Cosa e come mangiare in allattamento | Mammeacrobate

Alimentazione e allattamentoFinalmente, dopo nove mesi di attesa possiamo abbracciare il nostro piccolo. Che gioia, che festa!

E una festa che si rispetti non prevede regole rigide. Fatta eccezione per ciò che il buonsenso consiglia (evitare tanto caffè o grandi quantità di alcolici…) la dieta è quindi sostanzialmente libera.

Dopo il parto il nostro peso potrebbe essere superiore al peso precedente alla gravidanza: questa condizione non deve rappresentare un problema e non deve indurre a voler seguire drastiche diete dimagranti “fai da te” , prese dalle riviste o passateci dalle amiche.

Diete particolari e personalizzate caratterizzate dall’eliminazione dei cibi sono prerogativa del pediatra o dell’operatore sanitario specifico, in caso di gravi problemi gastrointestinali o di importanti allergie; in questi casi si tratta di un trattamento terapeutico vero e proprio.
Diete rigide non devono essere la regola, altrimenti che festa è?

Allattare è un impegno faticoso ed energicamente dispendioso per l’organismo femminile ed al momento è più che sufficiente per smaltire i chili in eccesso: si è calcolato infatti che, in media, una donna che allatta produce 700-800 ml di latte al giorno che corrispondono a un costo energetico di circa 300-500 calorie, in parte prodotte dalla scorta di grassi e in parte dalla dieta adottata.

La mamma deve mangiare cibi sani e seguire lo stesso regime dietetico osservato in gravidanza, non deve fare variazioni.

Se la mamma ha mangiato cavolfiori in gravidanza il liquido amniotico avrà assunto questo sapore e il bambino all’interno della pancia lo tradurrà come un sapore materno.

Una volta nato lo troverà nel latte materno e sarà il reincontro con un antico sapore… “se il latte sa d’aglio è proprio il latte di mamma mia”.
In altre nazioni le donne normalmente mangiano in gravidanza cibi molto speziati (curry, cumino,…) e di certo queste donne non variano la loro alimentazione in allattamento ne’ i loro figli fanno storie in merito ai sapori o provano fastidio.

Il senso del gusto del neonato è raffinatissimo ed è tutto finalizzato alla ricerca dei sapori vissuti in utero.

Le mamme che allattano possono mangiare ciò che vogliono, questa è la regola generale.

L’esperienza personale potrà ovviamente portare alcune limitazioni, del tipo: “ieri ho mangiato questi cibi e il bambino oggi non mi convince. Provo a toglierli dalla mia dieta per qualche giorno e poi li mangerò di nuovo”.

Sicuramente per ognuna di voi ci sarà una donna (mamma, suocera, vicina di casa, amica) che non esiterà a darvi il suo “consiglio” in merito a cosa mangiare e a cosa assolutamente evitare durante l’allattamento.

Ricordate che un complesso di regole, aneddoti e falsi miti destinati alla donna che allatta si è sviluppato nel corso dei secoli ed è giunto fino ai nostri giorni.
Se questo insieme di regole poteva trovare, in tempi passati, fondamento nelle condizioni igieniche e di vita della donna, attualmente non ha nessun significato.

Durante l’allattamento NON SERVE quindi che:

– La donna rinunci all’uso del latte dei primi giorni. Anzi, il colostro è preziosissimo per la ricchezza di anticorpi ed è più che adeguato alle necessità nutritive del neonato.

– La donna s’imponga una certa dieta. Basta che segua a tavola il suo appetito. Nessun alimento particolare è proibito, ma vale la raccomandazione generale di essere moderate nelle quantità e di variare i cibi.

Qualora la madre individui un rapporto fra il consumo di certi cibi e determinati disturbi del bambino, potrà allora decidere di eliminare uno o più cibi dalla sua dieta.

Siccome le diete vegetariane strette portano una carenza della vitamina B 12, questa andrà assunta dalla madre vegetariana con integratori alimentari specifici.

– La mamma s’imponga di bere un certo volume di liquidi (magari come tisane, succhi e latte vaccino) con l’obiettivo di fare più latte, perché la sua produzione non dipende da quanto si beve bensì dalla stimolazione del seno materno da parte del bambino.

– La mamma si astenga da attività sportive, perché è ormai ben noto che queste, se moderate, aumentano la produzione di latte senza modificarne la composizione ne’ la crescita del bambino.

– La donna segua rituali igienici di pulizia del seno e del capezzolo prima e dopo della poppata, perché basta la pulizia quotidiana del corpo. L’allattamento al seno, infatti, protegge il bambino dall’esposizione eventuale a germi patogeni.

– La mamma sospenda l’allattamento per una febbre, un’influenza, un’infezione (a meno che a seguito dell’assunzione di farmaci non siano i medici a indicare la sospensione); in questi casi non esiste controindicazione ad allattare, perché il latte materno non rappresenta una via di contagio. Se il bambino dovesse ammalarsi dello stesso disturbo, il latte materno può aiutare il piccolo a guarire.

Ed ora ecco quanto di veritiero si dice sull’allattamento:

– L’alcol, oltre a non possedere alcuna proprietà di stimolazione della secrezione, può passare nel latte materno e quindi il consumo dev’essere tassativamente limitato o, meglio, evitato del tutto.

– Il fumo di sigarette può ridurre la produzione di latte. Il fumo passivo inoltre risulta, senza alcun dubbio, dannoso per il bambino che lo respira.

– La caffeina viene secreta nel latte materno, causando iperattività e difficoltà di riposo: si raccomanda quindi di limitarne l’assunzione diminuendo la quantità di caffè, the, bibite contenenti caffeina, teina o bevande energetiche-stimolanti.

– Molti farmaci possono essere secreti nel latte: chiedere sempre al proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco.

– Sono rischiosi, perché veicolo di batteri, funghi e frutti di mare.

–  Non saltare mai i pasti e abituarsi a fare uno spuntino a metà mattina, una merenda a metà pomeriggio e anche uno spuntino di notte se, tra una poppata e l’altra, ne sentite il bisogno. Ricordo che devono essere spuntini e non pasti, quindi scegliete alimenti poco elaborati, di semplice preparazione.

– Assumere molta acqua e liquidi in genere. Ricordando però che è l’atto stesso del succhiare da parte del bimbo che stimola la produzione di latte.

In conclusione l’allattamento al seno è perfettamente compatibile con uno stile di vita dinamico e moderno, che preveda anche la cura del corpo e una regolare attività fisica.

 

Foto tratte da Google

Author

Laura Campagnoli, mamma di Tommaso e Francesco, una passione irrefrenabile per tutto ciò che ruota intorno alla casa ma incapace di gestirla (la casa), un marito superattivo eco-addicted e un lavoro più che full time. Pigra fisicamente ma non di mente. Acrobata come tante mamme in (precario) equilibrio tra lavoro, casa, bimbi, marito, amiche, genitori e nonni, hobby e sport (poco)… e non necessariamente in quest’ordine!