Storia di Natale #23: Yoel il pastorello e La ragazza che amava danzare | Mammeacrobate

Calendario dell’Avvento di Mamme Acrobate, ecco la storia di Natale del 23 dicembre che potrai leggere insieme al tuo bambino!  

Yoel il pastorello

Era una notte luminosa e serena, le pecore dormivano tranquille e il fido cagnolino di Yoel se ne stava seduto accanto al suo padroncino, dormicchiando di tanto in tanto. Il bambino osservava pensieroso il piccolo villaggio di Betlemme dall’alto della sua collina, gli piaceva seguire con lo sguardo i vagabondi delle locande per vedere che cosa combinavano per strada. La luna e le stelle, quella notte, erano particolarmente luminose, e la luce illuminava tutto quasi come se fosse giorno.
Gli altri pastori erano più lontani da lui perchè si occupavano di altre greggi e ognuno aveva trovato un riparo improvvisato per il freddo di quella notte.
Yoel era un acuto osservatore e, qualche ora prima, aveva notato una coppia con un asinello avvicinarsi alla stalla mal messa di uno degli alberghi. Evidentemente non c’era posto per loro e hanno preferito quella sistemazione così scomoda e modesta. Si ritrovò a pensare alla sua famiglia, che abitava in un villaggio molto più lontano e probabilmente non se la passavano altrettanto bene: con il suo lavoro di pastore avrebbe aiutato come poteva e avrebbe assicurato un po’ di cibo alla sua sorellina malata.
Ecco che, all’improvviso, le orecchie del suo cagnolino si drizzarono di colpo e l’animale si mise in allerta. Yoel non fece neppure in tempo a rendersi conto di cosa stava accadendo che una luce accecante lo assalì. Si coprì il volto e urlò il nome dell’animale, cercando di capire se fosse ancora lì con lui o se era scappato via. Ma, in tutta risposta, udì una voce soave, serena, che gli disse: “Rallegrati, è nato” e la luce scomparve con la stessa velocità con cui era arrivata. Yoel ricominciò a vedere e notò che il cagnolino non era fuggito ma era rimasto accanto alle sue gambe, tranquillo, come se sapesse. Al di là della collina sentì dei rumori e vide gli altri pastori in movimento, con i loro greggi e gli animali tutti svegli.
Non aveva capito nulla ma seguì i suoi compagni e si incamminò verso Betlemme.
Mentre correva insieme alle pecore, un altro pastore più adulto gli disse: “L’hai vista?” e indicò il cielo col dito. Yoel si fermò e guardò in alto: una stella enorme, luminosissima, capeggiava nel cielo e sembrava ferma proprio sopra alla stalla di quell’albergo dove aveva visto rifugiarsi la coppia con l’asinello.
Quando finalmente arrivò nei pressi di quel luogo, vide che tutti non capivano cosa era accaduto e di chi fosse la voce che tutti avevano udito. Nessuno osava entrare nella stalla e, mentre stavano decidendo il da farsi, si sentì un pianto di neonato.
Yoel si fece coraggio ed entrò e vide una donna dal sorriso dolcissimo che teneva in braccio un neonato, l’uomo che le era accanto cercava di coprirli alla meglio con la paglia e l’asinello teneva loro caldo con il calore del suo corpo.
“Come si chiama?” chiese timidamente, indicando il bimbo.
“Gesù… vuoi dargli un bacio?” rispose la donna, guardandolo con due occhi splendenti come le stelle del mattino.
Yoel si avvicinò e osservò il neonato: ebbe l’impressione di guardare una cosa straordinaria, mai vista prima. Lo baciò timidamente sulla fronte e, per un istante, vide la sorellina dormire tranquilla nel lettino di casa sua. Era serena.
La signora disse a Yoel: “Torna dalla tua famiglia e annuncia loro che questa notte è nata la Speranza”.
Il cagnolino del pastorello spuntò tra le sue gambe e abbaiò di gioia. Yoel corse via, mentre tutti gli altri pastori iniziavano a entrare, corse fino a quando il respiro gli venne meno. Si fermò ansimando e si voltò verso la stella cometa che brillava sopra di loro: aveva capito che quella era la notte che tutti aspettavano da tempo e che la sua sorellina, da quel momento, sarebbe stata finalmente bene.

Storia scritta da Lara Rigo, blogger di nascecrescerompe.wordpress.com

La ragazza che amava danzare

C’era una volta una giovane ragazza di nome jasmine che amava trascorrere il Natale con la sua famiglia ed il suo fidanzato. Jasmine amava la danza e si dedicava ad essa ore ed ore al giorno. Un pomeriggio d’ inverno, però, la ragazza scoprì di avere una rara malattia che l’avrebbe portata di li a poco su una sedia a rotelle. Per il suo Natale aveva  deciso di organizzare una grande cena in famiglia con serata di ballo al seguito, non voleva pensare a tutti i problemi che la malattia le stava causando.

Mancavano pochi giorni al Natale, ma una mattina Jasmine, nel tentativo di alzarsi dal letto, si accorse che le sue gambe era come se non le appartenessero più. Chiamò la madre la quale non poté che constatare che la malattia stava facendo il suo corso. Jasmine era distrutta ,addio ballo di Natale a cui teneva molto. La sera il suo fidanzato andò a trovarla e, vedendola così triste, provò ad aiutarla. Il suo ragazzo sapeva che Jasmine probabilmente non avrebbe più riacquistato l’uso delle gambe e intanto mancavano pochissimi giorni al Natale. Decise così di costruire una macchina che potesse aiutare la sua fidanzata e che potesse restituirle la gioia di vivere.  Lavorò ininterrottamente per giorni ultimando, per la vigilia di Natale, tutto il lavoro.

Era riuscito a realizzare una macchina, “indossabile” come un vestito, straordinaria che riproduceva esattamente i movimenti umani; era come un pantalone metallico flessibile che riusciva grazie a delle sospensioni ad ammortizzare gli urti col terreno ed a mantenere le gambe il posizione perfettamente corretta. Quando ormai le speranze di guarigione di Jasmine si erano esaurite ecco che il suo fidanzato arrivò con la sua invenzione.

La notte di Natale, così, Jasmine riuscì a ballare come desiderava e, nei giorni seguenti, grazie alla sua forza d’animo e alla tenacia del suo fidanzato, riuscì, lavorando con la macchina, a riacquistare parzialmente la mobilità degli arti. La ragazza capì che non bisogna mai arrendersi, quando tutto sembra perduto, la vita riserva sorprese che neppure riusciamo ad immaginare.

Storia scritta da mamma Michela I.

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Digital Lover e socialmediaholic, da sempre web addicted e dal 2007 anche mamma (acrobata) di Arianna e dal 2012 di Micol. Mammeacrobate è la mia terza creatura! Qualcosa di me la trovi anche qui www.manuelacervetti.com