Ansia e depressione in gravidanza: a chi rivolgersi?

Mentre ormai da diversi anni parlare di depressione post partum non è più un tabù, la gravidanza è tuttora vista come un periodo in cui, grazie agli ormoni, la donna vivrebbe in uno stato di benessere psicologico, quasi un Eden dell’umore.

In realtà le statistiche parlano chiaro: circa il 10% delle donne in gravidanza soffre di un disturbo depressivo, con un picco intorno alla 32° settimana di gestazione e con un rischio ben maggiore rispetto alle altre donne di soffrire poi di depressione post-partum.

Anche l’ansia in gravidanza non va sottovalutata: mentre sono normali le comuni preoccupazioni per la salute del proprio bambino e per il parto, ci sono situazioni in cui questi pensieri diventano pervasivi e assolutamente fuori controllo, con ricadute anche serie sulla salute del feto e l’andamento del parto, oltre che sulla qualità della relazione che si instaurerà dopo la nascita tra madre e bambino, aumentando inoltre statisticamente il rischio di depressione post-partum.

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Sembrano più a rischio di sviluppare una depressione in gravidanza le donne che hanno altri casi di disturbi dell’umore in famiglia, o che hanno sofferto esse stesse in passato di depressione, o che si trovano ad avere scarsi supporti sociali, da parte del partner, della famiglia o di amici. Inoltre, gravidanze caratterizzate da gravi problemi ostetrici, difficoltà nel concepimento, abuso di alcol o sostanze, più gravidanze ravvicinate, problemi economici, sono alcuni ulteriori fattori di rischio.

La gravidanza è uno dei più grandi passaggi nella vita della donna e del suo corpo e come tale richiede una messa in discussione della propria identità, del proprio ruolo, degli equilibri con la famiglia di origine e nella coppia. Le modificazioni del corpo, i movimenti emotivi che gli ormoni della gestazione stimolano, la riorganizzazione della propria vita, personale e lavorativa, portano le donne a confrontarsi con la propria capacità di accettare i cambiamenti e adattarvisi. Ciascuna donna arriva da un percorso di vita che le ha permesso di fornirsi di strumenti più o meno efficaci per fronteggiare i grandi cambiamenti, ciascuna vivrà quindi la propria gravidanza con il bagaglio di esperienze, sentimenti ed emozioni che la caratterizzano.

Al di là dell’iconografia classica che vuole le donne in attesa a preparare le scarpine per il bebè all’uncinetto sospirando di felicità e appagamento per nove mesi, una donna in gravidanza può sentirsi a volte triste, preoccupata, spaventata. Senza che questo sia indice necessariamente di depressione. Permettersi di contattare anche questi vissuti della maternità è permettersi di vivere appieno tutte le sfaccettature di un’esperienza che è assolutamente fuori dall’ordinario e per niente lineare e semplice.

Allora quando si può parlare di depressione in gravidanza? Il primo criterio per distinguere un momento di sconforto da un quadro francamente depressivo riguarda la durata: si può parlare di depressione se sono presenti almeno 3 dei seguenti sintomi per almeno due settimane:

  • sensazione di infelicità
  • sentimenti di vuoto e tristezza per la maggior parte della giornata, ogni giorno
  • difficoltà di concentrazione
  • irritabilità, ansia o pianto incontrollato
  • sensazione di estrema e continua fatica
  • difficoltà a dormire
  • iperfagia o ipofagia (mangiare troppo o troppo poco)
  • sensi di colpa, di inettitudine, o di non avere speranza

Ogni donna ha il diritto di vivere in piena serenità la propria gravidanza e di trovare il giusto supporto in caso di difficoltà emotive. Ricevere il giusto aiuto contribuisce alla salute psicofisica della donna, del feto e a proteggere dai rischi di una depressione post-partum.

Sono sorti in Italia, in collaborazione con O.N.D.A. – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna – 6 centri specializzati nel supporto alle donne in gravidanza con disturbi dell’umore:

  • ANCONA Clinica Psichiatrica presso gli Ospedali Riuniti, tel. 071/5965469
  • CATANIA Clinica Psichiatrica dell’Università, tel. 095/3782468
  • MILANO Ospedale Fatebenefratelli, tel. 02/63633313
  • NAPOLI Clinica Psichiatrica dell’Università Sun, tel. 081/5666503
  • TORINO Dipartimento universitario di Neuroscienze, tel. 011/6336740
  • PISA Clinica Universitaria di Psichiatria 2, numero verde 800.598171

Bibliografia:
Righetti P.L., Elementi di psicologia prenatale, Ed. Magi
Milgrom J., Martin P.R., Negri L.M., Depressione postnatale, Ed. Erickson
Marshall, F., Mamma in blu, Ed. Tea.
Mazzara G. (a cura di), La relazione prima, Atti del Convegno ANPEP, Verona, 27 maggio 2006.

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Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603