Mamme Acrobate

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Discriminazione post maternità. Bisogna parlarne!

stefania boleso

A novembre 2008 vado in maternità, e al mio ritorno scopro che il mio posto non c’è più.
Peccato si fossero dimenticati di dirmelo prima, quando durante i mesi di maternità, pur pagata dall’INPS, continuavo a lavorare per l’azienda...
Non sono licenziabile: in quel momento mia figlia non ha neanche 9 mesi ed io sono un impiegato quadro.
Così vengo messa nelle condizioni di andarmene.
Una cosa tra tante: mi trasferiscono in un locale al pianterreno, a cinque piani di distanza dal resto dell’azienda, riadattato per l’occasione ad ufficio. 
A fine 2009 scambio la mia salute e la serenità della mia famiglia con una buonuscita.

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PARI O DISPARE, per la parità uomo/donna nel mondo del lavoro

logo pari o dispare
A gennaio di quest'anno è stato presentato a Roma il Comitato PARI O DISPARE, Authority per la parità di genere nel mondo del lavoro, presieduto da Fiorella Kostoris, ordinario di Economia politica all'Università La Sapienza di Roma, una carriera trascorsa in uno dei settori principalmente, e per tradizione, riservati agli uomini, quello dell'economia, e da Emma Bonino in veste di presidente onoraria.
"L'obiettivo del comitato - leggiamo in un'intervista della professoressa Kostoris a il Sole24ore - è ottenere "pari risultati", non solo pari opportunità perché i talenti sono - complessivamente - distribuiti egualmente fra uomini e donne. Per centrare il nostro obiettivo dobbiamo quindi fare leva sulla meritocrazia. Meritocrazia e trasparenza. Quando vengono assegnati posti apicali, è necessario che siano giustificati da un adeguato curriculum professionale. Quindi sì certo, un modello nuovo. Che punti al riconoscimento del merito."
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Essere una Tagesmutter, l'esperienza della cooperativa Casa Bimbo di Monza

Tagesmutter Monza

Tagesmutter ovvero "mamma di giorno", una professione che arriva dal Nord Europa e che si sta diffondendo in Italia a grande velocità, sostenuta e riconosciuta come valido sostegno alle famiglie anche dalle Istituzioni che hanno deciso di investire in questo nuovo servizio per la prima infanzia. Abbiamo pensato di incontrare le fondatrici di una nuova Cooperativa di Tagesmutter, nata da pochissimo in Lombardia, per far loro qualche domanda su questa professione, sulla loro storia e sui servizi che la cooperativa intende offrire alle famiglie.

Innanzittutto, chi è la Tagesmutter?

La Tagesmutter è una donna che, fortemente motivata, svolge la funzione di assistente all’infanzia presso il proprio domicilio e sceglie di accudire bambini da 0 a 11 anni, con il supporto di una cooperativa, collegata a Pedagogisti, Pediatri, Nutrizionisti.

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MaMi, mamme a Milano. Uno spazio, tanti servizi

Esiste un posto a Milano dove le mamme si incontrano, una casa che le accoglie offrendo chiacchiere, attività e compagnia per loro e per i loro bambini. Lorena e Renata sono le padrone di casa, le due mamme che in una calda estate milanese hanno dato vita a questo progetto. Vediamo come...

Da dove è nata l'idea di MaMi e perchè?

MaMi mamme a MilanoL'idea nasce da un "sarebbe bello se...". Mamme da poco e poco abituate alla vita domestica, ci siamo trovate a giugno del 2009 a seguire un corso di massaggio neonatale con i nostri bebé, corso che si teneva all'una di pomeriggio, quando il sole è alto e il caldo piuttosto difficile da sopportare. Eppure eccoci lì, puntuali ogni settimana, insieme ad altre mamme a reclamare uno spazio di ascolto e condivisione, un momento dove confrontarsi e ridimensionare i grandi problemi che la presenza di un bimbo piccolo può sollevare, soprattutto quando è il primo.

Lasciando lo studio insieme con i nostri passeggini, sempre sotto il sole cocente, abbiamo cominciato a chiacchierare e a parlare di come sarebbe stato bello se quell'appuntamento settimanale fosse stato giornaliero. Anzi, meglio ancora: non un appuntamento specifico al giorno, ma uno spazio vero e proprio, aperto tutto il giorno, così da poterci andare in qualsiasi momento.

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La doula, una mamma che aiuta un'altra mamma

Ci sono molte professioni che ruotano intorno alla donna e alla maternità, alcune sono molto conosciute e ritenute indispensabili (penso ad esempio al ginecologo, all'ostetrica, alla puericultrice), altre sono forse meno note ma altrettanto importanti. Una di queste è la Doula. Sapete tutte chi è e cosa fa una doula? professione doulaLa Doula è una educatrice prenatale, una figura professionale che affianca la donna per farle vivere in modo più sereno e consapevole sia la gravidanza che i primi mesi di vita del bambino.

Una delle mamme della nostra community, Loredana - acrobata per eccellenza - è una doula e ha accettato di fare quattro chiacchiere con noi per spiegarci meglio il suo lavoro, fatto di motivazione, sostegno e amore.

Cos'è una doula? cosa fa? quali sono i suoi compiti?

Doula significa letteralmente "far da madre alla madre". La DOULA è una professionista che affianca la donna per farle vivere in modo sereno e consapevole la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino/a. La doula si mette completamente a disposizione della gestante e si prende cura del suo benessere fisico e soprattutto emozionale. E' una professionista con mansioni assistenziali, non mediche, che conosce e comprende tutti gli aspetti intimi e profondi legati al prendersi cura degli altri.

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Mamme e lavoro: tra organizzazione aziendale e sensi di colpa

Vi segnaliamo un workshop davvero interessante, al quale sicuramente parteciperemo anche noi nella sua data milanese, dal titolo “Mamme e lavoro: tra organizzazione aziendale e sensi di colpa”, organizzato da Working Mothers Italy, associazione per il sostegno delle donne lavoratrici.donna a lavoro

Da un lato, l’attuale cultura aziendale dominante, di stampo maschile, penalizza le mamme sia per un supposto calo di rendimento permanente, sia perchè l’organizzazione del lavoro è fondata su regole a volte inutilmente costrittive. Dall’altro lato, uno dei nodi comuni alle mamme nel lavoro sono i sensi di colpa rispetto ai loro bambini e bambine. Ci si sente sempre di sacrificare qualcosa: tempo, attenzioni, vicinanza.

Tutto questo è inevitabile? E’ possibile una diversa organizzazione del lavoro? E’ possibile scegliere tutto, non sacrificare pezzi di sé? E, soprattutto, i sensi di colpa perché ci si sente mamme carenti, sono così fondati?Come vivono veramente la situazione i figli? E’ possibile che, insieme ai problemi, possano trovare nel modo di essere delle loro mamme anche qualche ricchezza in più?

Queste sono alcune delle domande alle quali cercherà di dare risposta durante il workshop Luisa Pogliani, autrice del libro Donne senza guscio. Percorsi femminili in azienda, con il supporto di Maria Cimelli di WMI.

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Associazioni di donne per sostenere la maternità: vi presentiamo Shea

Centro SheaL'obiettivo è il medesimo: offrire alle mamme - che siano future, neo o già abbastanza rodate - un luogo "reale" dove incontrarsi, socializzare, confrontarsi, frequentare corsi, seminari, partecipare ad attività sia con che senza figli al seguito, rilassarsi, chiacchierare e vivere con maggior consapevolezza e serenità le varie fasi della maternità.

Sono numerose ormai le associazioni di donne che hanno deciso di porsi questo come obiettivo. Senza ombra di dubbio la spinta a creare questi tipi di realtà nasce proprio dall'esperienza in prima persona della maternità e dal desiderio di offrire ad altre donne quello che forse a loro stesse è mancato. Le donne sono sempre piene di risorse e dopo essere diventate madri lo sono ancor di più. Diventano delle vere mamme acrobate, è il caso di dirlo!

Questo sito è nato infatti per lo stesso motivo. Abbiamo sentito forte il desiderio di condividere quello che è il percorso di vita più importante per una donna, le esperienze che avevamo maturato, i sentimenti che ci attraversavano, la voglia di raccontarsi, di scambiarsi informazioni e consigli, di confrontarci. Noi offriamo alle mamme un luogo "virtuale" dove incontrarsi e confrontarsi, le associazioni di cui vi vogliamo parlare invece offrono spazi "reali".

Desidero presentarvi Ester, mamma di due piccolini, Roberto 6 anni ed Emanuela 20 mesi, che a 32 anni, dopo aver scoperto quanto la maternità l'aveva arricchita e motivata, ha deciso di dar vita ad un'associazione chiamata SHEA un'oasi per te mamma, nata da pochi mesi e che al momento è un caso isolato all'interno del territorio in cui risiede, la Campania.

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Le lavoratrici scoraggiate. Una nuova categoria di donne

copertina unovirgoladueSilvia Ferreri è un'autrice e una regista che nel 2006 ha realizzato un documentario dal titolo Uno virgola due il cui tema è la discriminazione delle donne in gravidanza nel mondo del lavoro. Da quel documentario, nel 2007 ne nasce un libro Uno virgola due - Viaggio el paese delle culle vuote (Ediesse 2007) inchiesta sulla bassa natalità e sulla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro. Il titolo ovviamente altro non è che il tasso di natalità dell'Italia in quegli anni, che oggi si è leggermente alzato a 1,3 solo grazie alle nascite di bimbi immigrati (il nostro paese è, in Europa, tra quelli con la minore natalità, Francia e paesi scandinavi hanno tassi vicini al 1,9% tanto per intenderci).

Per realizzare Unovirgoladue Silvia ha condotto una vera e propria inchiesta parlando con tantissime donne per cercare di capire le ragioni per le quali la maternità in Italia viene vissuta come un ostacolo al lavoro e perchè il nostro è un paese che non è ancora pronto "a sostituire la figura della madre con quella della madre lavoratrice".

A distanza di qualche anno Silvia ha deciso di continuare a dedicarsi ai problemi che le donne vivono dopo la nascita di un figlio e ha deciso di avviare un'altra inchiesta, questa volta sul tema delle lavoratrici scoraggiate: le donne che hanno smesso di cercare lavoro.

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"Contro gli asili nido", intervista all'autrice Paola Liberace

copertina del libroEsiste un’alternativa alla decisione (quasi sempre sofferta) di separarsi dal proprio figlio per 8 o 9 ore al giorno delegando la sua cura ad altre persone e in altre strutture (che non sono la sua casa)? Può l’aumento di servizi per la prima infanzia come gli asili nido, risolvere da solo il problema dell’occupazione femminile e dei genitori lavoratori? Imprese e datori di lavoro come gestiscono l’assenza delle lavoratrici per maternità e poi le loro esigenze legate alla cura dei figli?

Di questi argomenti ne abbiamo parlato con Paola Liberace, autrice del libro "Contro gli asili nido. Politiche di conciliazione e libertà di educazione" (che è anche un sito web) nonchè una mamma lavoratrice che ha deciso, dopo la nascita dei suoi bambini, di far sentire la sua voce riguardo a temi caldi quali la conciliazione, la flessibilità e le politiche di sostegno ai lavoratori con figli.

Contro gli asili nido è un titolo molto forte. Perchè hai deciso di scrivere questo libro e di intitolarlo proprio così?

E dire che ho due bimbi al nido! Certo, l'asilo nido è un obiettivo polemico difficile. Nell'immaginario collettivo rappresenta la quadratura del cerchio, la soluzione ideale per conciliare lavoro e famiglia. In realtà, più che di conciliazione, si tratta di una rinuncia: il nido, nato come sostegno ai genitori lavoratori, è sempre più spesso inteso come un sostituto, che ne fa le veci fin dall'età neonatale, per quasi tutta la giornata, per l'intera delicata fase della prima infanzia.

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