Un museo a misura di bambini come lo immagini?

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un museo a misura di bambiniLa mia numeroUno, oggi 11enne, è cresciuta a latte e arte. Lavoravo in una società che organizzava mostre d’arte, l’ho allattata in ufficio, nella sala riunioni faceva il pisolino e nel cucinino prese la sua prima pappa. Non avevo ancora firmato il contratto che scoprii di essere finalmente incinta, “e adesso?” — pensai — ma il capo disse: “per me è solo una buona notizia!”. Di quei capi non ce ne sono più in giro…

Mi veniva a trovare mentre allestivo le mostre, sgambettava nelle sale dei musei inseguita dalla nonna di turno che mi aiutava, puntava il suo nasino verso quei misteriosi oggetti tanto preziosi per gli adulti, la ricordo alle preview e ai laboratori didattici che organizzavamo.

Da allora non ho mai smesso di portarla con me nelle mostre e nei musei, di condividere con lei e poi con numeroDue e numeroTre la mia passione per l’arte. Da allora non ho mai smesso di pensare ai bambini al museo e coltivo il sogno di avere nel nostro paese le possibilità didattiche che vedo offerte in molti paesi stranieri. Le proposte educative sono molte, soprattutto per gruppi e scuole, ma a me piace condividere l’esperienza estetica uno a uno, o forse dovrei dire uno a tre!

Voglio andare al museo con i miei figli, condividere con loro quello che mi piace e piace loro e quello che proviamo davanti all’opera d’arte. Non cerco distrattivi come una piscina con le palline dove piazzarli mentre io vado a vedere la mostra, ma cerco qualcosa che possiamo condividere insieme nel poco tempo che ci resta dopo scuola, lavoro, attività sportive…

Dunque da mamma a mamma, come potrebbe essere una giornata al museo con loro?

1.            Potere. Io comincio dalle regole, già la parte più noiosa! Racconto loro che ci sono delle cose che non possono fare (poche), ma tantissime cose che possono fare. Ovviamente a loro piacciono di più queste ultime.

2.            Scegliere. Non è possibile vedere tutto e il loro tempo di attenzione sono è limitato. E’ meglio vedere poche opere selezionate e lasciare loro il tempo di osservare, fare domande ed esprimere i loro pensieri e le loro opinioni.

3.            Tacere. Non loro, io! Cerco di non parlare troppo e di non spiegare molto, ma di ascoltare, di chiedere, di lasciarli esprimere quello che vedono, quello che pensano, quello che sentono.

4.            Chiedere. I bambini hanno la testa piena di domande e valgono tutte. Davanti ad un’opera d’arte spesso ne hanno ancora di più. Li incoraggio a chiedere, a porre domande alle guide, al personale di vigilanza, a me. Le domande valgono più delle risposte, se non so cosa rispondere vale anche un “Non lo so!” oppure “Lo scopriamo insieme dopo a casa!”

5.            Giocare. Gioco con loro davanti all’opera d’arte. “Io vedo con il mio occhiolino, una cosa che inizia per…” è uno dei loro preferiti. Ma giochiamo anche a chi vede per primo un dettaglio nascosto, o a scoprire il mistero che c’è dietro un quadro!

6.            Fare. I bambini imparano facendo! Porto sempre con me carta e matite, li faccio sedere per terra davanti all’opera che scelgono e li incoraggio a disegnare, a copiare, proprio come fanno gli artisti con i maestri del passato. Diventano protagonisti della loro visita al museo, e si sentono artisti per un giorno!

7.            Livellare. Al museo le opere non sono ad altezza di bambino. Allora cerco di mettermi al loro livello! E grazie al nuovo punto di vista imparo a vedere cose nuove, dettagli che prima non notavo.

8.            Rappresentare. Chiedo sempre ai miei bambini di rappresentare con il corpo la posa o il gesto del protagonista del quadro o della scultura. I bambini non hanno vergogna e lo fanno. Facciamolo con loro, senza pudori e proviamo a sentirci per un attimo la Nike di Samotracia, piuttosto che la Venere di Botticelli, o ancora la Libertà di Delacroix.

9.            Raccontare. Uno dei giochi che ci piace fare insieme è raccontare la storia di quel quadro, ci inventiamo i nomi dei personaggi ritratti, quello che pensano, quello che fanno, quello che sognano, e se non ci sono personaggi, facciamo vivere, pensare, parlare gli oggetti o le forme, come nei migliori cartoni animati.

10.          Ricordare. Alla fine della visita compro sempre una cartolina del loro quadro preferito. Ognuno ha il suo e diventa un’immagine appesa nella cameretta, un segnalibro che poi passa di libro in libro e continua a tenere vivo il ricordo di quella giornata al museo.

E tu come vorresti che fosse un museo a misura di bambino?

ArtKids e Kids Art Tourism hanno elaborato un questionario per raccogliere informazioni sul tema: un museo per i bambini.

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museo a misura di bambino

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a cura di Martina Fuga


Autore del post

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