Mancano le persone e la verità è che ci sono affetti impossibili da ricostruire

0

Se dicessi che non ho avuto un secondo per scrivere, mentirei. Scrivere è come respirare e non si può non avere il tempo di farlo.

Ho avuto tanti pensieri che mi ronzavano in testa e avrei voluto buttarli giù… solo che probabilmente, se lo avessi fatto, sarei apparsa bipolare. O matta.
O magari no. Solo una che ha appena cambiato la sua vita insieme alla sua piccola tribù.
Ebbene…
Stasera mi son fermata un attimo per dare una forma a tutto quello che ho provato e sto provando in questo periodo che rispecchia perfettamente il tempo tipico inglese: piove-esce il sole-cielo nuovoloso-ancora sole.
Pioggia.
Sole.
Pioggia.
È capitato che ci si svegliasse al mattino con Pietro di umore inverso (lui che meno di un mese fa andava alla materna con i suoi compagni che erano tali dal nido… lui che era perfettamente integrato nel gruppo e che, dopo il weekend del 26 febbraio, si è ritrovato davanti ad una prima elementare di Cambridge sapendo dire solo “My name is Pietro” e stop) e come dargli torto? E che poi ci ritrovassimo tutti insieme in giardino a giocare sereni come se fosse sempre stato così.
Sole.
È successo che una giornata iniziasse nel migliore dei modi e che poi si concludesse con un “ma chi ce l’ha fatto fare?”.
Tempesta.
Abbiamo appeso i nostri quadri alle pareti e ci siamo sentiti felici come se con loro lì sui muri nuovi avessimo detto a noi stessi “la casa ora è questa”.
Ho visto la foto dei nostri amici e dei loro bambini e ho pensato alle nostre domeniche insieme… e lì sì, un po’ di tristezza si è fatta sentire.
E poi ogni tanto i bambini se ne escono nominando qualcuno come se facesse ancora parte della nostra quotidianità e non sanno che non è così.
Ma io sì.
Stiamo ricostruendo le nostre vite, mattoncino su mattoncino… riti, abitudini, orari, cose da fare.
Mancano le persone e la verità è che ci sono affetti impossibili da ricostruire e probabilmente il passaggio da fare è accettarlo senza rimpianti.
A volte penso che vorrei il tasto ON/OFF anche per i sentimenti.
Ma non esiste e quindi “the best way out is always through”.

Diritto d’autore: sborisov / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

(Ri) studentessa a breve.
Compagna di vita e di viaggio di Paolo.
Mamma di Pietro e Matteo, piccoli, grandi esploratori.
Il mio motto?
“Paiono traversie e sono opportunità”