Cosa regalare a Natale? Una bella parola!

Le parole per me sono  sempre state importanti. Capaci in alcuni casi di fare male, di guarire e risollevare in tanti altri. Ci giochiamo, le usiamo per esprimerci e sappiamo esattamente quanto possono essere potenti, così tanto che a volte ci fanno persino un po’ paura.

Però ci servono,  soprattutto quelle belle, quelle pronunciate proprio in quel momento lì, quando ne hai più bisogno. Con un allenamento quotidiano ho imparato che ogni occasione di dire qualcosa di bello non va sprecata, che “esporci” non ci rende più fragili, anzi.

Una convinzione che ho sempre cercato di trasmettere ai bambini e ai ragazzi con cui ho lavorato in tutti questi anni, perché insegnare loro a riconoscere i loro sentimenti e le loro emozioni, a nominarli e  verbalizzarli, è fondamentale per aiutarli a crescere e a relazionarsi con se stessi e gli altri in modo positivo.

Per questo, ora che il Natale è alle porte, voglio condividere con voi un gioco in cui sono proprio le parole ad essere protagoniste, un’attività che ho imparato un po’ di anni fa, non so neanche chi l’abbia inventata, ma mi piace così tanto che in più occasioni l’ho riproposta, con alcune varianti a seconda del caso… come in questo!

Possiamo chiamarlo“Il gioco delle belle parole”, mi sembra un bel regalo formato famiglia che farà bene a tutti!

Il gioco delle belle parole

Come prima cosa procuratevi una scatola (va benissimo quella delle scarpe) che andrete a decorare – meglio ancora se insieme ai vostri bambini – come preferite: rivestendola di carta da regalo, incollando i disegni natalizi o colorandola con le tempere. Fate un taglio sulla sommità e la “cassetta della posta” è pronta!

Munitevi poi di bigliettini, vanno benissimo anche dei fogli da riciclo, ma per l’occasione, ne ho voluti preparare alcuni in tema, applicando delle semplici stelline su un cartoncino. Su ogni bigliettino, scrivete i nomi di tutti i vostri ospiti e la frase “Mi piaci perché…” e riponeteli in una ciotola.

natale belle parole 02

Il giorno di Natale, chiedete a ciascun invitato di pescare un bigliettino dalla ciotola, leggere il nome della persona che il caso gli ha assegnato – che non va rivelata agli altri partecipanti – e scrivere ( i bambini più piccoli possono chiedere aiuto ai grandi) una bella parola dedicata a quella persona. Ad esempio “Giorgio, mi piaci perché sei gentile” oppure “Nonna, mi piaci perché mi fai sempre le coccole”. Si può scegliere una frase o una parola, come si preferisce.

Una volta compilato, il bigliettino andrà inserito all’interno della nostra “cassetta della posta”. A turno ogni partecipante ne prenderà uno e leggerà ad alta voce la bella parola o la frase, in modo che il pensiero resti anonimo e i più timidi non si imbarazzino.

Mentre gli altri leggono, osservate l’espressione della persona a cui quel pensiero è dedicato, vi renderete conto da soli dell’effetto che può avere, di come e quanto bene possa fare. Perché, anche se certe cose a volte le sappiamo, sentirsele dire non guasta mai.

A me piacerebbe quest’anno ricevere in regalo una bella parola, e credo di non essere la sola!

cover photo credit: pixabay

Author

Acrobata per vocazione, una laurea in Lingue e Comunicazione, da oltre 10 anni mi divido tra le mie due grandi passioni: educazione e comunicazione, convinta che le due cose insieme possano fare la differenza. Da sempre in prima linea accanto ai bambini, agli adolescenti, alle mamme e ai papà, a scuola e in famiglia, ho lavorato e lavoro per diverse realtà del terzo settore occupandomi di diritti dei minori, cittadinanza attiva, intercultura, disabilità e fragilità sociale con l’obiettivo di contribuire a diffondere una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza. Il mio sogno? Mettere al servizio dei genitori le mie competenze e professionalità, per supportarli nel loro ruolo educativo.