Essere triste in gravidanza, cosa fare?

Che la gravidanza sia uno dei momenti più emozionanti e coinvolgente della vita di una donna, ma anche delicatissimo e non privo di difficoltà, ce lo siamo dette tante volte.

Sono tante le donne che a causa di problematiche di vario tipo non riescono a godersi questo periodo serenamente, alle prese con sentimenti e pensieri contrastanti, fino a vivere vere e proprie depressioni.

 È il caso di una futura mamma che ci ha scritto negli scorsi giorni alla ricerca di un aiuto, un supporto per far fronte a una situazione molto dolorosa…

Buongiorno,
sono molto giù di morale e mentre navigavo in internet mi sono imbattuta in MammeAcrobate. Da qualche settimana sono incinta.
Sono sposata e in passato abbiamo provato più volte ad avere un bambino, ma anche dopo vari tentativi di fecondazione in vitro non ci siamo riusciti e abbiamo rinunciato.

Uno dei motivi che ci ha spinto a non andare avanti, provando anche l’eterologa, è stata una situazione familiare molto difficile che mi ha portato a dovermi prendere cura di una persona cara, non autosufficiente, completamente dipendente da noi.

Nel corsi degli anni, ho cercato di fare un lavoro su questa mia condizione, di elaborare il fatto di non riuscire ad avere figli ma, proprio nel momento in cui piano piano mi stavo alleggerendo dal peso che mi accompagnava, dopo essere riuscita a “riprogrammare” la mia vita, aver trovato anche un modo che mi permettesse di tornare a pensare un po’ a me stessa e a riappropriarmi del mio tempo, sono rimasta incinta.

Sono tutti felici, tranne me. Sono nervosa, triste e nessuno si accorge di come sto, mi sento sola e non ho nessuno con cui parlarne, mi sento senza entusiasmo…cosa devo fare?

Per provare a dare una risposta a questa futura mamma e  a tutte le altre donne che vivono una condizione simile e sostenerle, abbiamo chiesto consiglio alla nostra psicologa Nora Massoli.
Ecco i suoi consigli…

La gravidanza è un momento di passaggio fondamentale nella vita di una donna, richiede, come dici tu, una “riprogrammazione”.

Cambierà il corpo, cambierà il ruolo, cambieranno gli equilibri familiari e anche l’immagine personale. Non si è più solo figli, con l’idea che comunque qualcuno penserà sempre a noi, ma si diventa genitori ovvero si diventa coloro che dovranno essere il punto di riferimento e di sicurezza per altri.


Tutti questi passaggi possono attraversarci in maniera “quasi indolore”, o possono costituire un vero e proprio tsunami del nostro equilibrio. Mi pare che questo sia ciò che sta succedendo a te. Un cambiamento quando meno te lo aspettavi, quando anzi, dopo un lungo e – immagino – doloroso percorso avevi in qualche modo elaborato il tuo lutto di non diventare madre.

Avere un figlio non significa solo fare spazio fisico dentro il nostro corpo, ma anche e soprattutto fare spazio mentale al bambino in arrivo.

La mia sensazione è che la fatica più grande per te sia proprio fare spazio a questo bimbo, ora che avevi deciso di prendertelo per te. Come sei riuscita già una volta ad attraversare e superare un momento molto difficile, probabilmente saresti in grado con il tempo di venire a patti anche con questa nuova situazione e accettare il cambiamento.

Ma mi sento di dirti che di tempo non ce ne è molto. Perché è un tuo diritto vivere questa gravidanza (che evidentemente hai scelto di portare avanti), il parto e la creazione della relazione con tuo figlio nella maniera più serena e emotivamente sana possibile.

Quindi ti invito caldamente a cercare un aiuto professionale per aiutarti in questo passaggio. Una depressione in gravidanza costituisce un serio rischio di depressione post-partum, aspettare non ti è di aiuto. Ti è invece di aiuto trovare un luogo dove poter portare il tuo dolore, il tuo sgomento per un destino beffardo che ha deciso prima di non darti un figlio quando lo volevi e adesso di farlo arrivare quando non ti senti più pronta o disponibile a questo.

Un luogo dove ritrovare la fiducia nella tua capacità di esserci, in questa avventura, nella maniera migliore possibile. Qui puoi trovare gli indirizzi dei centri specializzati in sostegno psicologico in gravidanza, se non fossero per te vicini geograficamente, ti consiglio di chiedere un nominativo al Consultorio Ostetrico o al Centro Nascita più vicini a te. Lasciati aiutare e soprattutto permettiti di non vivere da sola e in sofferenza questo momento così delicato.

Noi ringraziamo Nora Massoli per le sue preziose parole, ricordando alle future mamme che ci seguono che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto, perché c’è sempre una soluzione  a tutto, e quello che da sole ci sembra insormontabile, con il giusto aiuto può essere affrontato e superato.

 

photo credit: Live to Create Photography via photopin cc


Author

Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603