del ginecologo;

devono proteggere e dare sostegno e sicurezza nei giorni e nelle settimane dopo la nascita, coordinando ad esempio il numero di visite di parenti e amici e riducendone il numero se la donna è ancora stanca dopo il parto, oppure mediando con i nonni che a volte possono risultare un po’ troppo invadenti con critiche e consigli non richiesti.

Un padre preparato offrirà un sostegno vero ed efficace alla propria compagna e al proprio bambino. In questo percorso di preparazione alla paternità è fondamentale il ruolo dell’ostetrica che accompagna la donna: purtroppo il nostro sistema sanitario è spesso strutturato in modo tale da offrire i percorsi di accompagnamento alla nascita alle donne in gravidanza solo in orario antimeridiano: così, spesso è previsto un solo incontro con i padri, che non sempre del resto possono organizzarsi lavorativamente per essere presenti.

Organizzare i gruppi di accompagnamento alla nascita in orari pomeridiani o di sabato mattina al contrario, permetterebbe ai padri di essere presenti a tutti gli incontri, compresi quelli sulla fisiologia del travaglio e del parto, sull’allattamento, sulle pratiche di accudimento del neonato, sui cambiamenti umorali dovuti alle oscillazioni ormonali dopo il parto, rendendoli davvero preparati sia al momento della nascita sia alla genitorialità e al sostegno alla compagna nelle settimane successive.

Perciò, laddove i futuri papà non possano partecipare agli incontri con l’ostetrica, sta alle future mamme condividere con i compagni più informazioni possibili, per renderli davvero capaci di essere di sostegno e di aiuto, in tutte le fasi di questa esperienza meravigliosa.

photo credit:  ekseaborn0 – pixabay

 

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Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603