'ettomio: il lettino montessoriano a casetta adorato dai bambini | Mammeacrobate

La gestione della nanna non è mai stata il mio forte. Giacomo, che ha 4 anni, fino a poco tempo faceva fatica ad addormentarsi nel suo lettino e sgusciava nel nostro quasi tutte le notti, se ci andava bene verso mattina. Ci siamo arrovellati tanto su quali errori avessimo fatto, sicuramente non siamo mai stati rigidi sulla nanna, ci è sempre piaciuto tenere i nostri bambini vicini, siamo amanti delle coccole e della condivisione. Però quando ci si ritrova in 4 ogni notte, beh, diventa difficile riposare al meglio. Ed è qui che è entrato in gioco ‘ettomio, in un momento oltretutto ideale, quello della quarantena da Coronavirus. ‘ettomio (che prende il nome proprio dal modo dei bimbi di dire “letto mio”) è un lettino montessoriano a forma di casetta. È stato amore a prima vista. E non solo estetico! Vi racconto tutto.

‘ettomio: lettino a casetta 0-10 anni

Era tempo di cambiare letto, Giacomo dormiva ancora nel suo lettino Ikea da bimbo, con la spondina, ma le gambe iniziavano ad arricciarsi ed era ora di passarlo al fratellino, a sua volta costretto in una culla. Non solo, le ancora frequenti sveglie notturne e la fatica ad addormentarsi da solo ci obbligavano a lunghe mezz’ore seduti al freddo nella sua camera, o peggio sdraiati per terra. Volevamo un letto che permettesse a noi di sdraiarci accanto a lui se ne avesse avuto bisogno, e a lui di sentirsi a proprio agio, come un “grande”. ‘ettomio è stata la soluzione perfetta: questo lettino montessoriano cresce con il bambino, e nella nostra versione, la L, va da 0 fino a 8-10 anni. Insomma, un investimento sì importante, ma che accompagna i bimbi per molto tempo.

Mi ha incantata subito la cura per i dettagli e l’attenzione alla qualità delle materie prime: ‘ettomio infatti è realizzato interamente a mano dal falegname Nicola, che utilizza per crearlo a mano più di 10 chili di legno di abete massello, e 20 ore del suo lavoro. Il legno è sbiancato, verniciato ad acqua e il tetto è in tessuto di cotone 100% e fermato al lettino con dei laccetti, che a mio parere lo rendono ancora più bello e permettono di decorare il lettino con accessori, come carillon e luci notturne.

Esistono dimensioni diverse di ‘ettomio: la S 120×60, la misura del lettino a sbarre, dunque può sostituire la culla e va bene fino a 4-5 anni, la M 140×70, una misura intermedia, adatto ai bimbi fino ai 6-8 anni, la L 160×80, la nostra, perfetta fino ai 10 anni. E infine una nuova versione da una piazza, 190×80, che dura per sempre perché ha un cassettone che può essere acquistato quando il bimbo desidera un letto più alto.

Nel caso di bebè, si può inserire una staccionatina di 30 cm, così che il cucciolo non rotoli fuori durante la notte.

Il materasso a futon (100% cotone naturale), come anche il materasso Righette in schiumato naturale dello spessore di 14 centimetri, regala ai bambini l’autonomia di salire e scendere dal letto da soli (ora lo fa anche Edoardo, che non ha ancora 1 anno!) e di sentirsi liberi, oltre a riposare comodi grazie alla qualità del materasso.

Autonomia e libertà con il lettino montessoriano ‘ettomio

‘ettomio per noi è stata una sfida. Non era solo questione di caratteristiche o di bellezza, ma di trovare il letto giusto per regalare a Giacomo finalmente la libertà di riposare serenamente, di godere al meglio della sua cameretta, e in fondo di migliorare la qualità del sonno di tutti noi. E, beh, ha funzionato. Sì, perché ‘ettomio è diventato un rifugio, ancora di più in questi giorni in cui la casa viene vissuta h24 e si ha bisogno di tante e più coccole.

‘ettomio ha regalato nuove routine: la lettura di libri “lunghi”, come li chiamiamo noi, ovvero le storie a capitoli, da grandi, da dividere in più giorni, prima della nanna del pomeriggio e di quella della sera. Il gioco del campeggio, con colazione con tavolino sul letto, o quello del cinema, con il computer e cartoni direttamente a letto.

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Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.