Siamo felici di ospitare su MammeAcrobate il Dott. Luca Mezzofranco, che ci accompagna in una guida per mamme e papà, soprattutto negli anni della scuola dell’infanzia e primaria, per riconoscere i segnali da raccontare al pediatra.

Entrate in camera per sistemare la coperta e sentite vostro figlio russare. Un’altra sera lo trovate con la bocca aperta, oppure notate che si muove molto nel letto. Sono osservazioni comuni, che possono lasciare un dubbio: sta riposando bene?

Una singola notte racconta poco. Un raffreddore può rendere il respiro più rumoroso e il sonno può essere agitato per molte ragioni. Se però il russamento si ripete anche quando il bambino sta bene, è utile parlarne con il pediatra. Bastano alcune osservazioni concrete, senza trasformare la notte in un turno di sorveglianza.

Quando il russamento merita attenzione

Il russamento nasce dalla vibrazione dei tessuti al passaggio dell’aria. Da solo non permette di capire se un bambino abbia la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, una condizione in cui il passaggio dell’aria si riduce o si interrompe ripetutamente perché le vie respiratorie si restringono o si chiudono temporaneamente. [1, 2]

Conta soprattutto la frequenza. Se vostro figlio russa almeno tre notti alla settimana, riferitelo al pediatra, in particolare se succede anche senza raffreddore. È un’indicazione per avviare un confronto, non una soglia che stabilisce una diagnosi. E non bisogna aspettare di raggiungerla se si notano pause nel respiro o fatica a respirare. [1, 3]

Che cosa osservare durante la notte

Quando vi capita di essere accanto a vostro figlio mentre dorme, possono essere utili queste informazioni:

  • Il russamento compare solo con il naso chiuso oppure anche quando sta bene? Da quanto tempo lo notate?
  • Ci sono apparenti pause nel respiro, seguite da un’inspirazione rumorosa o da un risveglio?
  • Il respiro sembra faticoso, con movimenti marcati del torace o della pancia?
  • Dorme spesso con la bocca aperta, si sveglia molte volte o assume posizioni insolite, per esempio con il collo molto all’indietro?

Anche un sonno molto movimentato o il ritorno della pipì a letto dopo un periodo in cui non succedeva più possono completare il racconto. Sono segnali che hanno diverse possibili spiegazioni: il loro valore dipende dall’insieme e dalla frequenza con cui si presentano. [3]

La bocca aperta va interpretata nel contesto

Vedere le labbra socchiuse non basta a stabilire come passa l’aria, né a riconoscere un disturbo. È più utile notare se il bambino sembra respirare spesso dalla bocca anche di giorno, se ha il naso abitualmente ostruito e se insieme compaiono russamento e sonno disturbato. [2, 3]

Tra i fattori che possono ostacolare il respiro ci sono adenoidi o tonsille ingrossate; anche un’ostruzione nasale, per esempio legata a un’allergia, può contribuire. Le cause vanno valutate durante la visita: una fotografia del bambino addormentato non permette di individuarle. [2, 3]

Anche la giornata può dare informazioni

Alcuni bambini con disturbi respiratori del sonno sono assonnati, altri appaiono soprattutto irritabili, molto attivi o fanno fatica a mantenere l’attenzione. Possono esserci stanchezza, bocca secca o mal di testa al risveglio. [3, 4, 5]

Questi comportamenti e sintomi non dimostrano la presenza di apnee e non vanno attribuiti automaticamente al sonno. Se però si accompagnano a russamento abituale, meritano di essere raccontati al pediatra. Può essere utile riferire anche osservazioni degli insegnanti, descrivendo ciò che accade senza assegnare etichette al bambino. [2, 4]

Come prepararsi al colloquio con il pediatra

Annotate per qualche giorno quando sentite russare vostro figlio, se è raffreddato, che cosa notate nel respiro e come si sente al mattino. Non serve un diario perfetto: «Russa quasi tutte le notti da un mese, anche senza raffreddore» è già un’informazione utile.

Un breve video, se riuscite a registrarlo senza disturbare il sonno, può aiutare il pediatra a comprendere il rumore e i movimenti respiratori. Il filmato integra il racconto, ma non conferma né esclude le apnee: una registrazione tranquilla non rappresenta necessariamente tutta la notte. [1, 3]

Il diario e il video sono facoltativi. Se osservate pause ripetute o respiro faticoso, contattate il pediatra senza rimandare per raccogliere altro materiale.

Che cosa può proporre il pediatra

Il pediatra mette insieme il racconto, la visita e la storia del bambino. Può valutare naso, gola e crescita, quindi decidere se servano un consulto otorinolaringoiatrico, un centro con esperienza nei disturbi del sonno pediatrici o altri approfondimenti. [1, 2]

Quando è indicata, la polisonnografia è l’esame di riferimento: durante il sonno registra diversi parametri, tra cui respirazione, ossigenazione e attività cerebrale. Serve a chiarire la presenza e la gravità di un eventuale disturbo. Gli accertamenti vengono scelti in base al singolo caso. [1, 2]

Anche le cure dipendono dalle cause e dalla gravità. Possono comprendere il trattamento di un problema nasale, controlli nel tempo o, in casi selezionati, un intervento su adenoidi e tonsille. Il russamento non comporta automaticamente un’operazione. [2]

Nel frattempo, mantenete orari regolari e un ambiente libero dal fumo. Sono abitudini favorevoli al riposo e alla salute, ma non sostituiscono la valutazione di un respiro notturno problematico. Farmaci e dispositivi vanno discussi con i professionisti che seguono il bambino. [3, 4]

Il ruolo dell’odontoiatra nel riconoscere i segnali

Anche una visita dal dentista può essere un’occasione per parlare del sonno. L’odontoiatra che segue il bambino può raccogliere informazioni sul russamento e sulla respirazione notturna, osservare lo sviluppo del palato e delle arcate dentarie e riconoscere caratteristiche che meritano un approfondimento.

Può così svolgere un ruolo di sentinella per il riconoscimento precoce dei disturbi respiratori del sonno: individuare segnali di sospetto e favorire il confronto con il pediatra e gli specialisti. Per questo è utile raccontare anche al dentista se il bambino russa abitualmente, respira spesso dalla bocca o sembra faticare a respirare durante il sonno. [6]

Quando emerge un disturbo, l’odontoiatra con competenze in medicina del sonno può partecipare al team multidisciplinare, insieme al pediatra, all’otorinolaringoiatra e agli altri professionisti coinvolti. Il suo contributo comprende la valutazione della crescita delle strutture del viso e della bocca e, nei casi appropriati, trattamenti ortodontici inseriti nel piano di cura condiviso. Indicazioni e risultati vanno valutati nel singolo bambino e verificati nel tempo. [6]

Quando chiedere aiuto subito

Se il bambino non respira, presenta una marcata difficoltà a respirare, ha labbra bluastre o grigiastre oppure non risponde o è insolitamente difficile da svegliare, chiamate subito il 112. In questa situazione la priorità è chiedere soccorso, senza fermarsi a registrare un video. [7]

Per i dubbi sul russamento abituale, invece, il primo passo è portare al pediatra ciò che avete osservato. Non occorre saper dare un nome al problema: il vostro racconto può aiutare a capire se e come approfondire.

Fonti scientifiche e approfondimenti

1. Marcus CL, Brooks LJ, Draper KA, et al. Diagnosis and Management of Childhood Obstructive Sleep Apnea Syndrome. Pediatrics. 2012;130(3):576–584. doi:10.1542/peds.2012-1671.

2. Kaditis AG, Alonso Alvarez ML, Boudewyns A, et al. Obstructive sleep disordered breathing in 2- to 18-year-old children: diagnosis and management. European Respiratory Journal. 2016;47(1):69–94. doi:10.1183/13993003.00385-2015.

3. American Thoracic Society. Obstructive Sleep Apnea in Children. Patient Education Series, aggiornamento online febbraio 2021. Scheda per le famiglie.

4. National Heart, Lung, and Blood Institute, NIH. Sleep Apnea in Children. Aggiornamento 12 febbraio 2025. Approfondimento.

5. Mezzofranco L, Agostini L, Boutarbouche A, et al. Sleep Habits and Disorders in School-Aged Children: A Cross-Sectional Study Based on Parental Questionnaires. Children. 2025;12(4):489. doi:10.3390/children12040489.

6. American Academy of Pediatric Dentistry. Policy on Obstructive Sleep Apnea (OSA). Revisione 2026. Raccomandazioni AAPD.

7. American Academy of Pediatrics. When to Call Emergency Medical Services (EMS) for Your Child. HealthyChildren.org, aggiornamento 11 maggio 2026. Indicazioni per le emergenze.

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