Come insegnare ai bambini a studiare alla scuola primaria

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Oggi mio figlio deve studiare geografia. Frequenta la terza classe della scuola primaria (terza elementare, quindi) e questo è l’anno in cui tradizionalmente i bambini cominciano a studiare le varie discipline, un impegno che richiede più tempo e sforzo da parte loro e, spesso, anche dei genitori.

A settembre avevo già sentito alcune mamme con bambini in terza elementare lamentarsi delle pagine di scienze, storia o altro da studiare per verifiche e interrogazioni, ma con mio figlio questo problema non si era ancora presentato e temevo un po’ il momento in cui sarebbe toccato a lui. Poi, qualche settimana fa, c’è stata l’assemblea di classe e in quell’occasione la maestra ci ha spiegato in che modo i bambini stanno iniziando studiare e come noi genitori possiamo aiutarli.

Imparare a studiare in terza elementare: come aiutare i figli?

Il punto di partenza è stato, come sempre da quando abbiamo iniziato la scuola primaria, che il compito assegnato per casa è del bambino e non del genitore. Non serve a nulla suggerire delle soluzioni o correggerne gli errori, e nemmeno litigare se il bambino non vuole fare i compiti: la responsabilità è sua e ne risponderà alla maestra. Nello studio, tuttavia, è richiesto un passo in più e noi genitori possiamo sostenere attivamente i bambini mentre imparano a farlo.

In che modo si inizia a studiare?

Si comincia con poche righe da imparare a memoria. Perché a memoria? Perché i bambini in questa fase hanno bisogno di acquisire una terminologia nelle varie discipline, che ancora non possiedono. Sostituire un termine specifico con uno generico, più semplice, può sembrare un aiuto ma in realtà compromette questo processo di acquisizione.

Lo studio è proposto attraverso delle domande-guida che il bambino scrive sul quaderno e che riguardano i concetti principali da apprendere. Per esempio:

“ Che cosa rappresenta il geografo sulla cartina politica?”

“ Che cos’è la preistoria?”

Sempre sul quaderno viene scritta la risposta a ogni domanda, che il bambino dovrà imparare a memoria, com’è stato già abituato a fare con le poesie.

Buona parte dello studio viene già affrontata in classe; l’argomento da studiare viene infatti costruito con il contributo attivo dei bambini, che pongono domande e cercano di dare risposte partendo dalla realtà che conoscono.

Metodo di studio per la scuola primaria

Mamma e papà possono aiutare i bambini a ripetere ad alta voce ciò che stanno imparando, ponendo loro le domande scritte sul quaderno e guidandoli a ripetere la risposta con le esatte parole formulate a scuola.

Naturalmente è fondamentale accertarsi che il bambino abbia compreso ciò che sta dicendo e che non si limiti a ripetere la lezione in modo meccanico; per farlo, si può riflettere con lui liberamente sull’argomento, portando esempi semplici e concreti.

Incoraggiate sempre vostro figlio perché, come ha ribadito la nostra maestra, “Tutti possono imparare a studiare!”. Se c’è bisogno di ascoltarlo molte volte facciamolo, senza innervosirci. Lasciamo magari che rilegga il testo più volte da solo e riascoltiamolo quando si sente pronto.

E se, nonostante l’impegno, alla fine vostro figlio non riesce a imparare la risposta? Niente panico! Non c’è nulla di male nell’andare a dire alla maestra che non si è riusciti a imparare qualcosa, anzi, lei potrà mettere in atto strategie per aiutare il bambino a studiare, iniziando con il concedergli più tempo.

Ogni bambino ha i suoi tempi di apprendimento

La scuola è per tutti e ogni bambino la vive in modo diverso, con il proprio stile di apprendimento e con i propri tempi, che una brava maestra sa comprendere, anche quando propone un metodo di studio che sarà la base per tutto il percorso scolastico.
Se in questo percorso noi genitori sapremo stare accanto ai bambini incoraggiandoli e senza sostituirci a loro, il cammino sarà certamente più sereno.

 

Diritto d’autore foto copertina: goodluz


Autore del post

Insegnante, autrice e blogger fondatrice di mammeimperfette.com, mamma entusiasta, e a tratti ancora incredula, di Fabio e Marco. Appassionata e avida studiosa di autostima per bambini, ne scrivo spesso sul mio blog e ho raccolto i consigli pratici più efficaci per svilupparla nell’ebook “Mamma, io valgo!” e nei video del Percorso Aiedi. “Aiedi” è l’approccio che seguo per accompagnare i miei figli nella crescita, in cui autostima, intelligenza emotiva e autodisciplina sono le tre risorse indispensabili da favorire nei bambini per aiutarli a crescere sicuri di sé, autonomi e capaci di essere felici. Due maternità nel giro di 18 mesi mi hanno cambiato la vita, in meglio, e mi hanno portato a riflettere su chi volevo davvero diventare “da grande”. Decisamente imperfetta e con tanta voglia di migliorare, sono convinta che se vuoi che le cose cambino, tu devi cambiare.