Vivere senza la TV è possibile?

Non è una provocazione, ma solamente un invito alla riflessione che nasce dalla mia esperienza personale. Causa lavori sul tetto, tre anni fa abbiamo dovuto smontare l’antenna della TV rimanendo per alcuni mesi senza segnale, ma con due bambini abituati a vedere i loro cartoni animati e noi i nostri telegiornali e programmi di approfondimento.

Passata la perplessità iniziale dei piccoli che continuavano ad accendere la TV e a rimanere davanti ad uno schermo vuoto, ci siamo organizzati programmando per ogni sabato mattina una visita alla locale biblioteca, fornita oltre  che di libri, di DVD sia di cartoni animati sia di film.

È nata così l’abitudine di scegliere ogni sabato cosa vedere durante la settimana, con i seguenti risultati:

  • quando i bambini decidono di vedere la TV, scelgono un DVD e lo guardano fino alla fine, abolendo la fastidiosissima abitudine allo zapping (dovuta alla noia di non trovare programmi interessanti senza decidere semplicemente di spegnerla);
  • la TV è diventata un mezzo da guardare con “consapevolezza”: non si accende più e basta, guardando quello che in quel momento la programmazione offre, ma si accende solo quando si sceglie che quello è il momento di vedere un cartone che si ha voglia di vedere. Se non è il momento, perché ad esempio è l’ora di andare a tavola, i bambini semplicemente aspettano a far partire il DVD, anziché intavolare una lotta senza fine perché inizia il loro programma preferito e non lo vogliono perdere;
  • quando arrivano Natale o il compleanno e devono decidere cosa vogliono di regalo, impiegano qualche giorno a scrivere la letterina, pensando e ripensando a cosa desiderano, anziché, come succedeva prima, snocciolare una lista infinita di giochi che avevano visto in TV;
  • non essendo oggetto quotidiano del bombardamento di pubblicità, capita molto meno che martellino chiedendo: “Mi compri questo, mi compri quello?”;
  • durante la settimana, la TV viene usata dai bambini quando hanno finito i compiti e il tempo non permette loro di giocare fuori. Il venerdì e il sabato sono le serate deputate al “film in famiglia”: io e mio marito scegliamo il film da vedere tutti insieme. Non essendoci stato il braccio di ferro tutta la settimana su chi deve vedere cosa (perché magari all’ora del telegiornale comincia anche il loro cartone animato preferito), i bambini sono più disponibili a vedere un film da grandi (ovviamente con contenuti adatti a loro). Quindi tutti sul divano, sotto la coperta, e poi si parla di cosa si è visto, se è piaciuto, che sensazioni e pensieri ha suscitato in ciascuno di noi. Più volte è successo che i bambini il giorno dopo hanno voluto riguardare il film visto insieme la sera prima perché li ha colpiti o incuriositi;
  • se hanno dei cartoni animati che vogliono vedere ma che non possono essere reperiti in biblioteca, usufruiamo di Youtube e su internet i bambini possono vedersi le puntate preferite. Con la semplice ma fondamentale accortezza di controllare a quali contenuti hanno accesso, internet è un altro mezzo utilissimo per vivere la TV in maniera meno passiva, visto che i bambini devono prima pensare a cosa vogliono in quel momento vedere anziché “subire” la scelta della programmazione dei canali. E soprattutto sono nuovamente protetti dal bombardamento indiscriminato della pubblicità. Così mia figlia guarda Violetta come le sue compagne, ma non viene inondata di spot che cercano di venderle qualunque cosa con la faccia della sua eroina.

Certo, direte voi, è facile finché sono alle elementari. Poi crescono e vedrai…

È  quello che anche io e mio marito ci diciamo. Ovvero che non potremo tenerli “isolati” per sempre. Ma educarli ad una scelta consapevole dei contenuti che vedono anziché “inghiottire” qualunque programma perché in quel momento ci si annoia e la TV fa compagnia, questo  sì lo possiamo fare.

Così come possiamo proteggerli da un mondo televisivo che spesso considera i bambini come una fetta di mercato importante a cui vendere di tutto, anziché persone che possono essere fortemente influenzate e impressionate da quel che vedono e sentono e di cui avere la massima cura.

Questa testimonianza non vuol essere una condanna a quei genitori che decidono di far vedere ai bambini la TV, sicuramente ricca di molti programmi adatti e di pregio, ma solo il racconto di un’esperienza diversa.

E per dire a quanti vorrebbero fare una scelta simile, che non è poi così difficile, che i bambini si adattano se i genitori sono convinti e fermi nella loro decisione, che la TV  è uno strumento che si può plasmare in base alle nostre esigenze.

photo credit: Josh Hartman via photopin cc

Author

Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603