Ci vuole fisico e tempra forti per fare la zia acrobata al mare con nipoti

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Fare la zia che sta al mare con i nipoti, mentre la loro mamma lavora, comporta uno stravolgimento non da poco della vita di suddetta zia. Che ora più che mai si sente acrobata, anche perché pure lei nel frattempo lavora, solo che il suo lavoro può essere svolto ovunque. Quindi si è prestata a questo babysitteraggio di supporto alla nonna.

Di seguito, parte dello stravolgimento suddiviso in fasce orarie.

06.45 Sveglia.

07.45 Colazione, nel frattempo sedute di ginnastica con piramidi umane nel letto di zia.

09.00-12.00 Spiaggia con zia fissa al bar sul mare che ha connessione wifi, salvo incursioni in acqua a saltare le onde, raccolte di conchiglie per costruire caserecci “shell spinner” che sostituiscono i più patinati hand spinner e passeggiate fino alla laguna.

12.30 Pranzo.

13.30-15.30 Relax, che prevede riposino per loro e normale lavoro per la zia.

16.00-18.00 Spiaggia (vedi sopra, ma con aggiunta di sosta ai giochi del Bagno Zago).

18.30-19.15 Abluzioni varie.

19.30 Cena.

20.30 Giostre – con predilezione per tappeti elastici ribattezzati “salterelli”e piste di macchinine – e giro con risciò.  

21.30 Tutti a letto yeah! Con tentativo di zia acrobata di continuare a lavorare per portarsi avanti per il giorno dopo – essendo abituata a ben altri orari. Tentativo che alle h. 23.00 miseramente fallisce, con crollo sul cuscino.

Insomma, ci vogliono tempra e fisico per non risentire di questi stravolgimenti ed evidentemente io sono ancora in fase di allenamento. Ma che esperienza fantastica. Cui una Zia Acrobata non dovrebbe mai rinunciare.

 

Foto by Zia acrobata


Autore del post

Giornalista professionista e socia di BonnePresse. Si allena con parole, immagini e credendo ad almeno sei cose impossibili prima di colazione. Il suo soprannome preferito è Zia Anche, coniato da Andrea e usato pure da Sofia.