Cose da non dire MAI alle non (ancora) mamme

Che la gravidanza non sia una passeggiata non è una novità, è una delle prime cose che impariamo quando diventiamo grandi e scopriamo che no, i bambini non crescono sotto i cavoli né li porta la cicogna, ma preferiscono un altro modo per nascere. Un modo meno fiabesco, che terrorizza solo al pensiero chi non c’è ancora passata…

Ecco, è proprio di loro che vogliamo parlare, di quelle amiche che ancora non hanno bambini, ma che magari ci stanno pensando. Sì dai, quelle che riescono a dormire 8 ore per notte, hanno sempre i capelli in ordine, borse in cui non sembra passato uno tsunami e soprattutto tasche libere da fazzoletti smoccolati, per capirci. Quelle stesse donne che ci ricordano il periodo in cui le serate erano tutte cene e aperitivi e Peppa Pig era ancora una sconosciuta.

E cosa c’è di meglio di fargli scontare tutta questa libertà? Come? Terrorizzandole su quello che le aspetta. 

Sì perché, diciamoci la verità, quando le mamme stanno in compagnia delle non-ancora-mamme ogni tanto sembra che ci provino gusto a raccontare i particolari più terribili della maternità e soprattutto, del parto.

Volete qualche esempio?

Fa malissimo! Ma stai tranquilla, è un dolore che si dimentica!

Questa è una delle frasi più ricorrenti durante questi incontri al massacro. Dopo aver passato ore a descrivere quello che si prova nel minimo dettaglio, salta sempre fuori la storia della memoria a breve termine. Ma come??? Se è un dolore che si dimentica perché LEI – la mamma vendicatrice – si ricorda ogni singolo particolare e soprattutto sente il bisogno di condividerlo? Chi glielo ha chiesto?

Dai non fare quella faccia! Tanto prima o poi ci dovrai passare…

Che faccia si dovrebbe fare di fronte a storie di lacerazioni e di urla abominevoli che a confronto L’esorcista sembra un film per bambini? E poi, visto che dovrà passarci, perché non lasciarla nella beata ignoranza oppure perché, invece, non dirle che nel caso esiste un alleato chiamata epidurale?

È nato dopo 17 ore di travaglio, quello della mia amica dopo 20. Ma non ti preoccupare… mica per tutte è così…

“Sì certo, con la sfiga che mi state buttando addosso, il mio di travaglio durerà almeno 48 ore”. È questo che pensa in realtà l’aspirante mamma, con un sorriso tiratissimo. Anche perché se la matematica non è un’opinione, 2 su 2 non è statistica che faccia ben sperare!

Stai serena, il parto è niente. ..vedrai dopo!

Ecco la ciliegina sulla torta. Quando pensavi che il peggio fosse passato arriva il carico da 90. Se minimo minimo ci stava facendo un pensierino, dopo questi racconti il rischio è non solo che decida di rinunciarci, ma anche di dire addio per sempre al sesso…che non si sa mai!

Le tette? Sì è vero, aumentano a dismisura ma poi vedrai dopo l’allattamento dove ti arriveranno.

Eh no! Le tette no! Uno degli aspetti più allettanti della gravidanza è proprio quello di poter finalmente avere un décolleté alla Pamela Anderson, magari dopo una vita di piattume ai piani alti.
Passino le contrazioni, le spinte, le notte insonni, ma le tette quelle no, non si toccano!

Alla faccia della solidarietà femminile…

 

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Acrobata per vocazione, una laurea in Lingue e Comunicazione, da oltre 10 anni mi divido tra le mie due grandi passioni: educazione e comunicazione, convinta che le due cose insieme possano fare la differenza. Da sempre in prima linea accanto ai bambini, agli adolescenti, alle mamme e ai papà, a scuola e in famiglia, ho lavorato e lavoro per diverse realtà del terzo settore occupandomi di diritti dei minori, cittadinanza attiva, intercultura, disabilità e fragilità sociale con l’obiettivo di contribuire a diffondere una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza. Il mio sogno? Mettere al servizio dei genitori le mie competenze e professionalità, per supportarli nel loro ruolo educativo.