Cosa farò da grande? Bambini e ragazzi progettano il loro futuro | Mammeacrobate

 

Cosa faro' da grande?In questo periodo di forte crisi sociale ed economica, non è facile guardare avanti con ottimismo.

Dovremmo forse lasciarci contagiare dall’entusiasmo e dalla fiducia con cui, spesso, i bambini descrivono il proprio futuro.

 

Giuseppe (8 anni):

“Mentre passeggiavo per strada, ho visto un’auto dei carabinieri sfrecciare con le sirene accese durante un inseguimento… che emozione! È stato allora che ho capito che da grande farò il carabiniere e renderò più sicura la mia città!”

 

Ai bambini piace identificarsi con chi considerano “eroi”. Sognano, per esempio, di entrare nelle forze dell’ordine per sconfiggere “i cattivi” o di diventare pompieri per entrare nelle fiamme e salvare le persone in pericolo.

 

 

Il cosiddetto “gioco simbolico” li proietta nel mondo degli adulti, che imitano facendo finta di essere dottori, insegnanti o negozianti.

Realtà e finzione si mescolano e il bambino si mette alla prova in una dimensione protetta che riesce a dominare e gestire, sentendosi già grande.

 

In questo mondo fantastico, ogni traguardo sembra raggiungibile ed è giusto che sia così.

Vincere i Mondiali di calcio o il Festival di Sanremo, scoprire medicine che salvino da malattie mortali o pianeti da poter chiamare col proprio nome, costruire il grattacielo più alto del mondo…

Il bambino ama sognare in grande, spinto solo dalle proprie emozioni. Non bisogna aver fretta di dirgli che con la fantasia non si pagano le bollette e l’affitto (ammesso che prima o poi si debba farlo), anche perché creatività e immaginazione possono dare una marcia in più anche nel lavoro e non vanno sottovalutate.

 

Il compito dei genitori non è demolire i sogni dei propri figli, ma farli pian piano scendere dalle nuvole e aiutarli a tenere i piedi per terra e a capire come poter concretizzare le loro passioni, conciliandole con le esigenze del mondo reale.

 

Paola (11 anni):

“ Ho sempre pensato che avrei fatto il medico! L’anno scorso, però, ho avuto un incidente e ho scoperto che il sangue mi impressiona e che non sopporto nulla degli ospedali! Ora non so più cosa farò da grande!”.

Interrogarsi sul proprio futuro può anche mettere in crisi, perché implica una riflessione, seppure fantasiosa.

 

Quando le idee sono confuse, gli adulti, senza mettere fretta, né trasmettere ansia, dovrebbero aiutare bambini e soprattutto ragazzi a guardarsi dentro, per scoprire le proprie inclinazioni, i propri interessi e ciò che li appassiona.

 

Cosa vuoi fare da grande? E’ giusto chiederlo?

 

La domanda “…e tu cosa vuoi fare da grande?” può sembrare banale, ma sogni e desideri espressi dai bambini non andrebbero sottovalutati, perché possono aiutarci a conoscerli meglio e magari aiutare noi genitori a parare qualche tiro…

 

 

Cosa faro' da grande?Da un’indagine Eurispes – Telefono Azzurro del 2009, è emerso che la maggior parte delle bambine vuole diventare come Belen Rodriguez, mentre, tra i maschietti, spopola Valentino Rossi.

 

I modelli di riferimento, dunque, non sono più solo gli eroi, ma anche i personaggi famosi.

I tempi sono cambiati e ora la fantasia non è più stimolata esclusivamente dalla realtà circostante, ma anche da televisione, computer e i videogiochi.

 

Ciò che colpisce l’immaginario dei giovani non sono più solo coraggio, intelligenza o doti eccezionali, ma anche fama, notorietà e ricchezza.

I genitori, senza minimizzare le aspirazioni dei propri figli, dovrebbero, però, insegnare loro che i sogni si realizzano grazie a sacrifici, tenacia, entusiasmo e impegno. Ben altra cosa sono i facili guadagni e i successi effimeri, da cui è bene tenersi alla larga.

 

Miriam (15 anni):

“Amo gli animali e  vorrei diventare veterinaria, ma non lo sa nessuno… Quando mi chiedono cosa farò, i miei genitori rispondono al mio posto, dicendo che sperano che segua l’esempio di mia madre, diventando avvocato… Non ho il coraggio di contraddirli e non vorrei deluderli, ma io non mi ci vedo proprio a fare l’avvocato!”.

 

Imma (16 anni):

“Quando andavo alle medie, adoravo la mia prof. di Italiano ed ero sicura che da grande sarei diventata come lei! A casa avevo un mio registro e giocavo a interrogare e mettere voti ad alunni immaginari… Purtroppo, però, i miei genitori hanno problemi economici e mi hanno già detto che, appena possibile, dovrò andare a lavorare e quindi forse interrompere gli studi…”.

 

I giovani hanno il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro e, finchè possono, di sognare.

L’adulto dovrebbe evitare di influenzarli con i propri bisogni ma semmai guidarli e aiutarli a trovare la loro strada mettendo davanti a tutto la realizzazione del figlio e non la propria.

 

Mamma di Maria (13 anni):

“La settimana scorsa, mia figlia ha assistito ad un’esibizione di nuoto sincronizzato e si è innamorata di questo sport! Mi ha convinta ad iscriverla ad un corso, ma non sono convinta di aver fatto bene ad assecondarla… Tre anni fa, ascoltò un concerto di violino e volle a tutti i costi iniziare a prendere lezioni di musica per imparare a suonarlo, ma l’entusiasmo durò solo una settimana, così come il corso… È così volubile!”.

 

Cosa faro' da grande?

Marta (15 anni):

“Quando ero piccola, adoravo guardare balletti in tv e sognavo di volteggiare anch’io sulle punte. All’inizio, i miei genitori pensavano fosse un capriccio, ma poi li convinsi a iscrivermi ad un corso di danza, promettendo di non trascurare la scuola. È stancante conciliare danza e studio, ma il mio sogno è aprirmi una scuola di ballo e ci tengo così tanto, che sono sicura di farcela!”

 

Bisogna riuscire a distinguere aspirazioni reali da passioni passeggere.

Bisogna far attenzione, però, a non ridicolizzare o sminuire i sogni dei bambini , per non rischiare di minare la loro autostima e la loro fiducia in se stessi.

 

Certo, è difficile appoggiare il figlio stonato che vuole partecipare a gare canore o la figlia non molto alta che sogna di diventare modella, ma bisogna aiutarli a trovare il giusto equilibrio tra sogno e realtà, aiutandoli ad accettarsi per come sono.

In fondo, le passioni si possono perseguire a diversi livelli e, se non si riesce a trasformarle in lavori veri e propri, si può sempre continuare a coltivarle come hobby.

 

I genitori devono far sentire ai figli il proprio sostegno e incoraggiarli a far avverare i propri sogni, aiutandoli a capire quali sono le competenze e gli strumenti necessari a tal fine e come sia possibile acquisirli.

Notevole importanza, dunque, assume anche la scelta del percorso di studi da intraprendere, scelta che non dovrebbe basarsi  né sulla vicinanza di una scuola piuttosto che un’altra, né sulle preferenze dei genitori o dell’amico del cuore.

 

 

concorso pelikan

 

 

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Questo post è stato realizzato da Mammeacrobate per il progetto Pelikan LIVE YOUR DREAM: il concorso che permette di vincere subito tanti premi e vivere l’esperienza del sogno di ogni bambino, ma soprattutto permette di giocare con i nostri figli ai mestieri, reali o fantastici, che vorranno fare da grandi.


Partecipa anche tu con il tuo bambino al concorso e vinci il suo sogno!

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Per approfondire:

Henkemans Liesbeth, “E guai a te se non giochi. Gioco, fantasia e creatività. Riflessioni e proposte”, Armando Editore, 1999.
Pietropolli Charmet Gustavo, “Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono i nostri figli”, Laterza, 2012.
www.eurispes.it

 

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Author

Laureata in Economia per inerzia e poi in Scienze della Formazione per passione, ora sono felicemente educatrice e mediatrice familiare (e ancora manager, ma solo per se stessa!). Adoro giocare con mia figlia, ma non mi sentirei completa senza il mio lavoro così, da brava – per modo di dire! - MammAcrobata, provo a conciliare tutto, a costo di star sveglia fino a tarda notte. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che difendono i diritti dei minori e sostengono famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.