Dolori di crescita nei bambini: come riconoscerli e cosa fare

La giornata sta finalmente per terminare, dopo la lotta quotidiana per far quadrare tutto, famiglia, lavoro, chiacchiere con le amiche, compiti dei figli. È il momento di mettere a letto i bambini e prendersi un po’ di tempo per se stesse. Il momento che, a dire la verità, aspettiamo tutte da quando è suonata la sveglia la mattina presto.

E invece no, perché arriva la fatidica frase: “mamma mi fanno male le gambe, vieni qui!”. Di cosa si tratta? I nostri nonni li chiamavano dolori di crescita e, come spesso accade, non sbagliavano più di tanto. Scopriamo di cosa si tratta e cosa possiamo fare per aiutare i nostri bambini.

Dolori di crescita, improvvisi e difficili da comprendere

Questi dolori, solitamente, arrivano di sera o quando i bambini si sono addormentati da poco. Molto spesso interessano le gambe e le ginocchia, ma mai in un solo punto preciso. Clinicamente sono dolori dall’insorgenza parossistica. Cosa vuol dire? Che iniziano improvvisamente e sono così acuti da svegliare il bambino e farlo piangere. E così i genitori si spaventano e non sanno come reagire. Per fortuna spariscono quasi subito. Durano qualche giorno, poi si attenuano, poi ricompaiono a distanza di qualche settimana, a volte anche di mesi. Non sono certo così forti da non permettere al bambino di svolgere le sue attività quotidiane o da lasciare conseguenze, ma sono comunque fastidiosi.

Quando compaiono i dolori di crescita?

Il periodo in cui i dolori di crescita si presentano più di frequente è l’estate, ma non è escluso che accadano anche durante il cambio della stagione. Iniziano già attorno ai 3 o 4 anni e accompagnano la vita dei bambini fino all’inizio dell’adolescenza, tranne in alcuni casi in cui continuano ancora per qualche anno.

A cosa sono dovuti i dolori di crescita?

La causa principale, da un punto di vista medico, è la crescita differenziale in lunghezza tra la parte esterna dell’osso (più rapida) e quella interna (più lenta). Questa differenza provoca una sorta di “stiramento” dei piccoli nervi che entrano nell’osso, molto sensibili, e provocano un dolore forte ed improvviso.

Cosa fare in caso di dolori di crescita?

Durante la crescita capita molto spesso che i bambini siano soggetti a tipici dolori, da non confondersi con altro tipo di problematica legata a disturbi ossei o muscolari. Quando si dice che “crescere è una gran fatica”, in genere ci si riferisce più che altro allo sviluppo emotivo, psicologico e cognitivo. Imparare tantissime nuove cose in poco tempo, un bombardamento emozionale continuo, dovuto all’ingresso all’asilo o a scuolaad eventi in famiglia come la nascita di un fratellino (o sorellina), a nuove amicizie e screzi con i coetanei… sono altrettanti fattori che entrano in gioco precocemente e che per quanto del tutto naturali e positivi, comunque provocano grandi scombussolamenti nei piccoli di casa.


Tuttavia, non dimentichiamoci che crescere è “stressante” anche dal punto di vista fisicoe non solo durante la pubertà, quando comincia la maturazione dei caratteri sessuali secondari. I cosiddetti dolori della crescita che molti bimbi lamentano, esistono davvero, e le mamme e i papà non dovrebbero mai sottovalutarli o (peggio), pensare che siano un modo escogitato dal figlioletto per attirare l’attenzione. Vediamo quando, come e perché si manifestano.

Dolori di crescita, quando e come si manifestano

Quando si parla di dolori di crescita, ci si riferisce ad un tipico fenomeno che compare tra i 5 e i 7 anni età, e che interessa moltissimi bambini, specialmente quando il loro sviluppo in altezza è repentino. In genere compaiono la sera, anche quando il bambino è già a letto, manifestandosi come dei crampi muscolari a volte anche abbastanza fastidiosi e prolungati. Le zone del corpo interessate sono gli arti inferiori: cosce, polpacci e anche i piedini cominciano a dolere, ma senza che si verifichino altri segnali allarmanti come gonfiori o arrossamenti. Dall’esterno non si nota nulla, per questo è facile non dare retta ai lamenti del bimbo, ma in realtà è normale che lui li senta! Le caratteristiche di questi dolori è la loro fase intermittente, ma quando compaiono possono durare anche per 10 minuti. Ma quali sono le cause organiche?

Dolori di crescita, le cause

I dolori della crescita sono generati dalla velocità del ritmo di allungamento di articolazioni, ossa e muscoli. In pratica, la membrana che avvolge le ossa e che si chiama periostio, per effetto dello stiramento sollecitato proprio dall’allungamento, provoca una sensazione dolorosa generalizzata che il bimbo percepisce senza riuscire ad identificarne esattamente la fonte. Per questo può lamentarsi di un “mal di gambe” generico, che comunque non deve essere mai “liquidato” come capriccio dai genitori. Se tra i 5 e i 7 anni il bimbo pratica anche un’attività sportiva, cosa che del resto è raccomandabile, può capitare che questi dolori si facciano più intensi, per effetto dell’acido lattico che si accumula a livello muscolare.

Dolori di crescita, quando preoccuparsi e come alleviarli

dolori di crescita, così come li abbiamo descritti, non devono preoccupare eccessivamente poiché si tratta di una fase normale dello sviluppo.
Sicuramente utile, per fugare eventuali dubbi, è rivolgersi a uno specialista per valutare l’entità del problema e capire se il dolore è effettivamente legato alla crescita oppure si presenta per altre cause. Se accade una volta ogni tanto non c’è da preoccuparsi, se invece il dolore è frequente conviene sempre chiedere un parere. Una valutazione ortopedica riesce a definirne con precisione intensità, frequenza e sede, ma anche come insorgono e quali siano i sintomi.

Nell’immediatezza del dolore un po’ di sollievo può essere dato da un massaggio con pomata all’arnica e dall’applicazione di una fonte di calore (panno caldo umido, borsa dell’acqua calda) che aiuta i muscoli a distendersi.


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Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.