Regime dei minimi: cosa cambia dal 2012?

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Alla luce delle recenti modifiche apportate al Regime dei Minimi dalla Manovra estiva (Decreto Legge n. 98/2011), riassumiamo brevemente le novità introdotte a rettifica parziale dell’articolo pubblicato lo scorso 7 luglio 2011.

In primo luogo il regime minimi sarà riservato esclusivamente alle nuove attività economiche d’impresa o professionali, sono pertanto escluse dall’agevolazione tutte le attività che di fatto sono mera prosecuzione di altre attività svolte in precedenza. Lo scopo della norma è infatti quello di favorire i giovani e la costituzione di nuove imprese.

A partire dal 1° gennaio 2012, il regime dei minimi, si applica per una durata limitata e vale per il primo periodo d’imposta e per i successivi quattro, non è quindi più possibile permanere in tale regime fiscale senza limiti temporali finché se ne possiedono i requisiti.

Sono state inoltre introdotte tre nuove condizioni di accesso, che vanno a sommarsi a quelle già previste dalla norma ante Manovra estiva:

  • nei 3 anni precedenti l’inizio dell’attività il contribuente non deve aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, ad esclusione del caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • se si prosegue un’attività d’impresa in precedenza svolta da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio fiscale, non deve essere superiore a 30.000 euro.

La misura dell’imposta sostituiva (Irpef e relative addizionali regionali e comunali, ed Irap) prevista per i
soggetti che possono fruire di tale regime è fissata al 5%, in luogo del 20%.

Infine, tutti i soggetti già aderenti al regime minimi in quanto rispettavano le condizioni originarie d’accesso al regime, ma non quelle nuove, passeranno naturalmente al nuovo regime degli “ex minimi” e per espressa previsione normativa manterranno del regime originario solamente le seguenti caratteristiche:

  • esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva;
  • esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva;
  • esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

Ne deriva che ai fini Irpef resta fermo l’obbligo di pagamento in misura ordinaria, senza possibilità di
poter fruire di alcuna imposta sostitutiva.

Poiché la norma non prevede l’esclusione dagli studi di settore, si ritiene che questi siano applicabili a tutti gli effetti.

Su tali aspetti tuttavia, si attendono ulteriori chiarimenti da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

 

photo credit: Jennuine Captures via photopin cc

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