La prima pappa è importante? | Mammeacrobate

prima pappa Io e mio figlio abbiamo sempre litigato per il cibo: tutt’ora, che ha cinque anni, non è proprio il momento più felice!
Così leggendo tra le tante storie di Mellin, un pizzico di invidia l’ho provato per quei momenti magici e divertenti.


 

“Mi ricordo come se fosse stato ieri (e un pò per la piccolina è così, dato che ha 9 mesi, mentre la grande ha 2 anni)… pronte con il loro bavaglino, hanno avuto entrambe la stessa reazione: appena hanno visto il piatto sono cominciati i sorrisoni e i gridolini di gioia! Qual’è stato l’impatto dopo il primo assaggio? Un’espressione disgustata che mi ha fatto pensare: Noooo, ora non le piace e lo rifiuterà…, invece, dopo il primo, eccola lì di nuovo la boccuccia spalancata pronta per il secondo , il terzo… e così via! Fino a mangiare mezzo piatto di minestrina o qualcosina in più! Un ottimo risultato per la prima volta vero?!
E da qual giorno si è aperta una strada che le ha portate e ancora le sta portando verso la scoperta di sapori unici che le accompagneranno per tutta la vita”

 

Le bimbe di Kelia fin dal primo giorno hanno apprezzato un cibo diverso e forse hanno avuto il giusto imprinting
Per noi, invece, il primo giorno di svezzamento è stato un po’ diverso: quel cucchiaino che volava tra me e la sua boccuccia sorridente e sdentata e la sua testa che si girava, lo sguardo perso verso altri lidi… tutto importava tranne che quel piattino di passato di verdure!

 


 

Neanche l’approccio più giocoso è stato mai premiato,  questo piccoletto di pasticciare un po’ con cucchiai e piattini non ne aveva proprio voglia; non si è mai comportato come questa simpaticissima bimba, Isabel che sua mamma chiama “piccola selvaggia”:
“Adesso comincia a mangiare da sola, sul suo seggiolone metto la tavola, le do il piatto con la pasta e il cucchiao (sempre quello rosa suo con i pupazzetti), di camicia-bavaglino non se ne parla e quindi puntualmente le povere camicette ma anche i pantaloni si ricoprono di macchie di pasta, di frutta, di omogenizzato e di cioccolato.”

 

Sono state delle dure battaglie, perché non è semplice accettare un “rifiuto”, anche quando è un piccolo di neanche un anno a guardarti e dire “no!” con la testa.
Ma poi ho capito una cosa, che mio figlio in questo mi somigliava poco: a lui non interessa mangiare!
Per lui è un po’ una distrazione da altre cose, una piccola perdita di tempo nella sua giornata fatta di scoperte…
Così è iniziata un’altra sfida, non quella di fargli finire ciò che c’era nel piatto, ma quella di incuriosirlo: come ho fatto?
Ho iniziato a cucinare con lui, a fargli provare a grattugiare da solo una mela, a fargli mescolare le uova per preparare la frittata e così un po’ alla volta si è aperto a questo nuovo viaggio, fatto di sapori, colori e consistenze: non mangia mai tanto volentieri, ma assaggia tutto!

 

Come ormai sapete bene, per ogni storia raccontata Mellin devolverà il contributo di 1€ alla Fondazione Magica Cleme Onlus che offre a tutti i bambini in cura e alle loro famiglie un momento di svago al di fuori delle mura ospedaliere.
Inoltre potete seguire Mellin e le sue iniziative nella nuova pagina di Facebook
Continuate quindi a lasciare i vostri racconti su www.mellincuoredimamma.it, c’è tempo fino al 15 luglio!!



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