Lavatrice: i detersivi, la centrifuga e il lavaggio - Mammeacrobate

Riprendiamo il racconto sulla lavabiancheria, incominciato nel post precedente. Abbiamo dato alcune indicazioni sul carico da lavare e sul tema della temperatura. Ora invece ci soffermeremo sulle altre tre fasi rimanenti: la chimica, il movimento meccanico e il tempo.

Chimica

Definiamo come chimica tutto il processo legato alla lisciva (detersivo / acqua). L’acqua può avere una durezza variabile secondo la zona, il suo valore dipende dal bicarbonato di Calcio e Magnesio (durezza temporanea) e dai solfati, cloruri e nitrati sempre di Calcio e Magnesio (durezza permanente).

 

 

La durezza dell’acqua gioca un ruolo importante nel processo di lavaggio. Acque troppo dure peggiorano la prestazione di lavaggio mentre acque dolci aumentano l’effetto della schiuma. Nei comuni detersivi in commercio si trovano delle sostanze che complessano (riducono) l’effetto della durezza.

 

Ricordiamo inoltre che le acque dure causano problemi d’incrostazioni sulle parti meccaniche della lavabiancheria. Nel caso di durezze elevate consigliamo di aumentare la quantità di detersivo nel lavaggio e per ottenere la stessa prestazione di risciacquo, selezionare la funzione: extra risciacquo, sempre presente ad esempio in tutte le apparecchiature Electrolux.

 

I detersivi sono costituiti da sostanze diverse, che si possono suddividere nei seguenti gruppi principali:

–    Tensidi (tensioattivi) e alcali: aumentano l’effetto lavante distaccando lo sporco dal tessuto.

–    Sbiancanti: agiscono sugli sporchi colorati attraverso demolizione ossidativa.

–    Candeggianti ottici: è il famoso bianco più bianco, aumenta il grado di bianco e la sua luminosità.

–    Materiali ausiliari: sono gli enzimi che lavano gli sporchi proteici (latte, cacao, uovo, erba ecc.), i regolatori di schiuma, i profumanti, ecc.

–    Coadiuvanti (builders): sono le sostanze che contrastano la durezza dell’acqua.

Movimento meccanico

Il movimento meccanico del cestello è fornito da un motore elettrico. I giri del cestello sono ottimizzati in funzione del ciclo. Per separare dalla fibra lo sporco è necessario il trattamento meccanico. La movimentazione energetica dei capi di biancheria piega le singole fibre e il flusso dell’acqua porta via lo sporco.

Facciamo notare che, nel ciclo lana, il movimento deve essere particolare e in funzione del livello dell’acqua. La lana per non infeltrire non deve cadere nell’acqua ma nuotarvi dentro. Può essere pressata, attorcigliata, centrifugata ma non battuta (com’era fatto nel lavaggio a mano una volta). Cicli delicati, come la lana, hanno rotazioni del cesto a basso numero di giri e con ridotta frequenza. Nei cicli cotone il ritmo di movimento del cesto è più energico perché la fibra è più resistente.

Un discorso specifico va fatto per il movimento in centrifuga. Abbiamo due tipologie di centrifughe, quelle durante i risciacqui e quella finale. Le centrifughe durante i risciacqui hanno la funzione di espellere più lisciva possibile per garantire una buona prestazione di risciacquo, mentre quella finale ha in compito di ridurre al minimo la quantità d’acqua all’interno dei tessuti per accelerare la fase di asciugatura successiva.

Non tutti i tessuti possono essere centrifugati allo stesso modo. I sintetici ad esempio essendo delle fibre plastiche non possono essere centrifugati quando la biancheria è ancora calda, ad esempio a fine lavaggio, inoltre per evitare le pieghe permanenti anche le centrifughe a fine ciclo non devono mai raggiungere giri elevati. La lana può essere centrifugata fino a 1000-1200 giri.

La centrifuga esercita una pressatura della biancheria e può creare molte pieghe in particolare con centrifughe a elevato numero di giri. Questo complica la fase di stiratura successiva; se vogliamo evitare le pieghe, bisogna usare l’opzione:“stiro facile” in questo caso la centrifuga, fatta con una serie di impulsi a giri variabili, riduce moltissimo le pieghe.

Tempo

Un buon lavaggio richiede il giusto tempo di permanenza dei panni nella lisciva. Il tempo è anche legato alla quantità di sporco. La durata di un ciclo di lavaggio è la combinazione di due fasi molto importanti: il lavaggio e il risciacquo.

Il lavaggio è fatto da tre fasi:

–    Lavaggio a freddo dove avviene l’asportazione del detersivo, l’uniforme bagnatura della biancheria, e una prima fase di lavaggio degli sporchi proteici (ad esempio il sangue)

 

–    Riscaldamento è la fase utilizzata per innalzare la temperatura a quella del ciclo selezionato. Durante questa fase si hanno l’attivazione completa del detersivo e il vero inizio della fase di lavaggio.

 

–    Lavaggio in temperatura è la fase in cui tutti gli sporchi sono rimossi dal tessuto e diluiti nella lisciva.

Il risciacquo è la fase per la rimozione e lo scarico dei residui di sporco e di detersivo. Per i tessuti resistenti come il cotone alla fine di ogni risciacquo è effettuato anche una breve centrifuga, per scaricare più lisciva possibile e migliorare quindi il risciacquo della biancheria.

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