Didattica a distanza: come organizzare lo studio a casa dei bambini | Mammeacrobate

In questo periodo di emergenza sanitaria la quotidianità di tutti si è stravolta. Schemi, certezze e routine vengono meno e tutti noi abbiamo dovuto rimodulare le nostre giornate. Per noi adulti è già difficile fare i conti con tutto questo, immaginiamo cosa può essere per bambini e ragazzi che vedono stravolto il loro mondo.

In mancanza dell’impegno fisso dell’andare a scuola tocca alla famiglia guidare i bambini in modo che riescano a proseguire il percorso di apprendimento, supportati a distanza dagli insegnanti. Ma in che modo? Abbiamo chiesto consiglio a Marta Marsano, psicologa specializzata nell’età evolutiva e in particolare nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Questi suggerimenti sono particolarmente preziosi anche per i bambini che hanno dislessia o un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA); studiare comporta una particolare fatica ed è importante non perdere il ritmo anche in questa situazione molto particolare che siamo costretti a vivere.

Individuare momenti di studio precisi

Identifichiamo momenti chiari e definiti da dedicare allo studio. Per esempio 4/5 ore giornaliere tra videolezioni e compiti per i bambini delle elementari, 5/6 per medie e circa 8/9 per ragazzi delle superiori.

Opportuno che le ore siano suddivise tra mattina e pomeriggio così da non sovraccaricare i bambini e al contempo creare il più possibile una routine che ricalchi le giornate classiche scuola-casa. Sarebbe ideale che il tempo dedicato fosse sempre lo stesso (es. 9.30-12.00/14.30-18.00).

Per i più grandi potrebbe essere utile fare una timetable, segnando i tempi di studio dedicati alle varie materie.

In generale, è molto importante creare una routine solita, che scandisca i giorni della settimana e quelli del weekend. Per i bambini è fondamentale dare sempre lo stesso orario per la sveglia, il pranzo, la cena, i momenti di studio da quelli di svago e soprattutto l’orario per andare a letto. I “paletti” degli orari non solo li aiutano a controllare il trascorrere del tempo ma soprattutto rassicurano.

Creare un angolo della casa tranquillo e deputato allo studio

In un contesto in cui si vive confinati all’interno dell’abitazione diventa fondamentale creare uno spazio personale del bambino/ragazzo in cui possa seguire le lezioni in tranquillità ma anche appoggiarsi per prendere appunti e fare i compiti. Cambiare spesso luogo potrebbe significare perdere le proprie cose con il rischio di non trovarle nel momento del bisogno.

Per i bambini delle medie tale spazio deve essere “supervisionabile” dall’adulto che può intervenire al bisogno. I ragazzi delle superiori sono più autonomi.

Eliminare fonti di distrazione

Nel momento in cui si seguono le lezioni o si studia tutte le possibili fonti di distrazione andrebbero tolte. Cellulari, tablet (se non utilizzati per la lezione), giochini, televisione, stereo sono da abolire tassativamente. Anche per cibo e bevande sarebbe opportuno che i bambini e i ragazzi se ne servissero durante le pause… Esattamente come a scuola.

Programmare pause frequenti

Il cervello umano è fatto per mantenere la concentrazione fino ad un massimo di 45 minuti, dopo inizia a rallentare. Inutile quindi pensare che in 4 ore di studio massivo senza mai alzare la testa il ragazzo apprenda al meglio! Dopo 35/40 minuti una piccola pausa di 10/15 minuti può essere utile.

Uso del timer

Può essere utile introdurre un timer: possibilmente visivo per i più piccoli (ad esempio il timer da cucina). Questo oggetto all’interno di una lunga giornata a casa li aiuta a percepire maggiormente lo scorrere del tempo e la sua suddivisione in momenti diversi.

Per i più grandi invece l’uso del timer può favorire il mantenimento della concentrazione. Il timer permette di concentrarsi sul qui ed ora senza preoccuparsi del resto. Aiuta a suddividere le attività da fare in piccoli slot definiti.

Supportare l’uso delle piattaforme online

Quando ci sono lezioni online proposte dalla scuola è necessario che i genitori affianchino i bambini e sappiano supervisionare queste attività.

Per i bimbi più piccoli la supervisione è necessaria nell’uso delle tecnologie, ma è doveroso sottolineare che è importante prestare attenzione anche ai ragazzi delle medie.

Alle medie i ragazzi non sono né piccoli né grandi. Essendo una fase di transizione si corre il grosso rischio di sottovalutare le loro capacità o diversamente di sopravvalutarle. Non possiamo pensare che un ragazzo sia magicamente autonomo a collegarsi in videolezione e che non si distragga, abbia tutto il materiale e sappia organizzarsi il tempo. Mai come in questa età è fondamentale la presenza dei genitori. Attenzione, non ci si deve sostituire a loro nello studio, ma è importante affiancarli e guidarli verso la conquista di piccole autonomie.

Favorire forme di apprendimento alternative

L’ambiente domestico favorisce una cosa importante: la possibilità di apprendere con l’esperienza.

Ci sono molti contesti che si prestano a un apprendimento meno convenzionale e talvolta ludico: fare le torte per ripassare divisioni e proporzioni, giochi in scatola per la geografia e la storia, giochi di carte per la matematica, raccontare la trama di un film, guardare documentari, coltivare un piccolo orto sul balcone… Basta solo usare un po’ di inventiva!

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