In viaggio con i bambini: 25 frasi a prova di pazienza!

L’estate è ormai arrivata, la scuola è terminata e finalmente si può dare inizio alla stagione dei week end al mare, liberi da compiti e doveri. Dopo una settimana di delirio, 2 giorni per staccare la spina da tutto.


Così i bambini possono scatenarsi in libertà e forse anche noi riusciremo ad avere 2 minuti 2 di relax.

No, aspettate. Cosa abbiamo detto? Relax?
Ancora che ci raccontiamo questa storia?
Ancora che proviamo a convincerci che è passato un anno, sono più grandi e quindi sarà tutto più facile?

Povere illuse, ci caschiamo sempre. Ma tanto, basta salire in auto per capire che il nostro è solo un idillio.

3, 2, 1 pronte? Si parte… e buon viaggio!

In viaggio con i bambini: si salvi chi può!

Il cronometro

Dove siamo?
Quanto manca?
Siamo già partiti da un sacco, quando arriviamo?

Partenza: Milano
Destinazione: Rimini
Partiti da: 10 minuti
Tempo di percorrenza previsto: 3 ore e mezza

Iniziamo bene!

Il “le ho tutte io”

Ho fame. Ma non di panino. Ho voglia di sushi.
Ho sonno, ma non riesco a dormire perché sono scomodo.
Ho sete, ma poi mi scappa la pipì.
Mi scappa la pipì.
Mi scappa la cacca, ma non voglio farla in Autogrill perché poi sentono i miei rumori.

Cosa c’era di poco chiaro in “Fate tutto quello che dovete fare prima di salire in macchina?”
E il sushi poi… Figli con poche pretese ne abbiamo?

L’infastidito

Lui/lei mi da fastidio.
Lui/lei mette i piedi nel mio spazio.
Lui/lei dorme, ma dorme forte (che poi cosa voglia dire chi lo sa!) e mi disturba.
Lui/lei mi dà i pizzicotti mentre tu non vedi.
Io non voglio più andare in vacanza con lui/lei.


 “Sono i tuoi figli. Ricordatelo. Sono i tuoi figli. Non puoi abbandonarli in autostrada”.

Respiriamo a fondo e ripetiamolo come mantra, forse (ma proprio forse) funziona.

L’indeciso

Ho caldo.
Ho freddo.
L’aria condizionata non mi piace.
Sto sudando così tanto che ho le mutande bagnate (e dove siamo, nella foresta pluviale?)
Il finestrino abbassato mi fa piangere gli occhi.
Però così con tutti i finestrini chiusi soffoco.

Quando si dice avere le idee chiare!

Il MAI contento

Facciamo un gioco?
Questo gioco non mi piace.
Lui/lei bara.
Lui/lei si inventa le regole.
Lui/lei vince sempre, non è giusto!
Basta, io con voi non gioco più!

Facciamo una cosa, il gioco lo decidiamo noi e tagliamo la testa al toro: il gioco del silenzio!

E arrivati a questo punto, le forze ci avranno abbandonato – la pazienza, quella se ne era già andata da tempo – e l’unica speranza è che manchi davvero poco a destinazione.

Oppure possiamo sempre chiedere asilo politico alla prima stazione di servizio. Pare che abbiano organizzato dei corner apposta per genitori esasperati… ci vediamo lì?

Buon week end Acrobate! 🙂

photo credit: iStock.com/Nadezhda1906


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