Mi invento un lavoro: Babpins, spille a misura di mamma

Oggi per la nostra rubrica Mamma e Lavoro vi presentiamo un’idea nata da due giovani donne, Angela Ponzini e Diletta Marchi Spinelli, che grazie alla loro creatività hanno dato vita a un progetto imprenditoriale che pone al centro le future mamme e i loro diritti, in uno dei periodi più belli e delicati della vita di ogni donna, la gravidanza.

Pensate proprio per richiamare l’attenzione sui bisogni delle donne durante l’attesa, conosciamo insieme alle sue ideatrice le BABPINS

Angela, Diletta, Ci raccontate qualcosa sulle Babpins? 

Si tratta di una serie di semplici spillette che riportano la scritta “Bimbo A Bordo” – da cui il nome BABPINS – per le donne che vogliono segnalare il loro stato di gravidanza. Potete trovarle online sui nostri canali social. Per contattarci potete andare sulla nostra pagina Facebook (Spillette Babpins), seguirci sul nostro account Twitter (@BABPINS) o scrivere direttamente una email all’indirizzo babpins@gmail.com

Da quali necessità nascono?

Purtroppo capita che, anche di fronte ad una donna in stato (più o meno evidente) di gravidanza, la gente non si dimostri troppo educata, o semplicemente non si accorga dello stato interessante di chi si trova davanti, e non rifletta sull’importanza di cedere il posto o dare la precedenza. Questo capita molto spesso specialmente sui mezzi pubblici.

Per ovviare al problema, e seguendo l’esempio di altri paesi della Comunità Europea – come l’Inghilterra, dove spillette simili vengono gratuitamente omaggiate nelle stazioni della metropolitana – abbiamo pensato di creare e di diffondere in Italia le BABPINS.

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Si tratta di una simpatica spilla da far indossare alle future mamme come segno di riconoscimento, qualora il pancione non bastasse o non fosse ancora così evidente.

L’idea delle BABPINS nasce dalla volontà di unire le esigenze quotidiane alla passione per l’arte e il design, per far valere più facilmente i propri diritti, come quello elementare di potersi sedere sui mezzi pubblici quando si è incinta. E nella malaugurata situazione in cui la donna in attesa dovesse svenire o essere vittima di un incidente (su un aereo, un treno, con l’auto, su un mezzo pubblico), chiunque potrà accorgersi del suo stato interessante e prestarle quindi un soccorso più rapido e mirato.

Da semplice accessorio chic, la spilla BAB diventa un utile strumento di precauzione per la salute del nascituro e della sua mamma. Dopo i 9 mesi, anche tutte le donne che ne hanno già acquistata una durante la gravidanza, resterà un dolce ricordo da attaccare alla carrozzina oppure, perché no, da riutillizzare per una prossima gravidanza.

Chi sono Angela e Diletta?  

Siamo due giovani creative milanesi…

Angela è designer e PhD in Design. È co-fondatrice della Startup MyHoming, piattaforma web collaborativa per la creazione di un network di ricerca e offerta di servizi locali di qualità per l’abitante (con)temporaneo. In passato, tra le svariate esperienze professionali, ha partecipato al programma PrimeCup (promosso da Triennale di Milano e Regione Lombardia) e ha organizzato la mostra Dismettiamola! per la Design Week 2009, dove ha presentato il progetto per la raccolta differenziata “24Ore”. Vive e lavora da freelance tra Milano e Londra ed è mamma di Anita.

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Io, Diletta, sono art dealer e curatrice di mostre e cataloghi per importanti Istituzioni e Musei sia italiani che stranieri, lavoro per  un’importante Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea italiana e nel mondo dell’arte dal 1998. Oltre all’arte, la mia grande passione è da sempre la moda: sono co-fondatrice ed amministratrice di Dillybetty, ditta che dal 2005 realizza accessori moda e bigiotteria. Vivo e lavoro a Milano.

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Che ruolo ha ciascuna di voi in questo progetto?

Decidiamo tutto insieme, ovviamente poi nella gestione pratica Angela si occupa più della parte grafica e creativa, io del marketing e della comunicazione.

Come hanno risposto le future mamme a questa vostra idea?

Con molto entusiasmo! Si tratta infatti di un gadget semplice, allegro e per nulla invasivo, da indossare ma anche da regalare!

Con le BABPINS puntiamo molto a sottolineare l’importanza della sicurezza delle donne che stanno aspettando un bambino: spesso molte donne ci dicono che preferiscono attendere qualche mese prima di indossarla, per non segnalare da subito il proprio stato interessante. Eppure sono proprio i primi mesi di gravidanza, quelli in cui le BABPINS possono rappresentare un valido strumento di prevenzione.

Proprio per insistere su quest’aspetto stiamo cercando di collaborare con strutture ospedaliere sia pubbliche che private, centri di accompagnamento alla nascita e corsi pre-parto.

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L’obiettivo ideale sarebbe quello di sensibilizzare il Comune di Milano, in previsione di EXPO 2015, permettendoci di distribuire le nostre spille su tutti i mezzi pubblici di Milano. Ancora più bello sarebbe riuscire a distribuirle in altre città italiane.

Per voi è diventato un lavoro a tempo pieno?

Si, seguiamo quotidianamente BABPINS, ma parallelamente continuiamo a seguire le nostre rispettive passioni e le nostre attività professionali. Essendo un team, è semplice gestire in parallelo l’attività di distribuzione delle BABPINS.

Cosa si può fare, secondo voi, per sensibilizzare le persone sui bisogni e i diritti di una donna in attesa?

Prendendo spunto da un accessorio che in altri paesi a noi vicini viene distribuito gratuitamente dallo Stato, riteniamo interessantissimo costituire e far conoscere modelli di intervento educativi spendibili facilmente nella quotidianità.

La possibilità di far conoscere le BABPINS e renderle accessibili al maggior numero di donne possibile, per noi sarebbe già un buon punto di partenza, un nostro minimo contributo su un tema cosi ampio e importante.

Per avviare un progetto come il vostro cosa bisogna fare?

Basta un intento comune, un’idea forte e, perché no, socialmente utile da diffondere. Realizzarla in team, ovviamente, rende tutto un po’ più facile, ma l’importante è che sia comunque studiata e ragionata, affinché possa durare nel tempo ed essere sempre attuale.

È un lavoro che richiede dedizione, creatività e tanto tempo per fare rete.

 3 consigli alle mamme che ci leggono e che hanno un’idea o un sogno nel cassetto?

1. Siete mamme, quindi donne, quindi fortissime! Se vorrete, potrete tutto!

2. Non abbattetevi di fronte alle difficoltà. Spesso le idee più semplici sono anche le migliori, quelle più geniali. E non necessariamente economicamente impossibili.

3. Condividete e diffondete quello che fate e quello in cui credete! Troverete senz’altro qualcuno pronto a supportare la vostra idea!

Grazie ad  Angela e Diletta per aver condiviso con noi la vostra storia…e in bocca al lupo per il vostro progetto!

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