Genitori separati, ma uniti per i figli: mediazione famigliare

Mediazione familiare – Oggi separazioni e divorzi sono in continuo aumento e, se di un ex si possono anche completamente perdere le tracce quando non si è genitori, bisogna tenere presente che un figlio, invece, rende uniti i partner per sempre.

Bambini e ragazzi hanno bisogno – salvo gravi ragioni – di continuare a coltivare rapporti significativi sia con la madre che col padre e vanno tenuti fuori dai litigi e dai problemi della coppia. Davanti a difficoltà e sofferenze legate ad uno stravolgimento di legami familiari, abitudini, sentimenti e vita pratica, però, non sempre gli adulti sono in grado di mantenere lucidità, razionalità ed obiettività tali da permettere di ritrovare un equilibrio che soddisfi tutti i membri della famiglia…

E allora, quando si pensa di non farcela da soli, una soluzione potrebbe essere ricorrere alla mediazione familiare:

Mediazione familiare: in cosa consiste?

Nata circa 20 anni fa negli Stati Uniti e poi diffusasi in Europa, rappresenta un iter volontario per la gestione dei conflitti all’interno di famiglie e coppie e la riorganizzazione delle relazioni familiari, in vista o a seguito di separazioni o divorzi.

Il numero di incontri di mediazione familiare è limitato (di solito da 8 a 12, della durata di un’ora circa, a cadenza settimanale o quindicinale).

La mediazione famigliare è prevista dalla legge italiana?

Sì, in particolare dall’art. 155-sexies della legge n. 54/2006 (Poteri del giudice e ascolto del minore):

«il giudice, qualora ne ravvisi l’opportunità, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli».

Mediazione familiare: obiettivo

Il mediatore, aiutando gli ex-coniugi a spostare l’attenzione dal passato al futuro, li aiuta a capire cosa vogliono e come ottenerlo. Senza voler risolvere né reprimere i conflitti, facilita la riapertura della comunicazione e della relazione, permettendo loro di individuare – al di là di acredini e ostilità –  le soluzioni più idonee a gestire e superare le difficoltà tipiche di separazioni e divorzi e assumersi un ruolo genitoriale consapevole e responsabile.

Su quale convinzione si basa?

Che anche in situazioni apparentemente distruttive (come separazioni e divorzi) possono ravvisarsi elementi costruttivi, che permettono agli ex-partner di superare senso di fallimento o colpa, inadeguatezza e sofferenza, per poi crescere e sviluppare nuove e positive realtà individuali e relazionali.

Chi è il mediatore familiare?

Il mediatore è un qualificato facilitatore della comunicazione, che risulta gradito ad entrambe le parti e può garantire neutralità, imparzialità e riservatezza.

Secondo l’Associazione per la Promozione della Mediazione Familiare, il suo ruolo è portare i membri della coppia a trovare da sé le basi di un accordo durevole e reciprocamente accettato, tenendo conto dei bisogni di ciascun componente della famiglia e particolarmente di quelli dei figli.

Quali sono, in genere, le fasi?

1)      Analisi e definizione del problema che vive la coppia, dei motivi della separazione e delle aspettative rispetto alla separazione e alla mediazione.

2)      Premediazione: raccolta di informazioni sulla vita della coppia e della famiglia (genogramma familiare, valori, regole, ruoli, rapporti con le famiglie di origine, eventi critici). Si introduce il cambiamento del modello familiare e si prepara il negoziato.

3)      Accordo: si stila un atto negoziale, contenente idee per proseguire la relazione genitoriale, la nuova mappa delle relazioni familiari e le possibili conseguenze del cambiamento su ciascun membro della famiglia.

4)      Chiusura della mediazione: si avviano gli ex coniugi a proseguire il percorso autonomamente, partendo dai risultati realizzati durante la mediazione e dalla stesura degli accordi stabiliti dalla coppia stessa (il documento di intenti non è legalmente vincolante, ma potrà essere allegato agli atti degli avvocati durante il procedimento di separazione o divorzio).

A chi è consigliata e perché?

È consigliata soprattutto a chi ha figli, ma non solo, perché aiuta la riorganizzazione emotiva e relazionale, ma anche pratica. Aiutando a ri-trovare modi di comunicare efficaci, permette agli ex-coniugi di gestire il proprio conflitto da protagonisti, concordando soluzioni ad hoc. Avendo la possibilità di ritrovare la fiducia nelle proprie capacità genitoriali, le parti sono poi in grado di procedere da sole, consapevoli che un accordo – al contrario di un disaccordo –  abbia vantaggi personali a livello concreto, ma anche psicologico.

Gli accordi stabiliti in sede di mediazione, in genere, sono più rispettati di quelli presi in sede giudiziale, poiché condivisi.

Non ultimo, il vantaggio economico: in pochi incontri, se c’è la volontà dei coniugi, è possibile trovare una soluzione che riduca anche i tempi e i costi della separazione.

Quali sono i limiti?

La mediazione familiare è un percorso indipendente dall’ambito giudiziario (il mediatore non può testimoniare in tribunale a favore di uno dei partner e agisce rispettando il quadro legale esistente), non è una consulenza né legale né familiare, né un arbitrato.

Il mediatore non cura (non è psicoterapia), né decide al posto della coppia.

Non tutti i conflitti sono mediabili. Potrebbe essere inadeguata la mediazione, se, per esempio, ostilità o sofferenze individuali appaiono troppo profonde, uno dei due ex-coniugi mostra desiderio di vendicarsi o umiliare l’altro, ci sono problemi di dipendenze o violenze o non si riscontra un interesse verso la funzione genitoriale.

In alcuni casi, potrebbe essere solo troppo presto per trovare un accordo, in altri potrebbero essere consigliati percorsi individuali o di psicoterapia.

Perché la mediazione abbia senso, entrambe le parti devono essere motivate e interessate a ri-aprire un dialogo e a mettere in pratica i propri buoni propositi.

Che tipi di Mediazione esistono?

1)      Parziale: riguarda problematiche relative alla salvaguardia del rapporto genitori-figli;

2)      Globale: riguarda problematiche relative alle competenze economiche spettanti ai genitori dopo la separazione.

 

Per approfondire:

Corsi Michele, Sirignano Chiara, La mediazione familiare: problemi, prospettive, esperienze. Vita e Pensiero, 1999
Giannella Erminia, Palumbo Maddalena, Vigliar Gabriella, Mediazione familiare e affido condiviso. Come separarsi insieme, Sovera Edizioni, 2007
Bogliolo Corrado, Bacherini Anna Maria, Manuale di mediazione familiare. Proteggere i figli nella separazione. Franco Angeli, 2010

 

photo credit: helda via photopin cc

Author

Laureata in Economia per inerzia e poi in Scienze della Formazione per passione, ora sono felicemente educatrice e mediatrice familiare (e ancora manager, ma solo per se stessa!). Adoro giocare con mia figlia, ma non mi sentirei completa senza il mio lavoro così, da brava – per modo di dire! - MammAcrobata, provo a conciliare tutto, a costo di star sveglia fino a tarda notte. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che difendono i diritti dei minori e sostengono famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.