Congedi per i papà: cosa sono e chi ne ha diritto

La scorsa settimana abbiamo parlato di una delle varie misura a favore della genitorialità a disposizione delle mamme e dei papà, l’indennità di congedo parentale.

Una misura che prevede un periodo di astensione facoltativa dal lavoro fino al compimento degli 8 anni di età del proprio figlio – oppure entro gli 8 anni dall’arrivo in famiglia se minore adottato o affidato – che è sempre più richiesto, con un forte aumento anche da parte dei papà.

Un provvedimento pensato per sostenere la condivisione del ruolo genitoriale, alla quale si è aggiunto con la riforma Fornero del 2012, un’altra misura a sostegno della paternità, il congedo obbligatorio e facoltativo per i papà.

A chi spetta?

Ai padri lavoratori dipendenti che possono utilizzarlo entro 5 mesi dalla nascita del figlio (ma anche in seguito ad adozione o affidamento) occorsa a partire dal 1°gennaio 2013.

A cosa da diritto?

A un giorno di congedo obbligatorio il primo, e uno o due giorni di congedo facoltativo anche continuativi, il secondo. Va ricordato che nel primo caso si tratta di un diritto indipendente dal fatto che la mamma usufruisca o meno del proprio congedo di maternità, mentre nel secondo è legato alla scelta di quest’ultima di non usufruire di un numero pari di giorni.

Al padre lavoratore dipendente viene riconosciuta – sia per i giorni di congedo obbligatorio che facoltativo – il 100% della retribuzione.

Come richiederlo?

  • se è prevista una forma di pagamento a conguaglio è necessario informare il datore di lavoro a mezzo comunicazione scritta, con un preavviso di almeno quindici giorni dal periodo di congedo; se richiesto per la nascita, è necessario fornire anche la data presunta del parto;
  • se è erogato direttamente dall’INPS, le domande possono essere presentate dai padri lavoratori, direttamente o attraverso i patronati o le sedi Inps.

Un passo verso un nuovo modo di guardare alla paternità, che per quanto piccolo – anzi piccolissimo – rappresenta un altro segnale del cambiamento che tutti ci auguriamo avvenga nelle politiche di welfare, ma soprattutto nella nostra cultura, perché le pari opportunità, secondo noi, oltre che in termini di giorni e mesi di astensione dal lavoro si misurano con la presenza di un sistema condiviso di responsabilità e impegno.

Voi cosa ne pensate? I vostri compagni ne hanno usufruito?

 

Fonti: Inps

 

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Digital Lover e socialmediaholic, da sempre web addicted e dal 2007 anche mamma (acrobata) di Arianna e dal 2012 di Micol. Mammeacrobate è la mia terza creatura! Qualcosa di me la trovi anche qui www.manuelacervetti.com