Da qualche giorno in casa nostra c’è una nuova arrivata: si chiama Clara, è una bambola reborn femmina di 46 cm e, devo ammetterlo, ha conquistato subito l’attenzione dei bambini.
Ce l’ha regalata Bambole Reborn, negozio italiano di bambole reborn originali, e quando è arrivata ero curiosa soprattutto di vedere la reazione dei miei figli. Perché, al di là di quanto una bambola reborn possa sembrare realistica, credo che la parte più interessante sia proprio osservare come i bambini si rapportano a lei.
E Clara, in questo, ci sta facendo vedere qualcosa di davvero curioso.
La prima cosa che abbiamo notato? Il peso
Quando la prendi in braccio ti accorgi subito che non è come una normale bambola vuota e leggera. Il suo peso porta naturalmente a prenderla con entrambe le mani e a sostenere la testa, proprio come si farebbe con una bambina piccola.
È stata probabilmente questa la cosa che mi ha colpita di più osservando Isabel, che ha 8 anni. Con Clara ha iniziato spontaneamente a fare molta attenzione a come la prende, a come la sposta e soprattutto a dove la appoggia. Non la lascia semplicemente qua e là: cerca un posto adatto, la sistema con cura e controlla persino che i suoi capelli siano sempre in ordine.
È una cosa che mi ha fatto sorridere, ma anche riflettere, perché attraverso il gioco ho visto nascere in lei una particolare attenzione verso qualcosa di cui prendersi cura. Clara è diventata una piccola compagna da accudire e, alla sera, Isabel ama tenerla con sé nel letto. La tratta davvero come se fosse una piccola bambina.
Anche il più piccolo è rimasto affascinato da Clara
Ovviamente Clara ha attirato anche l’attenzione del nostro bimbo più piccolo.
E qui, essendo ancora piccolo, cerchiamo di accompagnarlo un po’ di più nel modo in cui si rapporta a lei. Clara ha infatti dettagli molto delicati, come i capelli e le ciglia, e quindi gli ricordiamo di essere delicato, di non tirare e di fare attenzione quando la prende. È diventata quasi una piccola occasione quotidiana per insegnargli che anche durante il gioco possiamo avere cura delle cose e imparare a trattarle con delicatezza.
Devo dire che è bello vedere come, anche lui, sia sempre più incuriosito da Clara e cerchi di avvicinarsi a lei.
Non è solo una questione di realismo
Prima di averla in casa, quando pensavo alle bambole reborn, la prima cosa che mi veniva in mente era quanto fossero realistiche. Dopo aver visto i bambini con Clara, però, mi sono resa conto che il punto interessante non è soltanto che “sembra vera”.
È il modo in cui il suo peso e i suoi dettagli portano il bambino a cambiare spontaneamente il modo di prenderla e di trattarla. Con Isabel lo vedo chiaramente: la sostiene, la sistema, le mette in ordine i capelli, sceglie dove appoggiarla e la sera vuole averla vicino. Sono gesti semplici, ma raccontano molto di più del semplice gioco con una bambola. Raccontano di cura, attenzione e responsabilità.
Come si prende cura di Clara?
Anche dal punto di vista pratico ci sono alcune piccole attenzioni da avere. Il viso, le mani e i piedi possono essere puliti con un panno umido, mentre il corpo in stoffa deve essere mantenuto asciutto. Sono accorgimenti semplici, che per noi sono diventati parte del gioco: Clara va trattata con attenzione anche perché alcuni suoi dettagli sono particolarmente delicati.
Quello che mi sta piacendo di più
La cosa che mi sta piacendo maggiormente di questa esperienza non è semplicemente vedere quanto Clara sia realistica, è osservare quello che sta suscitando nei bambini. Vedere Isabel prendersene cura in modo così spontaneo mi ha fatto pensare a quanto spesso noi adulti cerchiamo di insegnare ai nostri figli il significato della cura attraverso le parole, mentre poi sono proprio il gioco e l’esperienza quotidiana a permettere loro di sperimentarla davvero. Con Clara, Isabel sta giocando a fare la “mamma”, ma allo stesso tempo sta imparando a prestare attenzione, a essere delicata, a prendersi cura di qualcosa e a sentirsi responsabile di una piccola compagna e forse è proprio questo il bello del gioco: non sai mai esattamente cosa nascerà da una bambola, da una storia inventata o da una semplice attività.
A volte, dietro quello che sembra soltanto un gioco, ci sono piccole competenze che stanno crescendo.
E Clara, in casa nostra, è arrivata proprio così: come una bambola, sì, ma anche come una nuova occasione per osservare i nostri bambini crescere.


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