Andare in vacanza senza figli non è una tragedia!

Ho un bambino di quasi tre anni. Quest’anno abbiamo deciso di mandarlo, per la prima volta, in vacanza con i nonni. Il mare della Sardegna ci aspettava tutti ma poi il lavoro ci ha rovinato i piani: io ferie distribuite su tre mesi (una settimana a giugno, una a luglio, una ad agosto)
Mio marito una a Luglio e le ultime due di Agosto nelle quali raggiungerà il piccolo.
Io farò avanti e indietro ma non è sempre possibile economicamente e anche per questioni organizzative! Insomma un disastro.

Lui quindi spedito con i nonni in vacanza. Sta bene, è contento. E noi?

Alla fine, dopo mille ripensamenti sono riuscita ad incastrare una settimana a fine Luglio e io e mio marito così avevamo in comune ben 5 giorni di vacanza insieme.
No, non siamo andati in Sardegna.

Giorno 1

In preda ai sensi di colpa decido di non dire niente ai miei genitori e fingo di essere al lavoro tutto il giorno. Intanto invece abbiamo imboccato l’autostrada per andare… non sapevamo neanche dove! Talmente abbiamo deciso tutto di fretta che non siamo riusciti neanche a  pensare ad una destinazione. Mio marito mi obbliga mentre fa benzina di scegliere e decido per la Toscana.
Non ci fermiamo (per fare pipì o per distrarre un bambino urlante) tutta una tirata, solo verso l’ora di pranzo facciamo una pausa per cercare un ristorantino.
Nel primo pomeriggio siamo già alla ricerca di un albergo vicino al mare!

Giorno 2

Il senso di colpa cresce e in tre ore di mare riesco a fare cinque telefonate al mi treenne che naturalmente non percepisce lo stato emotivo della mamma e risponde con laconici sì e no distratto dagli amichetti in giardino. All’ultimo “ti voio bene” mi sento la peggiore mamma del mondo. Piove pure. Potevo andare in Sardegna…
Il pomeriggio stiamo in albergo e passiamo il tempo a fare la settimana enigmistica. Giuro! Ok non è stato il pomeriggio più bello della mia vita ma abbiamo riso tanto e la malinconia mi è passata.
La sera andiamo in un Agriturismo a mangiare. La mezza bottiglia di Brunello e poter chiacchierare fino alle 2 di notte senza essere interrotta da pianti, incubi e latte da preparare mi fa stare meglio!


Giorno 3

Siamo tornati giovani! Sarà stata la cena, dormire tranquilli, fare una lunghissima doccia, la colazione con calma, leggendo un libro, ma vi giuro che è oggi sembriamo due persone diverse! Mi sembra di avere dieci anni in meno!
Una passeggiata sul mare, guardando l’orizzonte. Lo so, sembra stupido, ma queste cose te le godi di più quando sai cosa vuol dire dover passare ore in spiaggia a raccogliere giochi o inseguire tuo figlio tra gli ombrelloni!
Stiamo bene. Iniziamo a parlare del futuro, di viaggi da fare tutti insieme, di come cambiare i ritmi delle nostre giornate.

Giorno 4

Stiamo già per ripartire. Ho confessato ai miei genitore di essere stata al mare. Naturalmente a loro non gliene poteva fregare di meno. Compro un regalino al mio piccolo e uno anche a loro.
Il viaggio di ritorno è una risata continua finché non mi addormento. Arrivati a casa continuiamo a pensare che dovremmo farlo più spesso e già ci immaginiamo le prossime vacanze da soli. Non ci saranno presto lo so… ma è bello sognare.

Posso dirvelo, abbiamo fatto bene. Dopo quasi tre anni tutti bambino-centrici (come è giusto che sia) ci siamo presi un momento per noi. E ci vuole.

 

Foto by LungomareCastiglioncello