Come affrontare il lutto con i bambini? Il parere della psicologa

Al contrario di quello che comunemente si pensa, i bambini vanno protetti dal dolore del lutto permettendo loro di vivere la perdita, anziché evitare di far loro sapere, vedere, esperire.


Gli studi sul lutto nei bambini evidenziano, infatti, che l’errore comune di non parlare ai bambini della morte di un familiare, il non farsi vedere piangere ed esprimere il dolore proprio e del resto della famiglia, il non portarli al funerale o al cimitero e il non parlare più della persona scomparsa in presenza del bambino per “non turbarlo” è in realtà molto pericoloso perché rischia di lasciare un lutto irrisolto in lui.

I bambini, fin da molto piccoli, hanno una raffinatissima capacità di comprendere lo stato emotivo degli adulti di riferimento.

Questo significa che per quanto si possa pensare di tenere fuori un bambino da quello che succede in famiglia, questi noterà comunque che c’è qualcosa di diverso: mamma e papà tornano a casa più tardi, a cena parlano poco, confabulano tra loro quando pensano che lui non possa sentire, sente la mamma piangere in bagno, nota che, diversamente dal solito, quando i genitori ricevono una telefonata si allontanano in un’altra stanza, semplicemente “annusa” l’umore preoccupato e addolorato che aleggia in casa.

E come sempre succede, quello che non si capisce fa paura e mette a disagio e questo è ancora più vero nel caso dei bambini. I bambini hanno infatti bisogno di sapere sempre dove sono emotivamente i loro genitori e gli adulti di riferimento che li circondano, sentire dire loro “tutto bene” e vedere sui loro volti preoccupazione, dolore e tristezza li manda in confusione e in angoscia.

Come aiutare i bambini ad affrontare un lutto nella propria famiglia?

1. spiegare sempre, con parole semplici e adeguate all’età del bambino, che cosa è successo;

2. parlargli dei propri sentimenti: se vedrà i genitori piangere sentirà che anche lui può manifestare il proprio dolore;


3. chiedere al bambino se vuole dare un ultimo saluto alla persona scomparsa. Questo può avvenire in vari modi, a seconda dell’età del bambino e della sua volontà. Gli si può proporre, ad esempio, di partecipare al funerale (un’occasione importante per potersi sentire autorizzato a condividere con gli adulti il proprio dolore, con un pianto comune), o di andare a vedere la tomba qualche giorno dopo, magari portando un disegno o una letterina di saluto da lasciare lì. Creare un rito di saluto e di chiusura simile a quello della cerimonia funebre è una tappa fondamentale nell’elaborazione del lutto;

4. non smettere di parlare della persona scomparsa, ricordando i momenti felici vissuti insieme, per aiutare il bambino a integrare nella mente il dolore della perdita con il ricordo di quella persona.

I bambini non vanno protetti dai lutti tenendoli a distanza da quanto la famiglia sta vivendo e smettendo semplicemente di parlare della persona scomparsa pensando così di evitare loro un dolore.

I bambini vanno accompagnati nell’elaborazione del lutto, e per poter elaborare un lutto c’è bisogno di sapere e di capire cosa è successo, nonché apprendere, dal comportamento dei grandi, che il dolore si può esprimere e si può imparare a lenirlo, giorno dopo giorno, insieme.

 

photo credit: ©mammeacrobate


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Psicologa e psicoterapeuta rogersiana, da diversi anni ho iniziato a lavorare con i neogenitori sia diventando insegnante di massaggio infantile, sia conducendo gruppi per genitori sull’educazione emotiva e su vari argomenti legati all’educazione e all’accudimento dei bambini, dalla nascita all’adolescenza. Sono profondamente convinta che sostenere i genitori nelle scelte educative, informare, spiegare, ma soprattutto ascoltare e accogliere dubbi, domande, fragilità, sia la strada più importante per promuovere il benessere dei nostri bambini e prevenire il crescente disagio infantile e adolescenziale. Nel mio lavoro porto la mia professionalità, ma anche la mia esperienza con i miei tre figli, gli errori fatti, i dubbi vissuti, le battaglie vinte. Perché non si può pensare di aiutare i genitori se ci si erge su un trono, ma solo se si condividono esperienze, fatiche, paure e soddisfazioni. Sito web: www.sentieridicrescita.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sentieri-di-Crescita/ 653600438012603