Mio figlio si tocca: cosa fare con la masturbazione infantile?

La prima scoperta della sessualità nei bambini avviene attraverso l’esplorazione dei propri organi sessuali ed inizia molto presto, fin da quando durante il cambio del pannolino i bambini scoprono una parte del corpo – i propri genitali e le sensazioni che suscita il toccarli – solitamente “dimenticati” sotto strati di ovatta e stoffa. Ma mentre vedere un bambino di 2 anni che si tocca sul fasciatoio fa generalmente sorridere i genitori, i comportamenti masturbatori dei bambini più grandicelli mettono in difficoltà molti.

Ma c’è da preoccuparsi? L’attività masturbatoria nei bambini è assolutamente normale e sana, costituisce un’esperienza importante per il percorso di conoscenza del proprio corpo e delle sensazioni che la sessualità può provocare. Vivere con serenità le prime esperienze di scoperta del proprio corpo e della propria sessualità getta una base fondamentale per un rapporto sereno con la sessualità da adulti.

Mio figlio si tocca: la reazione dei genitori

I genitori dovrebbero:

  • evitare assolutamente commenti negativi che facciano pensare al bambino che sta facendo qualcosa di sporco, proibito, o sbagliato: le ricadute in termini di cattivo rapporto con la sessualità anche da adulti possono essere pesanti;
  • intervenire solo per insegnare ai propri bambini che anche se non c’è niente di male a toccarsi i genitali, lo si fa in un luogo appartato, non a scuola o a casa davanti ad ospiti, ma per esempio nella propria camera;
  • quando diventa una pratica che viene ripetuta con una frequenza eccessiva può invece essere il segnale di un accresciuto bisogno del bambino di essere calmato, contenuto, rassicurato: nel qual caso può essere utile parlarne con il proprio pediatra per capire insieme cosa sta succedendo. Aiutare il bambino a esprimere il disagio che sta vivendo e accogliere il suo bisogno di consolazione e contenimento generalmente fa sì che il comportamento masturbatorio smetta di manifestarsi con eccessiva frequenza.

Quando alla materna i bambini iniziano ad essere curiosi di esplorare la differenza tra maschi e femmine e iniziano i primi giochi sessuali tra loro, i genitori spesso fanno fatica a lasciarli fare serenamente, attanagliati dalla domanda: “e se fanno troppo?”.

Difficilmente i bambini possono andare al di là della semplice esplorazione, perché la loro immaturità sessuale ed il loro sistema ormonale ancora in parte dormiente non fa loro contattare il desiderio di un rapporto sessuale. Tuttavia, è fondamentale insegnare ai propri figli che possono e devono dire di no ogniqualvolta qualcuno proponga loro qualcosa che non vogliono fare, e questo vale ad ogni età della loro esplorazione sessuale.

In definitiva, se ci fermiamo a ricordare come è stato per noi da bambini troveremo molte risposte ai nostri interrogativi:

  • se abbiamo avuto la possibilità di giocare al dottore con qualcuno, ci accorgeremo che ripensare a quelle esperienze ci restituisce un senso di piacere innocente, di curiosa complicità che niente ha a che vedere che perversioni o comportamenti malati. Se è stato così per noi, perché non dovrebbe esserlo per i nostri figli?
  • se abbiamo invece avuto l’esperienza di essere stati sorpresi e brutalmente sgridati dai nostri genitori o da altri adulti durante qualche gioco sessuale solitario o con qualche coetaneo, probabilmente il senso di profonda vergogna, mortificazione e umiliazione bruceranno tuttora al solo ripensarci.

Informarsi sì, ma nel modo giusto!

Infine, dai 7- 8 anni in poi si fa sempre più strada la curiosità verso il sesso: come avviene un atto sessuale? Cosa significa che due persone fanno l’amore? Anche questa fase è assolutamente normale. Tutti i bambini di tutte le epoche sono stati curiosi di sapere, vedere, conoscere.

Alzi la mano chi di voi da ragazzino non è andato a vedere la definizione delle parole legate alla sessualità sull’enciclopedia o sul dizionario appena comprato per la scuola. Il problema nasce oggigiorno però dal fatto che al posto di dizionari ed enciclopedie, i nostri bambini vanno a cercare le informazioni in rete. Ed il rischio che per soddisfare la propria naturale curiosità si trovino davanti a foto o video espliciti, a carattere pornografico, diventa quasi certezza. E può costituire un’esperienza scioccante e molto disturbante per un bambino o una bambina in età prepuberale.

Il punto non è soffocare la naturale curiosità sessuale dei bambini, ma proteggerli da contenuti ed esperienze assolutamente inadatti. Sarà ciascuna famiglia a decidere cos’è meglio per i propri figli:

  • ritardare l’età di accesso a internet;
  • far accedere a internet i propri figli solo in una stanza comune dove c’è sempre un adulto che controlla quali siti vengono visitati;
  • utilizzare un software per il controllo parentale della navigazione in internet che blocca l’accesso a siti e contenuti non adatti ai bambini.

A voi è capitato? Come avete affrontato l’argomento?

photo credit: JesusLOVESyou – pixabay

Author

Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603