IL SENSO DI COLPA - Mammeacrobate

 

il senso di colpaCosa fa la differenza tra l’uomo e la donna? Anzi piu’ precisamente tra un papa’ e una mamma? Domanda da un milione di dollari! Una delle tante risposte possibili a questa annosa questione si puo’ trovare nel titolo che ho scelto per questo post: il senso di colpa.

Definire cosa sia esattamente questo senso di colpa e da cosa derivi sarebbe un’impresa troppo ardua, che preferisco lasciare a psicologi ed esperti. Quello di cui sono certo e’ che c’e’… c’e’ eccome! E di questa “malattia”, o meglio di questa “deformazione professionale”, mi sento onestamente di dire che soffre in particolar modo la categoria delle mamme. Nei confronti dei propri pargoli (solo nei casi piu’ gravi simili sensazioni possono estendersi fino a coinvolgere anche i mariti ) le mamme si sentono in colpa. In colpa di cosa? Ma di un sacco di cose…di tutto cio’ di cui ci si puo’ sentire in colpa e anche di piu’.

 

Si sentono in colpa se passano troppo poco tempo coi bimbi la sera dopo una lunga giornata di lavoro e anche se, dopo una giornata intera trascorsa con loro, perdono un po’ la pazienza o la fantasia per giocare bene insieme. Si sentono in colpa se il bimbo si ammala perche’ si ritengono responsabili di averlo coperto poco, facendogli prendere freddo, oppure troppo, facendolo sudare, oppure entrambe le cose nel caso in cui non ricordino se il giorno prima faceva freddo o caldo.

E la situazione peggiora col tempo perche’ aumentano le interazioni del bimbo col mondo e quindi i possibili motivi di insoddisfazione per il proprio agire nelle varie circostanze.

 

E i papa’? Beh… dopo una giornata passata con i bimbi si sentono giustificati nella richiesta di prepensionamento per lavoro usurante e, se giocano con loro la sera, reclamano l’indennita’ da lavoro notturno con doppio stipendio. E se il pupo si ammala? Ottimo! Quello che non uccide fortifica (e poi cosa sara’ mai un raffreddore?).

 

Questa opposta percezione della realta’ deriva, secondo me, dal diverso termine di paragone con cui mamme e papa’ si confrontano.
Il sentimento di colpevolezza tipicamente femminile, quel senso di inadeguatezza, quel “non essere all’altezza” che avvelena le giornate delle donne non derivano altro che dal confronto con la terribile “SUPER MAMMA”.

La super mamma e’ un po’ la chimera degli antichi greci. L’animale mitologico aveva coda da serpente e corpo di leone, la nuova dea del focolare possiede invece: il fisico di Ilary Blasi (che sgambetta  magrissima in TV a poche settimane dal parto), le capacita’ culinarie di Nonna Pina (quella delle tagliatelle), l’amore gratuito e incondizionato di madre Teresa, l’intelligenza di Rita Levi Montalcini, la dolcezza di Biancaneve e la passionalita’ di Jessica Rabbit (ok ok questo ce l’ho aggiunto io). Dopo questo confronto, stranamente, la mamma media si sente lontana mille miglia da come vorrebbe essere.

Ah, la super mamma! Si alza alle 5 del mattino, lava stira spolvera e prepara la colazione; ha sempre un sorriso per il proprio bambino, conosce mille giochi divertentissimi, e’ allegra e spensierata; i suoi figli non si ammalano perche’ i germi si fermano rispettosamente fuori dall’uscio di casa; lavora ma riesce a non far sentire ai pargoli la sua mancanza perche’ in pausa pranzo, prima o dopo la palestra dove si reca per tenersi in perfetta forma, passa a dar loro una carezza. Quando ritorna a casa poi, non solo non e’ stanca ma la gioia la pervade e, in preda al sacro fuoco dell’amor materno, trasforma la propria casa in una sorta di paradiso terrestre.

 

Vi svelero’ un segreto: la super mamma non esiste. Lo so, e’ un po’ brutale dirlo cosi’ ma… fidatevi, non esiste.

 

I bimbi si ammalano (e spesso), lavorare e’ faticoso (infatti si viene pagati, per entrare a Gardaland invece paghiamo noi. Poi si potrebbe discutere del fatto che si e’ pagati troppo poco e che Gardaland costa troppo ma questa e’ un’altra storia). Se in pausa salti il pranzo per andare in palestra poi rischi pericolosi cali di zuccheri e non sarebbe umano fregiarsi di un perenne sorriso e un’inesauribile pazienza.

 

Ma allora qual e’ il segreto per non sentirsi in colpa per tutto questo? E’ un concetto semplice che i papa’ naturalmente sanno…forse perche’ a loro volta lo hanno appreso dai loro padri o perche’ e’ innato nel loro DNA e nella loro forma di sensibilita’:  anche se sono stanco ti voglio bene, anche se non sorrido fuori sorrido dentro, se ti ammali ti coccolo senza compatirti troppo e se non riesco a tenere specchi e  vetri puliti …beh in fondo per un bimbo uno specchio senza ditate e’ come le fragole senza panna…non da soddisfazione.

Nonostante cio’ mi rendo pero’ conto dell’impossibilita’ di riuscire razionalmente a  convincere una mamma a non sentirsi in colpa. E’ come se un ottimista provasse a far dire ad un pessimista che il bicchiere e’ mezzo pieno.

Proviamo cosi. Io non diro’ che il bicchiere e’ mezzo pieno, tu non dirai che e’ mezzo vuoto…ma insieme conveniamo che l’acqua nel bicchiere c’e’.

Author

Laura Campagnoli, mamma di Tommaso e Francesco, una passione irrefrenabile per tutto ciò che ruota intorno alla casa ma incapace di gestirla (la casa), un marito superattivo eco-addicted e un lavoro più che full time. Pigra fisicamente ma non di mente. Acrobata come tante mamme in (precario) equilibrio tra lavoro, casa, bimbi, marito, amiche, genitori e nonni, hobby e sport (poco)… e non necessariamente in quest’ordine!