Figli e faccende domestiche: e se collaborassimo tutti? | Mammeacrobate

Giocattoli sparsi in ogni stanza, scarpe dappertutto tranne che nella scarpiera, vestiti sporchi ammonticchiati sulle sedie… Talvolta i nostri figli pensano sia un dovere di noi mamme sistemare tutto e, spesso, siamo proprio noi che glielo facciamo credere, rassegnate, ormai, a gestire tutto tra mille acrobazie. Eppure si potrebbe avere la casa in ordine e anche del tempo libero da trascorrere, magari, tutti insieme… La parola magica?

Collaborazione.

La famiglia è come una squadra, perciò, il contributo di ognuno (figli e papà compresi!) è ugualmente indispensabile per il bene di tutti. Conosco molti genitori che “pagano” i figli per il contributo dato in casa, ma non penso sia opportuno. Servizi extra (come tinteggiare una stanza o ordinare il ripostiglio) meritano una ricompensa, ma, nella quotidianità, collaborare dovrebbe essere normale. I genitori che possono contare sull’aiuto dei figli, si stancheranno e stresseranno meno e, di conseguenza, in casa si respirerà un’aria più serena. Inoltre, chi si dimostra maturo e responsabile, meriterà più fiducia e libertà. Queste non sono già belle ricompense?

Dovremmo insegnare il valore del rispetto, a partire dalle piccole cose. Mangiare biscotti, noncuranti delle briciole che cadono o non cambiarsi all’ingresso le scarpe bagnate per la pioggia, per esempio, sono mancanze di rispetto. Se chiediamo ai nostri figli di spazzare il pavimento o ripulirlo dal fango, la prossima volta staranno più attenti.

Un figlio che abituiamo ad essere servito e riverito, penserà di averne diritto, senza apprezzare le nostre attenzioni. Sostituendoci a lui e trattandolo come se fosse sempre piccolo, potremmo impedirgli di crescere, diventare autonomo e assumersi le proprie responsabilità.

Quando iniziare a coinvolgere i bambini nelle faccende domestiche?

Non esagero dicendo che, già a 18 mesi, sono in grado di aiutarci. Per un bambino, imitare la mamma (sia anche passando uno straccio) è il gioco più bello che ci sia.

Approfittiamone, coinvolgiamoli con entusiasmo, facendo sembrare tutto davvero un gioco. Mia figlia (19 mesi) è così felice di aiutarmi a stendere il bucato, che lo considera un premio ed è così veloce a passarmi panni e mollette, che fatico a starle dietro!

Come rendere funzionale la cameretta?

Il bambino, solitamente, la utilizza per dormire, giocare, studiare, accogliere gli amici…insomma è il suo regno. Per renderlo autonomo nel tenerla ordinata, bastano:

• scatoloni per i giocattoli,

• mensole per i libri (ad altezza bambino)

• cassetti per biancheria e abiti

Dai 3 anni, i bambini – con opportune precauzioni – possono aiutarci in tantissime attività: fare i letti, apparecchiare la tavola, cucinare, spolverare, svuotare la lavastoviglie ecc. Ad un bambino in età scolare, deleghiamo compiti di maggiore responsabilità: insegniamogli a differenziare i rifiuti o affidiamogli la cura dell’animale di casa. Sentirsi utile e apprezzato rafforzerà anche la sua autostima. Spesso, si farebbe prima a far da soli, ma, dopo un po’ di pratica, l’aiuto dei figli diventerà prezioso. Ovviamente, non pretendiamo troppo. Complimentiamoci con il nostro piccolo bambino, orgoglioso per aver apparecchiato la tavola (anche se invertendo le posate) o aver riposto la biancheria stirata nel cassetto (anche se l’ha sgualcendola un po’) e non critichiamo eccessivamente l’ordine un po’ “creativo” del figlio adolescente alla ricerca della propria identità.

E se un figlio si rifiuta di collaborare?

Il buon esempio è fondamentale, perciò, genitori non molto ordinati saranno presi meno sul serio quando pretenderanno ordine dai figli … Comunque, collaborare è un dovere di tutti, perciò non arrendiamoci. Perfino gli adolescenti più ribelli devono imparare che i confini della propria libertà terminano quando si invade – anche fisicamente – quella altrui.

Sono contraria alle minacce, ma non al sequestro degli oggetti che più volte si è chiesto di ordinare! Le regole vanno rispettate e se la regola è, per esempio, “prima si sparecchia e poi si può guardare la tv”, niente tv se non si è sparecchiato. Cerchiamo di ottenere una collaborazione il più possibile piacevole per tutti. Le faccende domestiche non vanno necessariamente svolte accompagnate da musi lunghi e brontolii.

Perché, invece, non rassettare mentre si chiacchiera o con la radio in sottofondo?

Aiutiamo i nostri figli a non considerare la parola “ordine” un noioso concetto astratto. Aiutiamoli a verificare i vantaggi dell’essere ordinati (per esempio: è più facile ritrovare le cose) e di collaborare (per esempio: meno si sporca e si mette disordine, più facile sarà riordinare e se ognuno fa la sua parte, tutti lavorano meno).

Alcune buone abitudini

– prima di andare a scuola, si riordina la stanza (almeno il letto);

– a colazione, pranzo e cena, si apparecchia e sparecchia la tavola;

– finiti i compiti, si ordinano libri e quaderni e si prepara la cartella per l’indomani;

– dopo aver giocato, si mettono via i giochi

Per le altre faccende, si potrebbe stabilire un turno, soprattutto se si hanno più figli. Potrebbe essere utile preparare una tabella con la suddivisione dei compiti e appenderla ben in vista sul frigorifero. Nel rapporto coi figli, regole e disciplina sono importanti, ma alla base deve esserci un dialogo sereno, che permetta di affrontare qualunque argomento – anche le poco amate faccende domestiche – senza trasformarlo in guerra o tragedia. Se in famiglia ci sono collaborazione e armonia, non sarà un problema se – in una bella giornata di sole – dimenticheremo di fare i letti o lavare i piatti e ce ne andremo tutti al mare…

photo credit: iStock.com/FamVeld

Author

Laureata in Economia per inerzia e poi in Scienze della Formazione per passione, ora sono felicemente educatrice e mediatrice familiare (e ancora manager, ma solo per se stessa!). Adoro giocare con mia figlia, ma non mi sentirei completa senza il mio lavoro così, da brava – per modo di dire! - MammAcrobata, provo a conciliare tutto, a costo di star sveglia fino a tarda notte. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che difendono i diritti dei minori e sostengono famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.