Nonni e nipoti: quando l'amore diventa passione

“Quello per i figli è amore. Ma quella per i nipoti è passione”

Questa frase non è mia ma di un’altra nonna e rispecchia alla perfezione quello che i nonni pensano.

Con i figli, lo sapete benissimo, si prova un amore infinito. Beh ai nipoti possiamo arrivare a dare qualcosa in più.

Lontani quegli impegni che ti impongono di non poter “mollare” mai e mi riferisco a:

  • siamo appena sposati dobbiamo metter su casa;
  • trovare un lavoro stabile;
  • allargare la famiglia;
  • passare a trovare i genitori;
  • preparare la cena;
  • andare a prendere i bambini a scuola;
  • bucato/stiro/mestieri.

E chi più ne ha più ne aggiunga! Voi MammeAcrobate ne sapete qualcosa…

Poi diventi nonno, sei più rilassato. È vero che occuparti dei nipoti non è proprio del tutto riposante però si fa tutto con un altro spirito.

E allora puoi anche abbandonarti a qualche “volo pindarico” tipo cercare di trasmettere passioni, lasciare tracce, buttare qualche seme con la speranza che possa crescere, intervenire là dove i genitori, presi da mille altre incombenze, non riescono (o non vogliono!!).

Qualche giorno fa i miei ragazzini erano a casa da scuola (perché nel loro comune festeggiano il patrono comunale oltre che quello provinciale ovvero S. Ambrogio) e ho pensato di portarli alla mostra di Giotto a Palazzo Reale.

Mia figlia era a dir poco “scettica” ma io non mi sono lasciata abbattere.

Avevo già portato Macro alla mostra di Van Gogh (non avrei mancato Chagall, ma ci è andato con la scuola) e regolarmente lo porto a vedere il dipinto che viene esposto a Palazzo Marino ogni anno prima di Natale.

Ricordo perfettamente il suo stupore davanti al dipinto “La conversione di Saulo” anche se devo ammettere che quello che più lo aveva colpito era stato il cavallo.

Ma torniamo a Giotto dove abbiamo portato anche suo fratello quattrenne.  Non è facile interessare i bambini a dei dipinti così difficili quindi ho cercato di attrarre la loro attenzione su qualche particolare tipo il fatto che il Bambino Gesù in braccio alla Madre non è mai statico ma, come tutti i bambini, sta sempre “facendo qualcosa” alla sua mamma: una carezza, una toccatina al suo abito

Poi c’erano gli animali che affascinano sempre.

E poi:

Nonna ma cos’è quella cosa rotonda intorno alla testa di tutta quella gente?”.

“Si chiama aureola e viene disegnata per distinguere le persone che sono diventate sante”.

Posso dirvi che per me è stato bellissimo! E spero lo sia stato un pochino anche per loro.

Ah dimenticavo di dirvi che Micro si è divertito un sacco con l’audioguida: la ricerca del numero sulle opere e la digitazione sull’audioguida è stato per lui il massimo della mostra.

Giotto non ce ne voglia!!

P.S. Per favore portateli: è una mostra straordinaria!

photo credit: 018a (1) via photopin (license)

 

 

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