Come insegnare ai figli il valore dei soldi?

Che rapporto abbiamo con il denaro? Che peso ha nella nostra vita? Che immagine diamo ai nostri figli sul suo valore?

Queste sono domande che magari prima di diventare genitori neanche ci facevamo, ma che dopo l’arrivo dei nostri figli, soprattutto quando iniziano a diventare grandi, si insinuano tra i tanti – pure troppi – quesiti che ci poniamo, tra le riflessioni che facciamo su come il stiamo educando.

Anche a noi succede spesso di  rifletterci e proprio in questi giorni ci è capitato di farlo. L’occasione ce l’ha data Money MonsterL’altra faccia del denaro, l’ultimo film della Warner Bros che uscirà il 12 maggio nelle sale cinematografiche e che noi vedremo in anteprima proprio domani. Ne avete sentito parlare?

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Si tratta di un thriller adrenalinico in cui i protagonisti,  George Clooney e Julia Roberts interpretano rispettivamente il ruolo del presentatore televisivo finanziario Lee Gates e della sua producer Patty, che durante la diretta della loro trasmissione si trovano in una situazione d’emergenza quando un investitore, impersonato da Jack O’Connel,  disperato per aver perso tutti i suoi risparmi, si impossessa con la forza dello studio televisivo. Sotto gli occhi di milioni di persone, Lee e Patty si ritrovano in una lotta contro il tempo per svelare cosa si nasconde dietro ad una cospirazione all’interno del mercato dell’alta tecnologia globale odierno.

Un film che siamo molto curiose di vedere perché tratta un tema decisamente attuale e ci fa riflettere sulle nostre scelte, sulle nostre responsabilità e quelle del mondo in cui viviamo.

Ma, pensando al rapporto soldi-educazione dei figli, quali sono gli aspetti da prendere in considerazione? Tanti tantissimi, ma per noi ce ne sono 4 in particolare da cui non si può prescindere…

Come insegnare ai figli il valore dei soldi?

I soldi NON sono la felicità

Potrà sembrare una banalità ed è inutile nascondersi dietro un dito, provare piacere nell’avere la disponibilità economica per comprare quello che ci serve o ci piace è normale e accomuna un po’ tutti. Ma le vere domande da cui partire sono Quanto i soldi che ho influiscono sul mio modo di vivere? E di conseguenza, Quale modello offro ai miei figli?, Guardare al denaro come il metro di misura del nostro benessere, della nostra felicità, rischia di trasmettere ai più piccoli l’idea che quello è l’unico indice per vagliare il nostro livello di soddisfazione verso la vita, il valore che gli attribuiamo, che non può e non deve essere solo legato a questioni materiali.

Tutto e subito? Anche no!

Sappiamo che i bambini hanno la tendenza a chiedere: l’ultimo giocattolo visto in TV, le scarpe uguali a quelle dell’amica e noi spesso siamo portati ad accontentarli – memori delle battaglie a nostra volta con i nostri genitori per ottenere quello che volevamo – perché ci piace vederli felici. E fino a qui nulla di male. Ma è davvero così utile alla loro crescita accontentarli  in tutto? È un vero bisogno o solo un desiderio? Con questo non vogliamo a dire che dobbiamo dire sempre no, ma neanche sempre sì. E questo per abituarli all’idea che non si può avere sempre quello che si vuole, che valori come l’attesa, l’impegno per raggiungere i propri obiettivi sono fondamentali per sviluppare un sano rapporto con il denaro e le cose materiali.

Cicala o formica?

Spendere i soldi quando vogliamo o risparmiare giorno dopo giorno per realizzare sogni più grandi? Decidere come utilizzare il denaro – per i più piccoli ad esempio quelli della paghetta o magari i regali di nonni e parenti – e qualcosa che spetta a ciascuno e per bambini e ragazzi impararne la gestione è importante, perché li aiuta a prendere le misure con qualcosa che fa parte del mondo dei grandi – i soldi appunto – e a sviluppare una propria autonomia giorno dopo giorno. Nonostante questo però, è importante fargli capire che a un’azione corrisponde a una conseguenza. Spinti dall’euforia del momento decidono di comprare qualcosa che vogliono utilizzando i loro risparmi? Benissimo. Ma se la settimana successiva  arrivano con una nuova richiesta, sapendo di non avere più soldi a disposizione, ma chiedendoci magari un anticipo sulla prossima paghetta, meglio non cedere e spiegargli che era proprio questa la ragione per cui bisogna riflettere bene prima di spenderli per aiutarli a interrogarsi sul valore delle scelte che fanno.

Oltre le apparenze

Nella società in cui viviamo, purtroppo, spesso siamo portati a “giudicare” le persone sulla base di quello che fanno, di quanto guadagnano piuttosto di chi sono realmente e come si sentono. Un mondo di apparenze e di facciate, insomma. Provate a pensarci un attimo: quando riflettiamo sul futuro dei nostri figli, sul lavoro che vorremmo facessero da grandi, pensiamo  che vorremmo che fossero soddisfatti, che realizzino i loro sogni. E va bene. Ma per molti questa soddisfazione è ancora legata a quanto guadagneranno. Cosa vorresti che facesse tuo figlio da grande? Il medico, l’avvocato, l’ingegnere. Le risposte più frequenti sono ancora queste, mestieri non solo con un certo valore sociale, ma che gli facciano raggiungere un tenore di vita che “lo facciano stare bene”.  Ma dove sta scritto che questo “stare bene” passi necessariamente dai soldi? Perché è così raro sentirsi rispondere “La ballerina, il pittore o il musicista perché è quello che sogna di fare”?  Dobbiamo essere cauti nei messaggi che mandiamo loro, perché i nostri giudizi possono avere un enorme impatto sulla loro visione del mondo e le scelte che faranno.

I soldi sono uno strumento e il peso che gli attribuiamo dipende da noi, altrimenti il rischio è che si trasformino in un’arma a doppio taglio, in quel “monster” del titolo del film di cui nei prossimi giorni torneremo a parlarvi…

E voi cosa ne pensate? Come possiamo aiutare i più piccoli nel loro rapporto con il denaro?

cover photo credit: Olichel – pixabay

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