Incontri del terzo tipo al supermercato (perché proprio a me?)

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Piccola premessa

C’è un periodo, in cui non sei in vacanza, perché sei tornato al lavoro, ma non sei ancora addentro all’incubo della quotidianità invernale.

Quel periodo né carne né pesce si chiama SETTEMBRE. Nello specifico, INIZIO DI SETTEMBRE e la scuola non è ancora cominciata.

Ecco che in quel periodo, gli abitanti della città escono dalle loro tane vacanziere, ovunque esse siano, e può accadere che ci si incontri casualmente. Sono gli incontri del terzo tipo: non sono incontri con i tuoi amici (I tipo) né di lavoro (II tipo).

Supermercato qualunque di una città qualunque

Noto una porta con la scritta “USCITA DI EMERGENZA. LASCIARE LIBERO IL PASSAGGIO” fuori dal supermercato.

Noto davanti a quella porta, addossato più che parcheggiato, un SUV.

Ho un brutto presentimento.

Entro nel supermercato e, nel reparto surgelati, tra i Pisellini e gli Spinaci in foglie, trovo parcheggiata una SMART. “Così mi si tiene fresca!” mi spiegherà in seguito il proprietario.

E proprio lì vicino, nel reparto latticini, c’è un capannello di persone note intente a chiacchierare.

Purtroppo siamo alla fine delle vacanze, e, ovviamente, si parla dei compiti dei bambini.

Su un podio di cassette di pomodori, c’è nientepopodimenoche Smart Daddy (n.d.r. ve lo ricordate? lo avevamo conosciuto qui), che illustra le sue teorie.

“I compiti? A parte che io non credo nei compiti: li reputo il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. Ma mi è piaciuta l’idea di far scrivere ai bambini un diario della vacanza: proprio per questo, a Pierstevenseagal (alias suo figlio) ho fatto fare il cammino di Santiago di Compostela, il cammino di Gerusalemme, la salita degli scivoli dell’Acquafan di Riccione, il deserto di sale nello Utah, il Grande Raccordo Anulare alle 9.00 del mattino e, per chiudere, il coast to coast della Groenlandia a dorso di bue muschiato”

A me si prosciuga la saliva in bocca, pensando a noi e alla settimana in Puglia a costruire castelli di sabbia

“Però, bello…” gli faccio io “immagino poi quanto avrete legato in queste esperienze…”

“Legato? No no, è andato da solo, che diamine! Io ero in Villaggio a Formentera a sorseggiare Mojitos! Seee, il giovane si deve fare le ossa!!!” dice fiero di sé

“No, a me invece è piaciuta molto l’idea di far loro leggere dei libri durante le vacanze” si introduce nel discorso Marina Suva (anche lei dovrebbe esservi nota) “Infatti a Mariannamaria ho fatto leggere tutto Delitto e Castigo in lingua originale. Così pure la maestra d’inglese è contenta!”

“Ma la lingua originale di Delitto e Castigo, non è il russo?” faccio io.

Vedo le rughine dette “zampe di gallina” assottigliarsi ai lati degli immancabili occhiali da sole di Marina Suva, mentre so che là dietro ha attivato la modalità Disprezzo.

La mia Lei, intanto, mi fa degli strani segni di decapitazione, per farmi tacere… credo che ci sia un motivo valido se le relazioni pubbliche sono di solito di sua competenza.

“Inglese, russo…non importa! So solo che la fiction con Gabriel Garko le era piaciuta tantissimo, così le ho fatto leggere il libro!”

“Ma quello non è L’onore e il Rispetto?”

Mentre noto che le rughine da zampe di gallina sono diventate zampe di struzzo, schivo a malapena un missile Scud SS-1 confezione da 3 di tonno Insuperabile in scatola lanciato da Lei che, con la stessa mimica di Jack Nicholson che si affaccia attraverso porta del bagno in Shining, mi sollecita enfaticamente il silenzio.

Prende intanto la parola la mamma del piccolo Hans Franz Friedrich Otto Ciro von Hohenzollern, il bambino più studioso della classe, oltre che lievemente milionario.

“Oh, brava… io al mio piccolo Hans Franz Friedrich Otto Ciro, che tra l’altro è a casa ad imparare l’Aramaico antico, mentre le vostre piccole canaglie saranno sicuramente in giro a bighellonare, ho fatto fare il giro dei Musei d’arte con esposizioni di opere del 1800. Per divertirci, poi, abbiamo fatto un gioco: bendavamo Hans Franz Friedrich Otto Ciro e lui doveva riconoscere i quadri dall’odore. Ancora rido se ripenso quando al Museé d’Orsay ha scambiato la Colazione sull’erba di Manet con il Bal au moulin de la Galette di Renoir…OH OH OH (la risata in “Ah” è troppo volgare)… che divertente… i nostri amici giapponesi si sono fatti una bella risata”

“Eh sì, questi giapponesi sono dei simpaticoni! Anche noi qualche conoscenza giapponese” faccio io

“Era la Famiglia Imperiale

“Ah ok”

“E voi cosa avete fatto, invece?” mi sento chiedere…

Deglutisco lentamente. Rifletto un momento e, con la stessa flemma di Alberto Angela in “Passaggio a Nord Ovest”, rispondo

“Abbiamo coinvolto i bambini in una avventurosa campagna di rinvenimento esoscheletri in aree prospicienti il bacino marino adriatico”

“Ah, cioè?”

“Abbiamo cercato le conchiglie sulla spiaggia”

photo credit: pixabay – Mariamichelle


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