La terra di mezzo…la pubertà

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Quella ragazzina solare che cammina saltellando e sorridendo al mondo, ecco, quella non è mia figlia.

Mia figlia è questa qui: cupa, imbronciata, l’espressione corrucciata di chi è prossima al pianto, il cuore pieno di rancore.
C’è stato un tempo – un tempo molto lontano – in cui questa ragazzina sorrideva sempre. Era venuta al mondo con un sorriso, così dovemmo chiamarla Lara: un nome che non può essere pronunciato senza distendere le labbra.

Per tutta l’infanzia Lara ha fatto onore al suo nome cantilenante, folletto irriverente e divertito che attraversava le nostre vite con i codini biondi e gli occhi all’insù.

Poi, non so come né quando sia successo, tutto questo è finito.
L’adolescenza, dicono.

Ma a 11 anni non è ancora adolescenza: è pubertà, che è anche peggio. Un’età indefinita e senza contorni, i corpi intrappolati in una crisalide e gli ormoni pronti a deflagrare.

 

Me li ricordo persino io quei pianti senza motivo e la nostalgia verso qualcosa che faticavo a mettere a fuoco, i confronti con la compagna di banco bella, magra e con lo sguardo da cerbiatta, l’odio devastante verso il proprio corpo e la sensazione netta che, da quel momento in poi, i genitori non mi avrebbero capito mai più. Molti anni dopo, le cose non sembrano essere cambiate.

 Troppo piccola per avere la libertà di movimento della sorella maggiore, troppo grande per esprimersi a capricci, Lara attraversa la terra di mezzo della pubertà posando su di me sguardi accusatori e io sento di aver perso la strada per arrivare a lei, senza bussola a orientarmi se non la volontà di continuare a farle sapere che lei è il mio raggio di sole con tempo variabile

Ogni tanto, la sera, un cedimento: Lara per addormentarsi ha ancora bisogno che la baci molto e che le accarezzi la testa piano.

“Sono ancora la tua mamma preferita?” chiedo speranzosa.
“Assolutamente no”, risponde.

 

photo credit : indigo-eyes via photopin cc


Autore del post

Ho tanti anni, tre figli e diverse vite. Sono stata studentessa modello e giovane scapestrata, viaggiatrice e pantofolaia convinta, single promiscua e moglie devota. Quello che ho imparato è che non esiste una sola adolescenza: ne esistono tante, e proprio adesso che credevo di aver raggiunto un nuovo equilibrio qualcuno ha mischiato nuovamente le carte rendendo difficile rispondere alla domanda: cosa fai nella vita?