Nido e scuola materna: consigli per un inserimento sereno

Mi ripeto che, in fondo, Paolina (la mia bimba che ad ottobre compirà 2 anni) al nido giocherà e si divertirà, ma quando è arrivato il suo primo giorno di scuola, un po’ di groppo in gola mi è salito lo stesso! In fondo, ogni esperienza va rapportata all’età e alla maturità del bambino (e della mamma…) e mi infastidisce chi mi dice “in fondo inizia solo l’asilo…”, perché non penso sia un evento da banalizzare! Anzi, rappresenta una tappa importante per lo sviluppo e la crescita del bambino e anche del rapporto che il bambino ha con le rassicuranti figure di riferimento, che fino a quel momento hanno rappresentato tutto il suo mondo.

Certo, sarà già capitato di separarci per qualche ora dal nostro bambino, ma affidarlo a nonni o babysitter è un’altra cosa! L’asilo è un posto nuovo, con persone sconosciute e, soprattutto, prevede tempi e regole imposti da altri. Il bambino, perciò, potrebbe entrare nel panico, non sentendosi padrone della situazione, ma anche per il genitore potrebbe essere difficile accettare di delegare e condividere l’educazione (ma anche l’affetto) del proprio bambino con degli estranei.

Perché ho iscritto mia figlia all’asilo nido?

Beh, non tanto per un’effettiva necessità o per avere un po’ di tempo per me, ma, soprattutto, per darle la possibilità di interagire coi coetanei, imparare a condividere spazi e giochi, ma anche le attenzioni degli adulti. Paolina è molto socievole e ama la compagnia e la confusione. Noi due giochiamo molto, quando posso la porto al parco, ma non le bastava e non faceva che dirmi “Bimbi! Bimbi!”. Essendoci trasferiti da poco, viviamo lontani da parenti e amici e il nido spero possa dare ad entrambe l’occasione di conoscere e confrontarci con altre mamme e bambini.
Inoltre, essendo una mamma un po’ apprensiva, penso possa sperimentare al nido una libertà e un’indipendenza, che invece io talvolta sono restia a concederle.

L’inserimento all’asilo nido è importante?

Certo! Non solo per il bambino, che gradualmente familiarizza con una nuova realtà, ma anche per i genitori che osservandolo in questa nuova dimensione, lo lasceranno con maggiore tranquillità e – magari – un po’ meno sensi di colpa!

Qualche consiglio:

Collaboriamo con le educatrici

E diamo loro fiducia (se abbiamo scelto quel nido, significa che lo riteniamo all’altezza, no?), senza sentirci in competizione con loro, perché dobbiamo stare tranquille: il nostro ruolo è diverso e insostituibile!

Un cambiamento alla volta

Non facciamo coincidere l’inserimento con altri cambiamenti importanti (come lo spannolinamento, l’abbandono del ciuccio o la nascita di un fratellino). Non sono molto d’accordo col far portare al bambino il giocattolo preferito (potrebbe diventare oggetto di contesa con gli altri bambini), ma, se è abituato a consolarsi col ciuccio, meglio lasciarglielo, perché lo aiuterà a tranquillizzarsi durante eventuali crisi.

Salutiamolo ogni volta

Salutiamo sempre il nostro bambino con un bel bacio, senza sparire di nascosto.

E se il bambino piange durante l’inserimento?

Nella maggior parte dei casi, poco dopo il distacco, il bambino inizia a giocare e smette di piangere. In fondo, questa reazione è comprensibile, perché attesta un rapporto di fiducia e affetto nel genitore, a cui il bambino abitualmente ricorre per essere tranquillizzato e protetto da situazioni nuove, che potrebbero essere vissute con timore.
Anche se durante l’inserimento il bambino è tranquillo, purtroppo ciò non esclude che nelle settimane successive, quando all’eccitazione per le novità subentrerà l’abitudine, il bambino possa iniziare a protestare. Cerchiamo di capire se è successo qualcosa, anche mantenendo un costante dialogo con le educatrici. Potrebbe anche essere una richiesta di maggiori attenzioni da parte nostra o una momentanea stanchezza (in fondo anche noi a volte eviteremmo volentieri di andare a lavoro!), perciò non allarmiamoci e non torniamo sui nostri passi.

Come reagire davanti al suo pianto?

Non mostriamo ai bambini nostre eventuali paure e perplessità e, mi raccomando, tratteniamo le lacrime al momento del distacco (sembra scontato, ma non lo è!). Il nostro bambino si fida ciecamente di noi, perciò se ci mostriamo sicure, serene ed entusiaste della scelta fatta la accetterà più facilmente anche lui. Affidiamolo, perciò, comunque alle braccia della maestra, un bacio e via, senza tentennamenti, che potrebbero fargli pensare che non sappiamo neppure noi ciò che stiamo facendo! 

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Laureata in Economia per inerzia e poi in Scienze della Formazione per passione, ora sono felicemente educatrice e mediatrice familiare (e ancora manager, ma solo per se stessa!). Adoro giocare con mia figlia, ma non mi sentirei completa senza il mio lavoro così, da brava – per modo di dire! - MammAcrobata, provo a conciliare tutto, a costo di star sveglia fino a tarda notte. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che difendono i diritti dei minori e sostengono famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.