Tristezza in gravidanza: depressione o malessere fisiologico?

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tristezza in gravidanzaSono in attesa della mia seconda bimba e nonostante sia sicuramente più consapevole e per certi versi più “esperta” rispetto alla prima gravidanza e agli scombussolamenti che “la dolce attesa” porta con sé, mi ritrovo ancora con numerosi dubbi, ansie e tanti pensieri. Come feci anche durante l’attesa della mia prima figlia, mi piace confrontarmi sui forum con altre mamme in gravidanza per fugare alcune paure e per il piacere di condividere esperienze. Frequentando queste community,  ho notato però che sempre più spesso alcune mamme in dolce attesa si dichiarano “depresse”, tristi, confuse, vivono male la gravidanza e le loro ansie e paure sembra abbiano preso il sopravvento rispetto alla gioia e serenità che si pensa debba sempre contraddistinguere questo stato.

Riporto alcune delle frasi che leggo più spesso e che mi hanno particolarmente colpita:

Perché piango spesso e ho improvvisi attacchi di tristezza?

Penso e sogno spesso che il bimbo che aspetto avrà dei problemi/sarà malato

Sento il buio dentro di me…

Ma questo mio stato depressivo farà male al bambino?

Ho continui attacchi di panico che da anni non avevo più…

Se sono così fragile come potrò prendermi cura di una piccola creatura?

Ho quindi pensato di parlare di questo malumore, di queste fragilità con la nostra psicologa psicoterapeuta Irene Koulouris per capire se davvero si può parlare di “depressione in gravidanza” oppure se più comunemente siamo di fronte a una “tristezza fisiologica” che spesso accompagna questo momento di grandi cambiamenti fisici e psicologici per la donna.

Esiste in psicologia la depressione gravidica?

La depressione pre-parto o depressione gravidica o pre-baby-blues non compare nella nosografia psichiatrica. In termini più semplici: non esiste come categoria diagnostica specifica e non è considerato un quadro clinico a sè stante, se non come depressione associata alla condizione medica della gravidanza.

Esiste però la depressione ed è facile, soprattutto nel caso in cui la donna abbia già sofferto in passato di disturbi dell’umore o di disturbi d’ansia, che in gravidanza si ripresentino i problemi.

Ci sono poi  donne che da incinte si sentono più tristi del normale…

E per fortuna ci sono molte future mamme che col pancione sono serene come sempre e talvolta anche di più!

Come si può quindi spiegare il malessere che colpisce numerose donne in dolce attesa?

Effettivamente molte donne lamentano un umore depresso e pensieri ansiosi proprio nei mesi in cui sono incinta e sempre più studi clinici si stanno occupando del problema che pare avere effettivamente un’incidenza non irrilevante.

Sintomi depressivi nel periodo della gravidanza si spiegano facilmente se pensiamo a tutto ciò che in questo periodo si mobilita e che riassumo brevemente:

–          Si modifica il corpo della donna in modo non sempre bene accettato e gradito e si è nella straordinaria e non sempre facile condizione di “ospitare” e far crescere dentro di sé un’altra vita.

–          Ci si trova a pensare ai cambiamenti a cui si andrà incontro sia sul piano dell’organizzazione pratica e familiare che di quella emotiva e più profonda.

–          Si è a confronto con la propria nuova identità di futura madre e quindi con i propri vissuti di figlia e di confronto coi modelli parentali interiorizzati.

Nel caso di tratti di una prima gravidanza insorgono dubbi sulle proprie capacità generative, di essere una “buona mamma”, di saper affrontare il parto e le cure di un bimbo.

Anche nel caso sia una seconda o terza gestazione ugualmente si può essere in preda a pensieri riguardanti la gestione di più figli e di vivere un’altra maternità confrontandosi con la precendente esperienza (il parto come andrà stavolta? Saprò amare un altro figlio come il primo? E i bimbi già nati come la vivranno? Ricommetterò gli stessi errori?)

Il comparire di questi dubbi, qualora non diventino causa di grande ansia e preoccupazione, è normale e non preoccupante. Così come è molto comune sentirsi tristi o più inclini al pianto più di quanto avvenisse prima del concepimento o sognare di mettere al mondo essere mostruosi o animali (su questo tema segnalo il libro “Il bambino della notte” si Silvia Vegetti Finzi)

Talvolta questo stato di umore depresso o ansioso preminente nel periodo in cui cresce il pancione svanisce con la nascita del bimbo, quando le paure vengono “fugate” dalla realtà.

Quali sono i campanelli di allarme o i fattori di rischio che possono far degenerare questo normale malessere in un problema più serio?

In certi casi il malessere in gravidanza è più preoccupante, la donna sta davvero male ed è un segnale di allarme per la probabilità di insorgenza di una patologia post-partum.

Questi sono i principali sintomi di depressione clinica: 

–          Tristezza, preoccupazioni e ansia prevalgono sulla gioia per la gravidanza e la prospettiva della maternità

–          Umore depresso per la maggior parte del giorno (sentirsi triste o vuota o essere vista sempre lamentosa dagli altri)

–          Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività

–          L’idea di portare un’altra vita dentro di sè è angosciante o il bambino in pancia è vissuto come un corpo estraneo

–          Presenza di veri e propri attacchi di panico (intensa paura o disagio con sensazione di morire, di sofocare, tachicardia o dolore al petto, sudorazione, tremori, paura di perdere il controllo  o impazzire, sensazione di instabilità)

–          Perdita dell’appetito non dovuta alle nausee gravidiche o al contrario comparsa di iperfagia (mangiare troppo in modo nervoso)

–          Pensieri ricorrenti di morte, idee suicidarie

–          Insonnia persistente o ipersonnia (soprattutto oltre il terzo mese)

–          Mancanza di energia quasi ogni giorno che va oltre la normale stanchezza

–          Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi e inappropriati quasi ogni giorno

 

Tra i fattori di rischio: 

–          aver già sofferto di disturbi depressivi e/o ansiosi e avere familiarità per i disturbi dell’umore

–          una situazione socio-familiare ed economica difficoltosa

–          una storia familiare affettivamente problematica

–          presenza di problemi nella coppia e poco supporto da parte del partner (o assenza di un partner)

–          gravidanza non desiderata

–          esperienze precedenti di aborti

–          abuso di alcool/sostanze

 

Nel caso in cui si stia vivendo una depressione di questo secondo tipo e si pensi di rientrare tra i soggetti a rischio è opportuno e importante rivolgersi ad uno specialista in tempo, sia per vivere più serenamente la gravidanza stessa sia per arrivare più “preparate” al momento del parto sia soprattutto per vivere poi meglio la relazione con il neonato! Chi soffre di depressione in gravidanza è a rischio di continuare ad essere depressa anche post-partum e di poter quindi nuocere sia a sé stessa che al proprio bambino.

E’ importante che anche i familiari,  gli amici e possibilmente il personale che si occupa dei corsi di preparazione alla nascita siano pronti a cogliere i possibili segnali di disagio e ad aiutare la donna a farsi aiutare tempestivamente.

photo credit: josemanuelerre via photopin cc

 

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Autore del post

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