Inserimento all'asilo: cose da fare e cose da evitare

L’inserimento all’asilo della mia prima figlia (all’epoca di 2 anni) è stato un vero disastro. Pianti, lacrime, non mangiava, non dormiva, chiamava mamma tutto il santo giorno e quando la recuperavamo al pomeriggio aveva ancora gli occhi gonfi… Tempo trascorso prima di dire effettivamente riuscito l’inserimento: 4 MESI! 4 e ripeto 4.

L’inserimento della mia seconda figlia alla sezione primavera (2 anni e mezzo) lo stiamo affrontando proprio in questi giorni e per ora posso dire che non c’è paragone. Il giorno e la notte.

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Finora mai una lacrima, un magone, un “non voglio andare all’asilo”. Mangia, ancora non dorme ma lei già vorrebbe, addirittura appena iniziato l’inserimento si è anche convinta a togliere il pannolino e ad utilizzare il mini-water dell’asilo e il vasino a casa.

Così, forte di due esperienze diametralmente opposte, ho pensato di condividere quelle che a mio parere sono alcune cose che è meglio fare e altre che, decisamente, è meglio non fare.

Inserimento scuola materna: cosa è bene fare?

1. Parliamogli. Spiegare con calma e magari durante un momento piacevole (al parco, durante una passeggiata, mentre mangiamo il gelato) cosa succederà nei giorni seguenti credo sia un atto di rispetto nei suoi confronti e un modo per prepararlo alle novità.

2. Leggiamogli un libro. Sono fermamente convinta che la lettura sia terapeutica e nei momenti di grandi cambiamenti o difficoltà i libri ci vengono in aiuto. Qui è dove ho raccolto alcuni libri indicati per il momento dell’inserimento all’asilo. Se vi vengono in mente altri titoli i commenti sono a vostra disposizione.

3. Salutiamolo. Rendiamo il momento del saluto una piccola festa, sia mentre ce ne andiamo che quando torniamo a prenderlo. Inventiamo un saluto nuovo e speciale, magari dedicato solo a questa occasione. Un abbraccio stritoloso, 3 bacini sul collo, un saltello con lui in braccio. Divertiamolo e lasciamolo con un sorriso!

4. Consoliamolo. Ok ci sta, il magone e qualche lacrima sono assolutamente normali. Noi dobbiamo però andare, dopo averglielo spiegato e salutato, è ora. Ma possiamo lasciargli il suo pupazzo preferito, quell’oggetto transizionale che utilizza per calmarsi, il ciuccio o la copertina. Ci sta che abbia bisogno di un “aiutino da casa”, ricordiamoci di portarlo sempre con noi all’asilo.

5. Diciamogli che torneremo. Non è così scontato, mi sono accorta che spesso in classe c’è concitazione, qualche bimbo è già in lacrime, le maestre che – anche giustamente – cercano di velocizzare i saluti per chiudere poi la porta e pensare a come calmare i bambini. Ricordiamoci però di dirgli sempre questa frase così rassicurante “Vado a lavorare un pochetto e poi TORNO DA TE, ok?”

Inserimento all’asilo: cosa è meglio NON fare!

1. Andare via di nascosto. Va beh, non serve spiegare perché non si fa, vero?

2. Dimenticare il pupazzetto preferito a casa. Ecco, piuttosto se avete la possibilità e il suo oggetto transizionale è “replicabile” valutate di lasciarne sempre uno all’asilo.

3. Arrivare in ritardo a prenderlo. Lo so che capita, a me pure spesso, però almeno le prime settimane è FONDAMENTALE che siate sempre in anticipo o in perfetto orario. Di solito l’ingresso dei genitori è preceduto dalla campanella e a vostro figlio basterà un giorno per capire che entrerete da quella porta proprio in quell’istante.

4. Avere fretta. Bisogna correre a lavoro, lo so bene, però i saluti frettolosi oppure svegliarsi e far tutto di corsa non sono belli per nessuno. Anticipate la sveglia e prendetevela con calma.

5. Se sa che andrete voi a prenderlo non cambiate a sua insaputa i programmi.  Lui si aspetterà di trovare voi davanti alla porta della classe, non il nonno, la nonna, la tata ecc… Fate il possibile per rispettare quella “promessa” e in caso di imprevisti suggerisco di fare una chiamata all’asilo così che la maestra lo possa preparare.

Cosa ne pensate di questi consigli? Se ne avete altri da aggiungere, lasciateci un commento, sarà utile ad altre mamme!

Diritto d’autore: 123RF Archivio Fotografico

Articolo pubblicato Settembre 2014 / Aggiornato Agosto 2019

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Digital Lover e socialmediaholic, da sempre web addicted e dal 2007 anche mamma (acrobata) di Arianna e dal 2012 di Micol. Mammeacrobate è la mia terza creatura! Qualcosa di me la trovi anche qui www.manuelacervetti.com