Aprire una partita iva con il regime dei minimi | Mammeacrobate

 

Da oggi si inaugura una nuova rubrica su mammeacrobate.com a cura di Francesca Motola, mamma di Sofia e commercialista. Le questioni fiscali sono sempre contornate da ombre e tanti dubbi, sia che riguardino detrazioni o assegni famigliari sia che tocchino argomenti quali partite iva, modello Unico e libera professione. Con Francesca cercheremo di proporvi degli approfondimenti su queste tematiche, con particolare attenzione per tutte le problematiche relative alla famiglia, i figli e il lavoro, rimanendo ovviamente a disposizione qualora vorrete inviarci le vostre domande e i vostri dubbi. Iniziamo con il trattare il regime dei contribuenti minimi che forse, per molte donne e mamme che hanno il desiderio di avviare una propria attività, potrebbe essere una delle scelte consigliate.

 

Il regime minimi è stato introdotto nel nostro ordinamento con decorrenza 1° gennaio 2008, con lo scopo di snellire gli adempimenti e ridurre le imposte, soprattutto per i piccoli imprenditori e professionisti che vogliono iniziare una nuova attività senza assumersi da subito costi eccessivi di gestione ed imposte elevate a fronte di ricavi ancora incerti e comunque sotto una certa soglia.
Dalle statistiche pubblicate dal Sole 24 Ore, emerge che circa il 40% dei soggetti che svolgono attività professionali sceglie il regime minimi.

 

Il regime è sicuramente vantaggioso per chi possiede già un reddito da lavoro (dipendente o pensionato) e vuole intraprendere una nuova attività professionale, imprenditoriale o artigiana mantenendo la tassazione sui due redditi separata.

Vediamo ora in sintesi, quali sono le principali caratteristiche e quali sono i contribuenti che possono accedervi e i principali vantaggi.

 

Caratteristiche principali e semplificazioni

Il nuovo regime prevede l’applicazione di un’imposta del 20% sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione. L’imposta in oggetto sostituisce l’Irpef, l’Irap e le addizionali regionali e comunali.
Il calcolo del reddito si determina applicando il “principio di cassa”, i contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.

 

Le agevolazioni e semplificazioni sono diverse:

  • esonero dall’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • esonero dagli adempenti Iva (liquidazione e versamenti). Attenzione: le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva dagli acquisti, conseguentemente l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito;
  • esonero dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri.

 

 

Condizioni d’accesso

  • Il regime è riservato alle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che svolgono attività d’impresa, arte o professione, e che nell’anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi in misura non superiore a 30mila euro; chi inizia l’attività in corso d’anno e prevede di rispettare le condizioni, deve considerare il limite di 30mila euro ragguagliato ad anno.
  • Nel triennio precedente all’adesione al regime non devono essere stati effettuati acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro. Tale limite non è ragguagliato ad anno, pertanto occorre far riferimento al limite di 15.000 euro anche nell’eventualità che l’attività sia iniziata da meno di tre anni.
  • Non è possibile effettuare cessioni all’esportazione ed erogare compensi per lavoro dipendente o per collaboratori, ad eccezione delle spese per prestazioni occasionali.

 

 

Obbligo di versamento dei contributi previdenziali, acconti e dichiarazione

Di seguito i principali obblighi:

 

  • contribuenti minimi sono tenuti al versamento telematico delle imposte;
  • la presentazione della dichiarazione dei redditi e dei relativi versamenti segue le scadenze ordinarie;
  • sono dovuti gli acconti d’imposta sul reddito per l’anno in corso da dichiarare nell’anno successivo, secondo le regole e le scadenze ordinarie;
  • l’adesione al regime minimi non comporta l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali.

 

 

A chi conviene e a chi no

Il regime dei minimi, in linea generale, è consigliato per:

 

  • le piccole partite Iva (professionisti ed imprese), che operano nel settore dei servizi ed hanno pochi costi da scaricare e non risultano quindi danneggiati dalla indetraibilità dell’IVA. I vantaggi aumentano all’avvicinarsi alla soglia limite dei ricavi 30.000 euro. In ogni caso, l’utilità del regime va valutata caso per caso in ragione anche di altri fattori quali l’esistenza di altri redditi o la presenza di detrazioni o deduzioni d’imposta per oneri;
  • i soggetti che hanno come clienti i privati (non viene effettuata ritenuta);
  • chi ha altri redditi per evitare il cumulo (es. lavoratore dipendente che decide di aprire partita Iva);
  • l’applicazione del regime non ha scadenza, quindi in presenza del mantenimento dei requisiti.

 

Quando la convenienza può non sussistere:

 

  • per i professionisti che versano i contributi previdenziali mediante modello F24 a enti diversi da Inps gestione separata, Inps artigiani e commercianti. Infatti, i professionisti che aderiscono al regime dei minimi subiscono la ritenuta d’acconto, e pertanto potrebbe configurarsi una situazione di perenne credito d’imposta non recuperabile in compensazione con altri tributi. Per chi versa a casse previdenziali diverse quali ad esempio quelle delle categorie professionali (architetti, avvocati, medici, psicologi, ecc…) il regime potrebbe non essere conveniente poiché tali versamenti no avvengono mediante modello F24 e quindi compensabili con altri crediti d’imposta.
  • in assenza di altri redditi oltre a quelli assoggettati al regime dei minimi. In questo caso si perdono le detrazioni per familiari a carico, quelle per oneri (quali spese mediche, interessi su mutuo assicurazioni vita/infortuni, 36%, ecc….) e le deduzioni (previdenza complementare, contributi colf, erogazioni liberali, ecc…).

 

 

PER APPROFONDIMENTI POTETE SCARICARE QUI SOTTO LA GUIDA AI REGIMI MINIMI DEL 2008 (sono uscite successivamente delle circolari dell’Agenzia delle Entrate con maggiori dettagli ma piuttosto tecniche)

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