Quando nasce un fratellino: come gestire paure e gelosie

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La nascita di un fratellino o di una sorellina è spesso una ferita narcisistica notevole per un bambino: magari primo figlio e primo nipote per i nonni, abituato ad avere spazi e giochi solo suoi, a vedere la routine familiare scandita dai suoi bisogni. L’impatto con l’arrivo di un altro bimbo che nei primi mesi attrarrà l’attenzione ed il tempo di tutti senza peraltro “restituire” niente in termini di gioco insieme e di divertimento può essere duro.

Quando poi il più piccolo sarà cresciuto abbastanza per giocare con lui, generalmente sarà anche in grado di prendere i suoi giochi preferiti e magari romperli, opporsi alla visione del suo cartone preferito, o avere qualche linea di febbre e far saltare il tanto atteso weekend al mare. Infine, veder ripetere verso qualcun altro quelle carezze, quelle coccole e quegli sguardi che finora erano rivolti solo a lui può essere difficile. La paura di perdere l’amore dei genitori è infatti il vero fulcro della gelosia.

Gelosia per l’arrivo del fratellino

Non possiamo pensare che non provi mai gelosia, né possiamo chiedergli – magari con sguardi di disapprovazione o delusione o peggio ancora con castighi e sgridate – di non manifestarla per non sentirci in colpa. Nel momento in cui scegliamo di avere un altro bambino, sappiamo che renderemo la vita un po’ più difficile, almeno inizialmente, al nostro bambino. Questo non ci deve scoraggiare, ma stimolare ad aiutarlo ad attraversare questa esperienza, imparando a condividere e a non sentire l’altro come una minaccia, rassicurandolo sul nostro amore per lui, ripetendogli spesso che lo amiamo, che rimarrà sempre il nostro cucciolo, che tra le braccia di mamma e papà c’è posto per tutti e nessuno ne rimane fuori. Accanto a questo, è però altrettanto importante permettergli di esprimere la propria gelosia e fargli sentire che è comunque amato.

Come aiutare il primo figlio a superare la gelosia per l’arrivo di un fratello

Detto questo, vediamo come possiamo aiutare i nostri bambini a non essere travolti dalla gelosia e dalla paura di abbandono che si cela sotto di essa:

  •  fate della gravidanza un “affare di famiglia”, che coinvolga anche il bambino e non solo la coppia. Se babbo e mamma parlano solo tra loro della gravidanza e dei preparativi per il nuovo arrivo (magari bisbigliando, come a “complottare”), il primogenito si sentirà escluso, percepirà il fratellino come un intruso che ha rotto l’armonia tra lui ed i genitori. 
  • riguardate insieme le foto dei suoi primi mesi di vita, per mostrargli che mamma e papà stanno facendo per il nuovo arrivato le stesse cose che hanno fatto per lui, niente di più e niente di meno. In genere tra l’altro ai bambini piace moltissimo ascoltare i racconti riguardanti i loro primi anni di vita, è un momento di condivisione molto intimo ed intenso, proprio ciò di cui ha bisogno un bambino che è preoccupato di perdere l’amore dei genitori.
  • coinvolgetelo in alcuni preparativi, come i primi vestitini, o la valigia per l’ospedale. Se non ha voglia di partecipare nonostante i vostri inviti, rispettate il suo no senza mostrarvi deluse o preoccupate. È importante cercare di farlo sentire partecipe, ma lo è ancor più permettergli di esprimere il suo disappunto o la sua rabbia. 
  • evitate per quanto possibile di far coincidere il parto con cambiamenti che riguardano il vostro bambino (come togliere il suo lettino dalla vostra camera, o l’inserimento al nido): il rischio è che si senta “sfrattato” per far posto al nuovo venuto. 
  • dopo la nascita, probabilmente vostro figlio oscillerà tra gioia e rabbia. Ascoltatelo sempre, create situazioni di intimità e di confidenza, solo per lui, in cui possa esprimere le sue paure. Leggete tra le righe del suo comportamento e delle eventuali bizze: sta chiedendo conferma, amore, rassicurazione.
  • riprendetelo sul comportamento, soprattutto se fa dei dispetti al fratellino, facendogli chiaramente capire che non ammettete che venga fatto del male a nessuno dei vostri bambini (lui compreso), ma non giudicate mai l’emozione che sta dietro, cogliete la sua rabbia o la sua paura, fategli sentire che la capite e che gli volete bene, che ha diritto di provarla.

Farlo sentire accettato in tutte le sue sfumature è il miglior regalo che potete fargli, oltre che la migliore conferma del vostro amore.

 

di Nora Massoli

photo credit: iStock.com/poplasen

 

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Autore del post

Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a
lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte.
Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni.
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