Come ho imparato a conciliare famiglia e lavoro

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Lo ammetto, il titolo di questo articolo è quello che vorrei dire a tutte le mamme che lavorano. Ma no, non sono ancora riuscita a capire come destreggiarmi tra famiglia e lavoro, come non sentirmi in colpa se non do il massimo in entrambi, o se sono stanca e ho bisogno di una pausa. Parliamo di parità, di gestione familiare condivisa con il proprio partner, di conciliare il lavoro e la famiglia: quanto c’è di vero in questo, anche se siamo ormai nel 2017? Ancora oggi il lavoro resta un tema davvero ostico per le mamme. Tempo fa ho letto un articolo molto interessante sul mental load, ovvero su quel carico invisibile che pesa sulle spalle delle donne all’interno della famiglia.

Lo trovate qui: The Invisible Workload That Drags Women Down.

In sostanza si dice che sono le donne a occuparsi del lavoro intellettuale, mentale e emotivo che riguarda l’attenzione e la cura dei bambini e della manutenzione domestica. Ciò non significa che siamo tornati agli anni ‘50 o che siamo le uniche a fare tutto, ma che molte cose non vengono affatto notate dagli uomini (ciò che manca in casa ad esempio o quello che serve per la giornata ai figli). Abbiamo i superpoteri? Oh no! E questo cosa comporta? Una stanchezza incredibile, mentale e fisica.

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Su 10 donne che si dimettono, 8 sono mamme

Nel 2016, secondo l’Ispettorato del Lavoro, su 10 donne a dare le dimissioni, ben 8 di loro sono state mamme. La ragione? Sempre la stessa: la difficoltà a gestire contemporaneamente figli e lavoro. Un altro dato preoccupante: l’occupazione femminile italiana su base mensile è 48,9% contro il 68,5% dell’Europa.

Perché le mamme lasciano il lavoro?

Sicuramente un tema importante riguarda i soldi: se non si hanno i (santi) nonni, si spende un mutuo al mese tra baby sitter e magari il nido, in caso di figli piccoli. Sì, perché i posti in quelli comunali non sempre ci sono. E poi c’è il carico emotivo: un figlio oggi arriva quasi sempre dopo i 30 anni, quando la donna riesce finalmente a emanciparsi dalla sua famiglia di origine. Siamo più consapevoli, perché facciamo figli “da grandi”, e soffriamo nel non poter star loro accanto in tutte le loro scoperte e nei loro momenti più importanti. Anche se spesso è necessario. Ché poi un figlio ti rivoluziona tutte le priorità e non è semplice reagire alla nuova vita. Tra casa e lavoro la stanchezza è tanta e molte donne scelgono – non sempre per fortune economiche – di abbandonare la loro professionalità, mettendosi da parte, lasciando che sia il compagno o il marito a realizzarsi, dedicandosi completamente alla gestione dei figli.

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La chiave di tutto? La leggerezza

Cosa possiamo fare per migliorare la situazione? Non ho una soluzione, credetemi. Lotto con questi problemi quotidianamente. Nell’articolo che vi ho citato si dice: “To truly be free, we need to free women’s mind”, ovvero “per essere davvero liberi, dobbiamo liberare la mente delle donne”.  

Prendere la vita con maggiore leggerezza, essere meno esigenti con se stesse, liberarsi dei preconcetti.

Manca la carta igienica? Se non lo noterò io, lo noterà mio marito. Tutto non si può fare. Lasciamo ogni tanto da parte la casa, dedichiamoci ai figli. Io, che sono una freelance che lavora da casa, spesso con il bambino intorno, penso sempre ad esempio a quanto poco valga la pena di dirgli “aspetta!”, oppure “la mamma non può”, per dedicarmi ad altro, sistemazione della casa compresa.

Non voglio più mettere in stand by la mia famiglia, che ha la priorità.

Ma voglio essere una persona realizzata, e devo esserlo prima come donna penso, per poterlo essere poi come madre. E il lavoro mi regala questo. Riuscirci è difficile, quasi impossibile, ma esserne consapevoli, forse, può essere un primo passo.

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Diritto d’autore: halfpoint / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.