Zaino ergonomico per la scuola: perché dovreste sceglierlo e quali sono i vantaggi | Mammeacrobate

Anche se a scuola si sta andando sempre più verso la direzione di diminuire i libri di testo, in favore di supporti digitali, più leggeri e fruibili ovunque, gli zaini pesano sempre come un macigno. E non vi è trolley che tenga: nel momento in cui i vostri figli lo indossano come un normale zaino di scuola, tutto il peso li trascina verso il basso, facendoli accartocciare su se stessi e ingobbire prematuramente. 

Un’ottima soluzione è lo zaino ergonomico, ovvero studiato per essere più efficiente e funzionale, soprattutto dal punto di vista della salute. Ne esistono diversi in commercio, uno di questi è lo zaino Ergobag, messo a punto dalla ditta tedesca Fond Of. 

Vediamo insieme quali sono i vantaggi per il vostro bambino nello scegliere uno zaino ergonomico. 

Somiglia a uno zaino da trekking

Lo zaino ergonomico nell’estetica ricorda uno zaino da trekking, infatti ne sfrutta i principi. Se il vostro bambino è già abituato a indossarne uno durante le vostre scampagnate in montagna, sarà già pratico nell’usarlo, sapendo come regolare gli spallacci e le cinture lombari

Il carico non è sulle spalle

Lo zaino ergonomico è solitamente dotato di ampia cintura lombare imbottita, studiata per spostare il carico dalle spalle alla zona delle anche, più robusta e centrata. 

È dotato di barre stabilizzatrici e schienale imbottito

Le barre stabilizzatrici in alluminio e lo schienale imbottito servono a fornire un’eccezionale stabilità e a supportare la distribuzione del carico sulla zona pelvica. Lo schienale imbottito, inoltre, si adatta perfettamente alla colonna vertebrale, seguendone la curva. 

Gli spallacci sono regolabili

Lo zaino ergonomico segue la crescita del bambino, quindi gli spallacci si regolano facilmente lungo le barre di alluminio secondo la statura del bambino (da 1 m a 1,50 m). Questo è fondamentale: un bambino, infatti, non è un adulto in miniatura. La sua struttura ossea e muscolare non è ancora adatta a sostenere e supportare carichi, senza ripercuotersi sulle articolazioni e sulla cartilagine, ancora in via di sviluppo. Avere uno zaino che permette di ridistribuire il carico non solo sulle spalle e sui lombi, ma anche sulle gambe, grazie alla cintura lombare e agli spallacci regolabili, è una grossa mano nel limitare i danni alla postura da sovraccarico. Inoltre, cintura e spallacci aiutano a tenere lo zaino ben aderente alla schiena, evitando di spostare il baricentro, raddoppiando carico e fatica. 

È intuitivo

Gli spallacci regolabili seguono la crescita di vostro figlio, ma non solo: le unità di misura standard riportate sullo schienale imbottito vi permettono di regolarli al meglio, consentendo alla colonna vertebrale di non accartocciarsi. Inoltre, vi permettono di capire quando è arrivato il momento di cambiare zaino: se gli spallacci sono regolati sulla loro lunghezza massima, ma lo zaino non arriva alle anche, significa che non è più funzionale per il vostro bambino. 

È meglio del trolley

Perché caricarsi un peso sulle spalle, quando lo si può trainare, come nel caso degli zaini trolley? Il trolley può rivelarsi comodo, ma in realtà non fa bene alla colonna vertebrale in crescita del vostro bambino: spostare il braccio all’indietro per trainare 10 kg significa spostare il baricentro verso il braccio trainante e raddoppiare il carico sulla parte interessata, spostando la colonna vertebrale. Per non parlare di quando un bambino deve salire le scale, trasportando il trolley e sbilanciando del tutto la colonna vertebrale. 

È catarifrangente

Come gli zaini da trekking, anche lo zaino ergonomico è dotato di ampie superfici in materiali rifrangenti, che assicurano la visibilità anche al buio, grazie all’alto coefficiente di intensità luminosa (può riflettere già a un fascio di luce di 5 gradi). 

Si ringrazia l’azienda Ergobag e la dottoressa Scilla per le informazioni contenute in questo articolo.

Author

Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.