Esami in gravidanza, come funziona? Funziona male | Mammeacrobate

Parliamo degli esami da fare in gravidanza dai. Volete l’elenco? Sulla carta sono pochissimi. Ed è tutto facile, hai la richiesta del medico, hai le esenzioni perché sei incinta, hai la precedenza e non fai file etc. Questo nel mondo ideale.

Nel mondo reale, italiano, milanese, non funziona così. E scusate il post troppo lungo.

Intanto io ho fatto la scelta di avere una ginecologa privata che mi seguisse un po’. Sono scelte eh. L’altra volta non mi aveva praticamente seguito nessuno perché in ospedale chi c’era c’era e alla fine c’erano sempre persone diverse che neanche sapevano come mi chiamavo e se avevo bisogno, chiamavo un numero del reparto dove non rispondeva mai nessuno. Sfortuna? Può essere. Questa volta volevo semplificarmi un po’ la vita.

 

Volete che io sia onesta? Non è cambiato nulla. Quindi credo di essere io il problema (capitolo a parte)

Quindi la trafila è questa.

La ginecologa mi visita e mi fa un elenco di esami da fare. Dicendomi una vago “in questo mese”.
Per me in questo mese significa che me ne dimentico per circa un mese.
Poi mi sveglio e quindi devo passare dal mio medico per farmi fare le ricette.
Gli orari del mio medico ancora non li ho capiti dopo 10 anni.
Chiamo alle 8.00 del mattino e una voce della segreteria mi dice che:

Il medico è disponibile solo con appuntamento il lunedì dalle 9.17 alle 11.23, il martedì dalle 14.41 alle 15.32, il mercoledì dalle 18.25 alle etc. Per prendere appuntamento chiamare dalle 8.00 alle 8.30

Io riguardo l’ora e sono le 8.07 e c’è la segreteria. Che rimarrà attiva fino al giorno dopo.

 

Così inizia la trafila degli esami che non finisce se non al parto.

 

Perché cosa succede poi?

1) Vado dal medico senza appuntamento e mi tocca aspettare 12 ore in piedi in una sala piena di gente che tossisce in continuazione. Ad ogni colpo di tosse la concentrazione di batteri aumenta perché è vietato aprire le finestre “Perché si gela”. In qualsiasi stagione.
Una volta ottenuta udienza il medico mi cazzia perché non ho preso appuntamento, non mi da’ le ricette e mi fa sapere che saranno pronte il giorno dopo.
Io il giorno dopo mai sarò libera e passeranno altri x giorni indefiniti prima di riuscire a recuperare le ricette.

Poi c’è l’opzione 1/A: esami del sangue.
Facile, centro diagnostico, poca fila, precedenza alle gravide, vai, prelevi e torni. Dopo una settimana paghi e ritiri. Efficienza. La loro, la mia, è che mi dimentico di fare le urine la mattina, devo riportargliele un altro giorno, mando qualcuno a ritirare gli esami senza delega, dimentico il portafogli, sbaglio orari etc. Di fatto, ritiro gli esami praticamente il giorno in cui devo tornare dalla mia ginecologa e c’era una volta un re, seduto sul sofà… la storia ri-cominciò.

 

L’opzione 1/B invece è diversa: esame in ospedale.
Esempio: visita anestesiologica

Chiamo il numero verde: mi dia il numero della ricetta, il suo nome, il codice fiscale, la data di nascita, il nome del medico, la data di prescrizione, il codice di esenzione (Non c’è? Strano, torni dalla sua dottoressa a farselo mettere. Ok. Se no paga, sono 140€. Sti cazzi.), il codice in altro a destra, la barra in basso a sinistra, le impronte digitali etc. In quale ospedale vuole fare la visita? XXXX. Ok.
Ah no
Per questa visita deve chiamare direttamente l’ospedale xxx a questo numero in questi orari.

Ah ok.
Chiamo il numero. Non esiste.
Richiamo il call center dell’Asl, mi danno altri due numeri. Non risponde mai nessuno.
Chiamo direttamente l’ospedale. Mi consigliano di andare direttamente lì.

Mi prendo una mattina per sbrigare queste faccende e vado in ospedale.
Arrivo e dopo un paio di file a caso mi dicono che ho sbagliato fila/reparto/mondo e mi spediscono in un altro piano.
Altra fila e mi cazziano perché sono andata lì. Quelle cose si prenotano al telefono. Non si può fare in altro modo. A che numero? Xxxxxxxx
In che orario? Naturalmente rispondevano fino a 10 minuti prima questa conversazione.
Ok. Il giorno dopo chiamo negli orari suggeriti. Non rispondono mai.

Fino a quando una signorina incazzata come poche mi risponde, quello è il numero del reparto di ostetricia e loro stanno facendo nascere i bambini non prendono appuntamenti. E visto che tanto ho già un appuntamento per la visita ostetrica pre-parto posso chiedere direttamente lì.

Ah ok. Perfetto. Tutto sto giro per non dover fare niente, ma va bene.
Vado alla visita dopo circa due settimane e mi becco un altro cazziatone perché ormai è troppo tardi per prenotare la visita con l’anestesista che ormai non c’è più posto e devo farla da privato.

 

Sfortuna? Non lo so. So che vi voglio tanto bene a tutte, donne di pancia come me.

 

photo credit: 28925266@N03 via compfight cc

 

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Sono una – quasi - donna con un bambino di sei anni e una seconda cosina appena nata. Più tante, troppe, passioni: dall’uncinetto alla illuminotecnica! Non è facile coltivarle tutte e infatti non lo faccio, ma internet mi aiuta a sopperire alla mancanza di tempo e di energie: tutto quello che mi piace lo trovo in rete ed è in rete che trovate me, Castagnamatta.