Asilo, nonni o baby sitter? Scelte a confronto

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Il momento del rientro al lavoro dopo la maternità è sempre preceduto da pensieri riguardanti l’affidamento del piccolo durante le ore del distacco. Talvolta la scelta tra nido, nonni o tata è obbligata da condizioni economiche o familiari, altre volte le mamme hanno la possibilità di decidere ciò che ritengono meglio per il proprio bimbo, e anche per sé. Qualora si possa scegliere, è molto importante che la valutazione tra l’una o l’altra soluzione tenga sempre conto del benessere di entrambi, mamma e bimbo. Non esiste una soluzione ideale, quella migliore è quella che permetterà alla mamma di tornare al lavoro più tranquilla, così che possa trasmettere tranquillità al suo bambino. 

Proviamo a vedere i “pro” e i “contro” delle diverse possibilità, dal punto di vista della mamma e del bambino.

Asilo nido

I piccoli fino a 12/18 mesi sarebbe meglio avessero a disposizione una persona che si occupa di loro in esclusiva o quasi. In questa tenera età è importante che ci sia un adulto pronto a rispondere ai bisogni del singolo bambino, alle sue richieste di comunicazione e attenzione e che rispetti le specifiche esigenze di sonno, gioco e fame. Per i lattanti il nido non fornisce una situazione ottimale, dovendosi i piccoli adeguare ad una routine “standardizzata” e dovendo dividere le braccia e gli occhi di un’educatrice con almeno altri 5 piccini. Inoltre la “socialità” vera e propria non compare fino ai 2-3 anni, quindi la compagnia dei coetanei è per i più piccoli fonte di confusione piuttosto che di apprendimento e gioco.

Ambiente a misura di bambino

Un lato positivo è che il nido assicura un ambiente adatto all’età e al 100% su misura di bambino, che può quindi esplorare liberamente lo spazio e trovare molti stimoli senza correre pericoli. Inoltre le educatrici hanno conoscenze e competenze per occuparsi dei bambini al meglio.

Vita in comune

Frequentare un asilo nido, inoltre, abitua alla vita comunitaria, a seguire routine e regole, preparara alla scuola d’infanzia e per i bambini dai 18-24 mesi è un’occasione di gioco, attività e apprendimento derivanti anche dalla compagnia dei coetanei.

Una sicurezza per la mamma

Per la mamma il nido è rassicurante, il figlio viene affidato a mani qualificate, in una struttura soggetta a norme che ne garantiscono sicurezza e igiene. Inoltre è poco frequente che nascano conflitti educativi e sentimenti di gelosia verso le educatrici che restano col piccolo in sua assenza e anzi, talvolta le operatrici del nido possono anche rivelarsi un sostegno nel dare consigli e supporto alla mamma.

Frequenza regolare

Se si sceglie di iscrivere il proprio figlio all’asilo nido è importante cercare di garantire una frequenza regolare, nei limiti del possibile e delle malattie del piccolo, altrimenti l’inserimento andrà ogni volta iniziato da capo. Il piccolo deve mantenere familiarità con l’ambiente, le educatrici e gli orari del nido.

Baby sitter

Affidare il proprio figlio ad una baby sitter offre il vantaggio, unico per lui, di rimanere nel proprio ambiente domestico mantenendo le normali abitudini e restando nel luogo a lui più caro e familiare. Questo aspetto è comodo anche per i genitori che non sono legati a spostamenti e orari se non quelli relativi ai propri impegni.
Ad una tata inoltre si possono dare direttive da seguire con più libertà, visto che il suo lavoro è unicamente quello di occuparsi del bambino.

Rapporto di fiducia

Per la mamma è cruciale il potersi fidare della persona scelta. I nonni li si conosce bene, il nido offre garanzie “istituzionali” mentre per quanto riguarda la baby-sitter la fiducia va ricercata nelle referenze e nel rapporto che si instaura con leiPer il bambino è importante che la persona che si occuperà di lui possa continuare a farlo nel tempo. Il piccolo di norma si affeziona molto alla sua Tata e sarebbe auspicabile non cambiarne molte nel giro di pochi anni.

Per la scelta di una baby sitter è possibile affidarsi a servizi come ad esempio Sitter Italia by Sitly che mette in contatto tate e baby sitter con le famiglie, aiutando i genitori a trovare la persona perfetta per la cura del proprio figlio.

Nonni

Affidare il bimbo ai nonni è di norma garanzia che verrà seguito da persone che gli vogliono bene e che sono intenzionate a far quanto loro possibile per il suo benessere. Eventuali difficoltà derivanti da questa scelta sono strettamente dipendenti dal rapporto che la mamma ha con i propri genitori o con i suoceri che si rendono disponibili a stare col nipote mentre lei lavora.

Situazioni di conflitto

Non è infrequente che capiti di trovarsi in situazioni di conflitti riguardo all’educazione (i nonni tendono ad essere più permissivi e non sempre è possibile dar loro indicazioni sulla condotta preferibile da tenere con il nipotino) complicati dal fatto che la gratitudine per quello che fanno rende talvolta più difficile permettersi di scontrarsi con loro.

Ai nonni bisogna inoltre chiedere di modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, non solo accogliendo un piccolino che occuperà la giornata in modo consistente, ma anche impegnandosi a svolgere delle attività con lui, come ad esempio lunghe passeggiate fuori casa o frequentare spazi in cui giocare con altri bambini.

Gelosia verso i nonni

Un altro aspetto da considerare è il sentimento di “gelosia” che a volte alcune mamme possono provare nei confronti della persona che si occupa del figlio per la maggior parte della giornata. Questo si verifica maggiormente quando il bimbo si affeziona molto alla nonna paterna: accettare con gioia che il proprio figlio sviluppi un attaccamento primario verso la suocera non sempre viene così naturale.

Mai andare via di nascosto!

Qualunque sarà la scelta che farete riguardo all’affidamento dei vostri figli nelle ore lavorative è fondamentale cercare di essere quanto più serene possibili riguardo al fatto che lo state lasciando in buone mani. Il bambino fin da piccolissimo percepisce l’ansietà materna, o al contrario, la sua fiducia verso le persone a cui lo affida.

Quando lo si lascia è sempre importante congedarsi salutando il piccolo dicendogli che si tornerà da lui (quando si sveglierà/dopo il pranzo/prima di cena, etc) dicendogli sempre la verità. Mai andare via di nascosto! Il piccolo deve potersi fidare del fatto che la mamma non sparisce senza avvisarlo. Inoltre, non esitate in saluti lunghi e troppo calorosi quando il piccolo si dispera e vi chiede di restare: gli darete l’illusione di poter trattenere la mamma protestando e gli trasmetterete il messaggio che il distacco è molto doloroso. Va invece sottolineato che lo si lascia per ritornare e che nel frattempo resterà con persone amorevoli in una situazione buona e piacevole.

 

Post in collaborazione con Sitter Italia by Sitly

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Autore del post

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