Di uteri, maternità e il desiderio di un figlio...

È una mia impressione d’inizio primavera anticipata con esplosione d’ormoni o anche voi notate che hanno tutti l’utero sulla bocca ultimamente? Sono parecchio infastidita,  soprattutto quando i dotti in materia sono maschi bigotti, razzisti e volgari, e coincidenti con quelli che noleggiano le vagine sulle tangenziali, meglio ancora se di minorenni!

Riporto subito il commento di una mamma bis di due bimbi, figli nati dalla precedente relazione del suo compagno con un’altra donna, sul caso Niky e Ed, i due neo genitori del piccolissimo Tobia:

“Sì dai! Arrestiamo Vendola per traffico di minori! Poi però arrestiamo anche tutti quelli che vanno a prostitute e trans (e lo so, furbacchioni, che ce ne sono tanti tra di voi super moralisti paladini della legalità! Quanto vi piacciono le prostitute… Ma soprattutto i trans…). Arrestiamo per pedofilia il marito della Mussolini. Poi arrestiamo chi dà da bere ai minori di 16 anni e chi vende loro sigarette. Poi arrestiamo chi va a caccia di ragazze in Thailandia o Ucraina e poi se le porta qui e se le sposa (traffico di essere umani, giusto?). Arrestiamo anche chi si fa le canne. E chi imbratta i muri. E anche chi dà ai propri figli un nome assurdo o vergognoso. Arrestiamo chi si pompa di anabolizzanti o assume diuretici prima di fare sport. O chi usa ancora lampadine a incandescenza. E chi cammina a torso nudo per strada. Tutte cose ILLEGALI in Italia. Chissà quanti di voi lo sapevano. P.S. In tutta questa discussione qualcuno ha mai pensato ai diritti della donna di fare del suo corpo ciò che le pare??? “

Che dire? Mi pare lineare e coerente. Possiamo chiudere questo caso così!

Per il resto io sono incinta e, come tutte le gravide, sento l’utero modificarsi.  Lo percepisco sul serio e  fisicamente, so dove si trova questa entità misteriosa e so che cosa ha fatto le scorse estati.

La mia non è un’ideologia,  nemmeno un’opinione o intuizione.

Lo sento davvero perchè è parte del mio corpo: è un dato di fatto come una scoreggia o un rutto quando fanno rumore!

A volerla scrivere tutta….giurin giuretta….lo sentivo anche quando non ero gravida! L’ Utero Imbruttito (da ora lo chiamerò IMBRUTERO), si palesava almeno due volte al mese, come minimo durante ovulazione e mestruazioni (ma quest’ultime è meglio non nominarle, tanto a nessuno frega niente, mentre una volta le veneravano. Vai a capirli).

Io mi sono già rotta le acque e vorrei riposizionare i deprimenti suffragetti allo sbaraglio nei loro recinti esistenziali. Sono i cementificatori della vagina: lImbrutero è braccato come un Orango mentre disboscano la selvatica Amazzonia. Vogliono entrare nella Foresta Nera. Si potrebbe pensare alla realizzazione di imbruteri su misura, autoinstallabili nelle vasche da bagno, in cui possano inserire monetine come nelle slot…

Discuto spesso con l’Imbrutero,  il mio è visibilmente allargato per stato gravidico. Ma ci pensano tutti in questo periodo, sia nel mondo reale che virtuale: assisto attonita a questa globalizzazione senza freni dell’uso del termine utero.

Che pizza, è come averli dentro a curiosare. Forse bisogna iniziare a mettere delle tendine, temo di  distrarmi un attimo e di ritrovarmi una manona a ravanare per spirito di scienza o causa moralizzatrice.

L’Imbrutero esiste, cominciamo a ripassare degli assiomi:

  • è una parte esclusiva del corpo femminile, interna e inscindibile;
  • solo chi lo possiede interagisce con esso, anche durante la menopausa (i mancati ginecologi se ne sbattono anche di questa fase della vita che viviamo);
  • solo chi ne ha uno può decidere, in libertà e senza costrizioni di nessun tipo. Io decido per il mio e tu per il tuo, lei per il suo e un’altra ancora per quello che si ritrova.

Ora possiamo entrare nel merito del ddl Cirinnà marca Cangurotto (animale con sacca-utero esterna per trasportare i piccoli) o foto ricordo di un canguro e basta.

Scherzano loro, possiamo scherzare tutti.

Vorrei ricordare che nessun utero era citato nel ddl che prende il nome dalla bella signora bionda, da ammirare anche solo per il pelo sullo stomaco che deve aver avuto durante i confronti con i soliti bigotti.

Cirinnà…che nome grazioso sarebbe stato per allargare i  diritti! Invece è diventato parte attiva di una filastrocca estemporanea:

Quando un bambin vedete
solo per la città,
forse voi penserete
dove girando và.
Solo, senza una meta…
Solo… ma c’è un perché….
aveva un diritto piccolino in Cirinnà,
con cuori, adozioni e tante unioni di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano : “che bello il ddl Cirinnà!”
Ma un giorno, per dispetto, Pinco Panco la bloccò
e a piedi, poveretto, senza casa lui restò.

Vorrei in ultimo ricordare a questi Signorotti, se vorranno intendere, alcune realtà tra le infinite e contemporanee: le figlie e figli già nati delle profughe e profughi che stanno attraversando i paesi di questa Europa, le creature figlie della Palestina e di tutti i popoli oppressi. Vorrei ricordare le donne che si sono emancipate dai soprusi dei patriarcati gestendo, ad esempio, libere e consapevoli, i loro corpi.

Ecco la riflessione di una persona abituata a lottare per i diritti ed a essere ciò che è, oltre ad essere un gran gnocco:

Quando penso alla GPA ( Gestazione per Altri, non fecondazione artificiale sulla quale trovo non ci sia assolutamente nulla neanche di cui discutere) provo inevitabilmente ad immedesimarmi nel bambino che cresce e scopre di essere il frutto di una sorta di “trattativa commerciale”  invece di essere il frutto di un amore o, mal che vada, di una notte di passione o sesso sfrenato. E invece scopre che lui da bambino ha avuto un prezzo. La sensazione che ho avuto dentro di me non è stata bella. Eppure non ho OVVIAMENTE un utero, di conseguenza ho ragionato da figlio, un figlio di 33 anni.  Forse perché la GPA la vedo una situazione con troppe incognite, forse perché mi ricorda troppo certi situazioni orrende dell’epoca nazista (paragone forte, forse anche esagerato, me ne rendo conto, ma tutto ciò mi ha richiamato alla mente determinate cose) o molto più semplicemente perché la vedo come una massima espressione di irrefrenabile egoismo, di classismo (una roba della serie “sono ricco e posso anche comprarmi un figlio”, di espressione più becera del capitalismo. Qualcuno potrebbe dirmi che si tratta di semplice desiderio di essere genitori, semplicemente di amore.  Vorrei poterla vedere così, ma poi penso ai non detti. Si potrebbe facilitare l’iter delle adozioni in modo che non ci sia più bisogno di ricorrere alla GPA, una soluzione magari banale, però sarebbe già qualcosa

E qui mi vien da pensare che la vera discriminante sia la povertà come condizione di partenza. Abbiamo imparato da tempo che le priorità sono gli interessi di pochi a discapito dei più. Se ci sono i soldi si può far tutto, in un modo o nell’altro. Chi tutela le più deboli o più deboli dovrebbe   ragionare sul “valore” umano dell’emancipazione e del riscatto sociale.

Un giorno in qualche laboratorio riusciranno a creare il prototipo dell’ essere umano istruito, libero e laico. Quel giorno non  esiste ancora, dobbiamo rivoluzionarci autonomamente.

Così si racconta una compagna di laboratorio femminista, una donna  che ha scelto studi archeologici e antropologici e che non smetterà mai di mettersi in gioco:

“Io non sono madre, ma sono femmina e non so cosa potrei scegliere di fare col mio utero, forse non lo userò per mettere al mondo altre creature in una società così malata.
Avete capito bene, forse io potrei anche scegliere di non avere figli, già… nonostante tutte le pubblicità su gravidanze, pannolini o aspiratori nasali per infanti che partono sul mio cellulare quando decido di ascoltare della musica.
Potrei però un giorno decidere di metterlo in affitto, perché no? Perché non posso decidere per me stessa? E si, perchè che ci crediate o no il mio utero fa parte del mio corpo nella sua totalità e per tornare a un vecchio slogan forse mai capito “l’utero è mio e lo gestisco io”.
Si perché questa è una delle parole chiave “gestire” come “gestare” , comprende la capacità decisionale di fare una scelta, cioè di “decidere” cosa fare.
Forse voi non lo sapete che siamo esseri pensanti e in grado di fare scelte, si in grado di decidere se metterci la minigonna o il velo, decidere se avere figli o no, decidere se andare con un uomo, una donna o un transessuale, decidere se mettere il nostro utero in affitto oppure non farlo.
Allora dato che la società patriarcale insieme al suo amato capitalismo ha già fatto tanti danni direi che riguardo alle mie budella potrei scegliere io, che ne dite? Vi sembra esagerato?
A me sembra che vi stiamo dando l’opportunità di tacere e fare una bella figura quando voi probabilmente al nostro posto ci avreste dato fuoco su una pira di legno per purificarci l’anima… ecco forse un educato silenzio, un sottofondo di vergogna non farebbe male”.

Bisognerebbe far ripercorrere ai peggiori moralisti, veri mercificatori dei corpi, gli ultimi millenni di storia dentro un utero su misura perennemente in contrazione, insomma… nell’Imbrutero!

Chiudo questo post pensando alla figlia che si unirà a questa famiglia, la stessa che da due settimane si attiva e scalcia dalle 5 del mattino: sta già discutendo con l’Imbrutero in uno spazio che percepisce finito? Se un utero contiene un altro utero è subaffitto?  Sarà possibile ideare una linea d’arredamento per Imbruteri? Un Gender è per sempre? Dio è l’utero? Gli uteri sono frammenti di stelle? Le pareti degli uteri sono come lingue di gatto?

Saluti Uterosi.

photo credit: RGDJ – pixabay

Author

All'anagrafe sono mamma da settembre 2012 ma mi sento una mamma-donna-acrobata da sempre, in fondo ho "tirato su" i miei gatti da sola. Sono una ex studentessa pavese in Scienze dei Beni Culturali e milanese in Archeologia (infatti cammino guardando per terra come gli anziani). Disordinata cronica e facile alla noia, sempre capace di grandi slanci e ironia, possiedo un pessimo gusto nel vestire. Vegetariana da forse 15 anni, vivo in questo mondo come posso e, a volte, mi riesce anche bene.