Come dire a tutti “Ci trasferiamo!”

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Finita l’epoca delle gravidanze – in cui ogni volta che invitavi un’amica a pranzo era per dirle “Ehi diventi zia!” e la reazione “Wowwww” mentre al secondo giro al “Pranziamo insieme?” seguiva un “Si!” “Ridiventi zia!!” “L’avevo capito quando mi hai invitata a pranzo!”- siamo da poco ripiombati nella fase in cui si annuncia ad amici e parenti la grande novità.

Ovviamente al solo “Dobbiamo dirvi una cosa…” hanno tutti pensato al terzo figlio e invece no, la verità era che nel giro di poco tempo io mi sarei licenziata, Paolo si sarebbe trasferito a Cambridge e noi tre lo avremmo seguito dopo un po’. Giusto qualche cambiamento drastico.

Le reazioni sono state tante e tutte diverse.

Gli entusiasti

Ci sono gli entusiasti, rigorosamente di due tipi: quelli che l’indomani mattina farebbero la stessa tua scelta, che ti considerano molto coraggioso e che sono felici per te. A loro brillano gli occhi. E quelli che ti ammirano come i primi pur pensando che mai e poi mai ne sarebbero capaci.

I dubbiosi

Poi esistono i dubbiosi. Loro fanno solo domande.

“E i bambini? E tu? E voi? E i nonni? E la casa? I mobili”.

A volte sono capaci di porre domande che tu stesso non ti eri mai posto.
Ecco, i dubbiosi vanno rassicurati e di solito una volta che hai risposto a tutti i loro quesiti, si tranquillizzano mentre a te sale un’ansia insopprimibile.

I dispiaciuti

Ho due coppie di carissimi amici che hanno fatto questa scelta ormai parecchi anni fa e ho anche amiche, cugine e altri due nonni che vivono altrove.

Diciamoci la verità, se esistesse il teletrasporto saremmo tutti più felici. Per fortuna, però, esistono le videochiamate.

Coi dispiaciuti basta un “Ehi ma guarda che non siamo mica lontani? Basta prendere un autobus che in 50 minuti ti porta a Malpensa per fare, un’oretta dopo l’arrivo, l’imbarco togliendoti anche le calze… poi un’oretta e mezza e sei a Stansted dove sarà semplice prendere il treno che dopo 40 minuti ti lascia nel centro di Cambridge… tutto ovviamente se sei riuscito a superare indenne l’ostacolo “dogana” all’aeroporto londinese… praticamente in sei ore sei da noi! Vabbè dai facciamo che ogni tanto veniamo noi in Italia eh?”.

In mezzo a loro ci sono io, entusiasta, ansiosa, preoccupata, impaziente a giorni alterni. Però felice.

 

Diritto d’autore: khamidulin / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

(Ri) studentessa a breve.
Compagna di vita e di viaggio di Paolo.
Mamma di Pietro e Matteo, piccoli, grandi esploratori.
Il mio motto?
“Paiono traversie e sono opportunità”