Le avventure segrete delle parole: un viaggio nei discorsi di genitori e bambini per prevenire i disagi | Mammeacrobate

Quanto pesa una parola?
È inusuale presentarsi con una domanda? Forse sì, eppure… l’eccentricità rispetta e rispecchia la particolarità dell’occasione: l’équipe dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus è lieta di fare la vostra conoscenza!

Vi diciamo subito due parole su di noi: siamo nati nel 2006 a Milano per prevenire e curare il disagio psicologico in età evolutiva, con un’attenzione particolare rivolta ai disturbi del comportamento alimentare.

Bene, ma perché ci incontriamo proprio qui, sulle pagine di Mamme Acrobate?

Quest’incontro nasce – come molte cose belle – da un gesto gentile: un dare ospitalità alla parola. Ed è proprio questo che è accaduto: il desiderio di condividere la nostra prospettiva e di trasmettere il nostro messaggio ha trovato un luogo che gli desse ospitalità. E perché questo nome, le avventure segrete delle parole? Abbiamo deciso di chiamare così la collaborazione perché la nostra prospettiva, il punto di vista psicologico, mette al centro proprio le parole.

Ogni mese una parola per capire meglio il rapporto genitori – figli

Così ha preso naturalmente forma questa rubrica, nella quale ogni mese “parleremo di una parola” che circola, che viaggia nei discorsi dei genitori e dei bambini di oggi, cercando di seguirla, raccontando i significati che si nascondono dietro le famose “parole di tutti i giorni”.

Parole come matrioske, quelle bambole che nascondono sempre delle sorprese al loro interno: dall’amore contenuto nel cibo alle potenzialità della noia, dal contenuto nella raffica di No! a…
Le parole sono in effetti molto importanti per noi – propriamente, nel senso etimologico: importante, dal latino portare dentro.
Infatti, da un lato ognuno porta con sé, dentro, le parole che stanno più a cuore, quelle più dolci così come quelle che hanno fatto soffrire, e, dall’altro, ogni parola ne contiene un’altra, spesso più difficile da vedere dall’esterno ma non per questo meno rilevante, anzi… E qui ritorniamo all’unicità del nostro punto di vista: la psicologia infatti consente di illuminare in un modo particolare le parole che abitano in casa nostra, quelle che ci scambiamo a tavola, la mattina prima di uscire e la sera prima di addormentarci. Tornando alla domanda con cui ci siamo presentati, si potrebbe dire che la psicologia restituisce alla parola un peso specifico – nel senso di soggettivo: è la parola di quel bambino, di quella madre –sempre differente, proprio perché sono parole singolari, vissute, aspettate con gioia, a volte anche temute.

Associazione Pollicino, conosciamoci meglio

Ma prima di incominciare questo viaggio attraverso le altre vite, le altre identità dei termini che usiamo e su cui ci interroghiamo così spesso (“perché il mio bambino continua a dire no, no, no!”; “che significato ha un like per mio figlio”), altre due parole per conoscerci meglio.
Noi di Pollicino abbiamo a cuore la sensibilizzazione, la prevenzione e la cura rispetto a diverse difficoltà: dai disagi alimentari alle fatiche dell’infanzia, dalle nuove dipendenze (ad esempio, dagli oggetti tecnologici) ai problemi a scuola.

L’Associazione è formata da una équipe di psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, medici, pediatri, neuropsichiatri che, fondamentalmente, accolgono. In che modo? Ascoltando. Un ascolto che ci piace chiamare gentile perché non è giudicante e perché non è offerto soltanto a bambini e adolescenti, ma anche ai loro genitori, valorizzando i loro dubbi, le loro paure e idee. Uno dei tanti modi per chiamare la cura del benessere psicologico di una famiglia – la sfida che ci impegna – è infatti quello di riuscire a dare parola a un soggetto, di mettere una parola dove c’è un silenzio pesante, spesso pieno di dolore.
Nelle parole della Dott.ssa Marta Bottiani, la nostra responsabile: “Prevenire e intervenire prima significa mettere una parola che faccia segno, che abbia il coraggio di uscire dalla fascinazione del silenzio, mettere una parola prima che tutto drammaticamente si scriva e si inscriva nel corpo”.  

Seguiteci nei prossimi mesi, seguite il nostro viaggio tra le parole qui su Mamme Acrobate, e “passate parola” ad altri genitori che potrebbero essere interessati.

A cura di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano
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